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Archivio per agosto 2011

Controvento, avanti tutta

24 agosto 2011 Massimo Zotti 1 commento

Soffia un brusco vento di Maestrale, e accade spesso da queste parti.

Vento che spinge forte le onde, e solleva schizzi d’acqua. Vento che allevia il caldo ruvido di quest’estate.
Avvicino le labbra al collo ghiacciato di una bottiglia scura di birra, e tiro un lungo sorso. Il sole scotterebbe di più sulla mia capoccia rasata se non fosse per questo vento fresco, penso, mentre m’appoggio al muretto del lungomare.
Le onde esplodono sui blocchi di pietra abbandonati a mo’ di frangiflutti, e che razza di rumore che fanno. Mi godo il profumo di salsedine nell’aria, e di quest’estate che sta finendo, ma che di belle giornate come questa ce ne regalerà ancora. Ogni mattina crescerà il nostro rimpianto – costeggiare il mare prima di entrare in ufficio è benedizione e tormento, come una bellissima puttana che ammicca, ogni volta dietro l’angolo, mentre corri a rintanarti nella tua solitaria abitazione.
Tiro un altro sorso di birra e mi ripeto che bevuta alla canna ha il suo sapore migliore.

E’ in quel momento che la vedo passare.

Una gaviota de plata
se descuelga del ocaso.
A veces, una vela.
[1]

La vela d’argento di Luduan.

Tecnicamente è una Grand Soleil da 46 piedi, e qualcuno potrebbe scriverne per ore, ma per me è solamente la barca di Giovanni.
Lo riconosco, il mio Amministratore Delegato, inconfondibile, appoggiato al timone mentre la sua barca va di bolina, ci saranno almeno 25 nodi. Anche se da qui non lo vedo in faccia, sono sicuro che sorride, Giovanni. Con quel suo ghigno aggrinzito da troppo sole, troppo vento e troppo veleno con il mercato dell’aerospazio.

Eccolo là anche Sergio, il Navigatore. Discute con Daniele, il Tattico, e so già che nemmeno stavolta si troveranno d’accordo – come si può andare d’accordo con Sergio? Insopportabile nel suo avere sempre ragione, petulante, pragmatico… un rompiscatole, già. Eppure l’accoppiata funziona, tutto il gruppo funziona, se questi vecchi lupi di mare continuano a vincere regate, dopo lo straordinario successo nella Brindisi-Corfù e la riconferma nel Campionato Italiano Altura nella classe 1C, a Trieste.

Enzo è invece curvo sulle drizze. Individuo il mio boss dalla stazza, impossibile confonderlo.
Da quando ha seguito il corso di management di Spegea si è fissato con il parallelismo tra la barca a vela e la nostra azienda, e me l’immagino, mentre lo vedo alle prese con il winch, che ripensa alle parole del Tattico:

“…dobbiamo avere chiaro dov’è il traguardo, e a che punto siamo della regata,
perché nessun vento è buono se non sappiamo dove andare.”

Ripenso a come me l’ha raccontata l’altro giorno, il nostro direttore marketing, e quanta passione c’ha messo nello spiegarmi questa metafora.

“E’ proprio così, in barca a vela come in azienda. Se non abbiamo definito e condiviso con chiarezza l’obiettivo, come facciamo a fare le scelte giuste ogni volta che siamo chiamati a prendere decisioni? E oggigiorno tutti coloro che lavorano in un’azienda moderna, che gira a ritmi sempre più veloci, devono essere in grado di prendere decisioni relativamente al ruolo che coprono, altrimenti tutto si ferma.
Dobbiamo essere sempre in grado di adattare la nostra andatura al vento che continuamente ruota e cambia direzione”.

In effetti ogni giorno arrivi in azienda e devi verificare se il mercato è ancora dove lo avevi lasciato il giorno prima o se invece le risorse stanno andando da un’altra parte.

“Gli imprevisti in barca sono all’ordine del giorno. Se c’e’ un salto di vento durante una regata, la giuria può decidere di cambiare percorso e tu devi essere in grado di adeguarti velocemente.
Allo stesso modo le norme che regolano la vita aziendale cambiano continuamente (specialmente in Italia!) e quindi devi essere pronto a modificare il tuo percorso aziendale per cogliere le opportunità che queste modifiche possono creare.
Andare velocissimo con la barca ma non in direzione del traguardo non serve a nulla, ed anzi ti allontana dalla meta. In azienda ogni passo che fai deve essere coerente e farti avvicinare all’obbiettivo aziendale che hai definito.
Ed in ogni caso, anche se il vento è contrario, ci sono comunque opportunità per andare avanti, così come fa una barca a vela quando procede di bolina”.

Sorrido ripensando alle parole di Enzo, mentre Luduan si allontana scivolando silenziosa tra gli spruzzi di schiuma e le onde.
Guardo il team di quella barca muoversi armonioso, i loro gesti perfettamente sincronizzati. Dev’essere così per forza, altrimenti le manovre non riuscirebbero con la velocità che serve.

Provo a sviluppare la metafora da solo, e penso che la sincronizzazione tra funzioni aziendali, o meglio tra le persone che hanno certe mansioni, è fondamentale per la perfetta riuscita di un progetto, di uno sviluppo, di una commessa. Mariella Zotti e le sue corse contro il tempo quando c’è da partecipare ad una gara, tra l’offerta tecnica che arriva dalla divisione tecnica e l’offerta economica dai commerciali, e poi i timbri, le firme, la ceralacca ed il corriere. In effetti in un mercato molto competitivo i piccoli dettagli fanno la differenza, perché le differenze tra le aziende sono minime. Quante volte abbiamo vinto o perso una gara per un punto?
E regate della durata di 18 ore non si vincono o perdono per manciate di secondi? Le altre imbarcazioni sono altrettanto competitive, e sono le piccole differenze di rendimento che producono grandi differenze di risultati.

Il vento mi porta suoni confusi, ma riconosco la voce di Giovanni che ha urlato qualcosa all’equipaggio. Dall’improvvisa agitazione sulla barca capisco che probabilmente si stanno preparando a virare, e non posso non ricordare un altro parallelismo cui Enzo è tanto affezionato.

“Devi essere sempre attento a quello che succede in barca e fuori dalla barca per poter essere proattivo. Se vedi un membro dell’equipaggio in difficoltà su una manovra devi essere in grado di decidere al volo se lasciare il tuo posto per portare soccorso apporta benefici nel complesso o se invece aggrava la situazione, e quindi agire di conseguenza.
Analogamente, in azienda, bisogna essere pronti a dare una mano a chi la chiede, ma allo stesso tempo esser certi di poter svolgere il compito assegnato per evitare che il processo produttivo subisca danni o ritardi. In alcuni casi devi limitare i danni.”

La vela argentata si allontana sempre di più, e all’orizzonte vedo altre imbarcazioni in lotta contro le onde. Ci sarà una regata? Mi interessa poco, in fondo di vela io non ne capisco nulla.
Ripenso all’ultima similitudine del mio capo, quella sugli avversari in mare e sul mercato.

“Non puoi speronare o affondare le imbarcazioni che trovi sulla tua strada, perché ci sono le regole ma, prima ancora, c’è lo spirito marinaresco che ti impone di regatare in modo corretto e con fair play. Allo stesso modo i concorrenti della tua azienda non sono il male assoluto: sono lì anche loro a fare il proprio mestiere. Nel rispetto delle regole, c’è spazio per tutti”.

Decido che Enzo mi ha convinto, che le similitudini tra un team di una barca  a vela e quello di un’azienda sono davvero straordinarie, e che per oggi può bastare. Finisco la mia birra finché è fresca, e mi stacco da quel muretto. I miei compagni d’avventura sono ormai lontani, le vele bianche all’orizzonte si confondono.

Salgo sulla mia bicicletta, ché adesso toccherà anche a me pedalare controvento.
Chissà, prima o poi una bella similitudine tra il ciclismo e la vita aziendale potrei svilupparla anch’io? Meglio non pensarci adesso. Metto gli auricolari, avvio la riproduzione casuale dei brani e lascio che il mio smartphone mi pugnali con i marinai, i profeti e le balene di Capossela.

Come aveva concluso Enzo?

“In un mercato in tempesta, in cui le aziende spesso devono navigare a vista, non ci resta che augurarci: buon vento”.

Questa me la scrivo.


P.Neruda, “Veinte poemas de amor y una canción desesperada. Poema 18: Aquì te amo

Stage: un punto di incontro tra ricerca e impresa

Può uno stage essere una risorsa strategica per un’impresa? Per noi di Planetek Italia il rapporto con il mondo della ricerca e le diverse università italiane ha un valore sicuramente strategico.

Le attività di ricerca per avviare i processi di innovazione dei prodotti, servizi e processi produttivi sono indispensabili per ogni azienda. Per quelle come Planetek Italia, che operano nel settore più avanzato dell’ICT, risultano addirittura vitali per mantenere la capacità di competere sui mercati internazionali più selettivi.

Un’interessante opportunità per attivare processi di innovazione è l’inclusione nei progetti di ricerca di stagisti, laureandi, dottorandi e giovani ricercatori. Questi ragazzi apportano, al di là della dote di competenze e conoscenze specialistiche, una carica di entusiasmo contagioso e, molto spesso, idee fuori dal coro grazie alla mancanza di schemi mentali che tendono a bloccare il processo creativo.

Quando ci confrontiamo con altri imprenditori emergono – non lo nascondiamo – le seguenti classiche considerazioni: “l’università produce laureati non pronti ad entrare nel contesto produttivo” o anche “i neolaureati devono passare almeno 18 mesi in azienda per cominciare a ripagarsi lo stipendio”.

Quindi per questi ragazzi svolgere uno stage  può essere una importante opportunità per capire come si lavora in un contesto produttivo industriale e ridurre quel gap che li separa dal mondo dell’impresa. E’ per questo che credo che le esperienze di stage in azienda siano anche molto preziose per dare loro maggiori chance per entrare nel mondo del lavoro. Gli stage sono anche un banco di prova con cui le imprese possono verificare sul campo le loro caratteristiche ed attitudini al fine di un loro possibile ingresso in azienda.

Inoltre questo permette all’impresa di attivare relazioni con il territorio stabili e durature e contribuisce a restituire un pò del valore che il territorio mette a disposizione delle imprese per svolgere le proprie attività.

Per rendere evidente questo impegno, di seguito provo a riassumere brevemente le diverse iniziative che abbiamo in corso.

MarteCon Luca, laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, vincitore di una borsa regionale per giovani ricercatori, abbiamo in corso una ricerca congiunta con il CNR-IRSA nello sviluppo di algoritmi e tecnologie per la consultazione interattiva di dati di sottosuolo acquisiti da un georadar montato su un satellite orbitante attorno al pianeta Marte. L’obiettivo del lavoro è fare in modo che tutti questi singoli campioni possano essere sintetizzati in un’unica rappresentazione del sottosuolo attraverso l’elaborazione degli elementi volumetrici (voxel).

Pasquale e Vittorio, giovani laureati in Scienze Forestali e Ambientali, che hanno seguito un master in GIS e Telerilevamento a Potenza, stanno partecipando all’aggiornamento delle mappe di copertura del suolo Urban Atlas per alcune città europee nell’ambito del progetto GEOLAND2.

Con Mariangela, dottoranda in Scienze della Terra e Dinamica Ambientale dell’Università di Bari, ci stiamo occupando dell’identificazione di siti di interesse archeologico sepolti mediante misure magnetometriche e tecniche di telerilevamento da diverse piattaforme (satellite e drone) per trovare correlazioni tra queste metodologie di indagine.

Valeria, laureanda in Scienze Geologiche dell’Università di Bari, è coinvolta nella realizzazione di alcuni strati informativi necessari per testare i modelli di vulnerabilità sismica, messi a punto nell’ambito di un progetto di ricerca internazionale, sul sito dimostrativo di L’Aquila.

Loredana, assegnista di ricerca presso la Facoltà di Architettura e Pianificazione di Alghero, sta contribuendo alla definizione di prodotti geoinformativi per la redazione degli strumenti di pianificazione delle coste, anche attraverso l’analisi 3D del territorio con dati telerilevati.

Frequentare stage quindi è una importante opportunità di crescita, un principio che vale anche per lo stesso personale del Gruppo Planetek. Manos, collega greco di Planetek Hellas, inizierà a settembre uno stage di 18 mesi nel settore dei Ground Segment presso l’ESA ESRIN a Frascati.

L’attivazione degli stage richiede un giusto equilibrio tra la necessità di lasciare libero il processo creativo e l’esigenza di ottenere risultati tangibili che possano gratificare l’impegno degli stagisti nello svolgimento delle attività e produrre un avanzamento verso l’attivazione di processi operativi industriali utili all’azienda.

Senza dubbio è un processo complesso e difficile che impegna intensamente le migliori risorse dell’azienda ma ritengo che, anche grazie a queste iniziative, l’impresa si può riappropriare di quel ruolo sociale e culturale che è alla base dello sviluppo economico sostenibile del territorio.