Tra le poche certezze della vita rientrano di diritto gli incendi boschivi.

Ritornano ogni anno.

Un’altra certezza è che in Italia sono dolosi.

Questa verità è stata recentemente ribadita dal Commissario straordinario all’ARIF Puglia, Domenico Ragno, nel suo articolo dal titolo abbastanza esplicito: “Nessun pizzo agli incendiari“.

Nel processo di lotta agli incendi boschivi una fase importante è la rapida e accurata delimitazione del perimetro delle aree incendiate. Generalmente questa attività si realizza con un rilievo sul campo con terminali GPS e, se possibile, correzione differenziale per raggiungere livelli di accuratezza submetrica (vedi le linee guida della Regione Lombardia). Questa esigenza di precisione deriva dal fatto che queste aree vengono automaticamente sottoposte a vincolo e per 15 anni non è possibile prevedere nessuna trasformazione o utilizzo (ad esempio pascolo), che possa impedire o ritardare il processo di rinaturalizzazione dell’area incendiata.

I rilievi diretti secondo queste metodologie sono sicuramente la soluzione ideale e garantiscono livelli di precisione altissimi. In alcuni casi, però, non è possibile applicare questo metodo in modo ottimale. Ad esempio, in aree impervie che possono essere rilevate con difficoltà o dove il segnale GPS si acquisisce con difficoltà, come ad esempio, sotto le chiome di alberi o in presenza di gole strette. Chi ha fatto nella sua vita dei rilievi sa bene a cosa mi riferisco e i problemi che devono essere affrontati quando si fanno i rilievi in pieno campo. Inoltre, la precisione teorica può essere degradata dalla difficoltà di definire con precisione il limite dell’area bruciata, specialmente se il rilievo non viene fatto immediatamente dopo l’incendio. Inoltre, in alcuni casi il rilievo non viene realizzato per mancanza di fondi o di personale.

A tal fine, le immagini satellitari possono dare un contributo concreto alla perimetrazione delle aree percorse dal fuoco. Fin dalla disponibilità dei primi satelliti si è cercato di utilizzare le immagini satellitari per la perimetrazione delle aree bruciate (vedi alcuni esempi). E’ evidente che la precisione del risultato è direttamente correlata alla risoluzione geometrica delle immagini. Quindi, passando da dati con una risoluzione di alcune decine di metri a dati con risoluzione submetrica, il livello di accuratezza geometrica e di riconoscimento delle aree bruciate aumenta. Inoltre, la qualità del risultato migliora, se utilizziamo immagini che vengono acquisite immediatamente dopo l’incendio (oltre a essere più facile discriminare gli incendi, si riduce il rischio di avere più incendi sulla stessa area e quindi di non riuscire più a discriminare il perimetro dei singoli incendi). L’uso di questi dati può essere determinante in tutti quei casi in cui non è possibile eseguire un rilievo a terra o si vuole migliorare, integrare o validare il rilievo con altre fonti informative.

Le Sentinelle (vedi un mio precedente articolo), i satelliti europei che forniscono in modalità open data free le immagini che vengono acquisite, sono un’opportunità unica per poter introdurre in modo operativo l’uso dei satelliti nel processo di perimetrazione delle aree percorse dal fuoco. Questi dispongono di una buona risoluzione spaziale e tempi di rivisitazione molto brevi. La Sentinel-2 dispone di un sensore con risoluzione a terra di 10 metri e tempi di rivisitazione medi di 12 giorni che, con il secondo satellite che sarà lanciato nei prossimi mesi, scenderà a 6 giorni (quindi ogni 6 giorni sarà disponibile un’immagine!). Queste immagini possono essere utilizzate per perimetrare immediatamente le aree bruciate. Questa perimetrazione può essere utilizzata dagli operatori che vanno in campo come una traccia per pianificare il rilievo da effettuare e/o come dato di confronto per valutare se ci sono alcune aree sfuggite al rilievo e, quindi, validare il rilievo a terra stesso. Per utilizzare queste immagini è necessario disporre di un ambiente software per l’elaborazione delle immagini, sapere come scaricare le immagini Sentinel dall’archivio dell’Agenzia Spaziale e disporre delle competenze per il processing (come spiegano questo articolo e video), seguendo eventualmente un corso specifico.

Una soluzione alternativa è attivare un servizio su cloud, che automaticamente scarica i dati, li elabora e rende disponibili i risultati direttamente via web attraverso un portale che consente anche lo scarico in formato shape dei perimetri.  Inoltre, in aggiunta a questo servizio è possibile attivare un servizio di monitoraggio delle aree storiche percorse dal fuoco che sono state vincolate per individuare eventuali utilizzi illeciti delle aree vincolate.

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Area incendiata il 13 luglio 2016 nel Parco dell’Alta Murgia su immagine Sentinel 2 (Copernicus Sentinel data 2016)

Un servizio con queste caratteristiche è Rheticus, la piattaforma geoinformativa su cloud che abbiamo lanciato da qualche mese – premiata per il suo utilizzo innovativo dei dati open dei satelliti Copernicus Sentinel -, che eroga, oltre al servizio di perimetrazione e monitoraggio delle aree percorse dal fuoco, anche servizi di monitoraggio delle frane, subsidenza, stabilità di infrastrutture, qualità delle acque marino costiere e dinamica urbana.

Un esempio di utilizzo di questo servizio è purtroppo molto recente e si riferisce al Parco dell’Alta Murgia.

Il 13 luglio si è scatenato un incendio impressionante nel Parco dell’Alta Mugia, nel territorio del comune di Altamura, che ha provocato ingenti danni su una superficie stimata in circa 300 durante le fasi di spegnimento. A seguito di questo incendio abbiamo attivato immediatamente il servizio Rheticus e al primo passaggio utile del satellite, il 19 luglio, abbiamo prodotto in automatico la mappatura dell’are bruciata, ed abbiamo immediatamente inviato questi risultati ai responsabili del Parco. Dalla mappatura satellitare è emerso che l’incendio ha interessato un’area molto più vasta che risulta essere di circa 500 ettari.

Con l’attivazione di questo servizio, che viene fatto in tempi rapidissimi attraverso la sottoscrizione di un abbonamento, l’ente riceve tempestivamente informazioni accurate che possono essere utilizzate per la valutazione dei danni e la perimetrazione ed individuazione delle particelle catastali coinvolte dall’incendio, elemento fondamentale per attivare immediatamente i processi amministrativi che seguono un incendio. Inoltre, durante tutto l’anno si può disporre di una conoscenza aggiornata delle trasformazioni in atto sulle aree percorse dal fuoco per valutarne il loro corretto processo di rinaturalizzazione.

Rheticus_logo_traspGrazie ai satelliti Sentinel e alle potenzialità del cloud, attraverso servizi come Rheticus, è oggigiorno possibile acquisire conoscenza geoinformativa accurata e aggiornata, a basso costo, senza doversi preoccupare del processo di elaborazione, per prendere decisioni ed agire in modo consapevole ed informato.

 

 

 

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