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20 anni di Planetek. La forma e la sostanza.

In occasione della conferenza Nereus il 27 febbraio abbiamo presentato il nuovo logo di Planetek Italia.

Quali sono le motivazioni che ci hanno portato a cambiare il logo?

Quando siamo nati 20 anni fa nel 1994 avevamo un obiettivo: erogare servizi e prodotti esclusivamente nell’ambito della geomatica coniugando la tecnologia al servizio del pianeta. Questo concetto fu alla base della scelta del nome PLANETEK = Planet + Technologies.

A Planetek decidemmo di aggiungere “Italia” per conferire una dimensione nazionale che successivamente ha assunto anche un valore culturale richiamando la capacità italiana di coniugare il design alla tecnologia. Con queste basi nacque, nella stessa notte in cui decidemmo il nome dell’azienda,il primo logo autoprodotto.

Nel 1998 abbiamo deciso di rivedere il logo per adottare un segno più sintetico e simbolico. Il soggetto narrante (il satellite) diventa protagonista diventando

lo sguardo dall’alto di un gabbiano. Quindi un logo che esprimeva un focus sulle tecnologie.

Questo logo, con piccole modifiche nel 2004, ci ha accompagnato fino ad oggi ed è quello che viene comunemente associato alla Planetek Italia.

Nel 2005 quando abbiamo fondato Planetek Hellas abbiamo deciso di adottare lo stesso logo per rafforzare l’identità del gruppo Planetek.


Dal 1998 molte cose sono cambiate e Planetek è diventata una azienda internazionale che opera trasversalmente nell’utilizzo della conoscenza geospaziale. Abbiamo in questi anni spostato progressivamente il focus dall’aspetto tecnologico a quello applicativo privilegiando gli utenti e puntando alla semplificazione dei processi che portano alla conoscenza.

Al compimento dei 20 anni di attività abbiamo sentito l’esigenza di esprimere questo cambiamento adottando un nuovo marchio che potesse esprimere una linea di continuità con i primi 20 anni di attività e contestualmente segnare questo cambiamento in corso.

L’uccello migra in un nuovo segno che include i contesti di riferimento (terra e spazio) o la moltitudine di dati, e si apre a nuove possibilità per semplificare l’uso delle informazioni con l’obiettivo di facilitare la comprensione del mondo e agire in modo più consapevole.

Tutto questo era da tempo la nostra sostanza, come spiegava Giovanni Sylos Labini nel primo articolo di questo blog e successivamente quando scriveva di Planetek 2020. Ora è anche nella forma.

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Quale Economia per quale Benessere

“Il PIL  comprende l’inquinamento dell’aria e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana….Si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia utilizza per sedare le rivolte…Il PIL non misura la nostra saggezza né la nostra conoscenza…Il PIL misura tutto eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”.


Queste sono alcune frasi del memorabile discorso sul PIL che Robert Kennedy pronunciò nel 1968. Da allora sono passati quasi 50 anni e il dibattito sui modelli di sviluppo economico e sulle concezioni di benessere è sempre più di attualità.

Le imprese hanno la responsabilità di contribuire, attraverso le cose che realizzano e il modo con cui le producono, ad uno sviluppo in grado di valorizzare ambiente e relazioni sociali.

Per confrontarci con questi temi e con le sfide che innovazione ed economia porranno nei prossimi decenni abbiamo deciso di sostenere i Colloqui di Martina Franca http://www.colloquidimartinafranca.it/

Il titolo dell’evento è: “QUALE ECONOMIA PER QUALE BENESSERE” e si terrà a Martina Franca (TA), il 23 e 24 maggio 2014.

Durante i Colloqui ci confronteremo per valutare se è possibile immaginare e realizzare forme di imprenditoria, di consenso politico, di ben-vivere, disancorate dall’attuale modello di crescita e sviluppo.

Due giorni intensi di dibattiti e confronti con esperti italiani e stranieri di economia, sociologia, ambiente, innovazione e finanza. I relatori sono Ugo Bardi, Giuseppe Cotturri, Fabio Salviato, Giulio Meiattini, J. Daniel Dahm, Irmi Seidl e i colloqui saranno coordinati da Vito Albino.

I “Colloqui di Martina Franca” è un evento organizzato dal Consorzio Costellazione Apulia al quale aderiscono 50 imprese impegnate ad animare un dibattito culturale sui temi di uno sviluppo economico e sociale che sia rispettoso dell’uomo e dell’ambiente.

Oltre a sostenere l’iniziativa, in qualità di soci del Consorzio Costellazione Apulia abbiamo anche deciso di aderire alla iniziativa “Robin Hood” che consente a studenti delle scuole medie superiori e dell’università di partecipare gratuitamente all’evento.
Le iscrizioni all’evento sono aperte a tutti e se sei un imprenditore puoi sostenere l’iniziativa sostenendo il programma Robin Hood.

Ci vediamo a Martina Franca.

La miniera d’oro dei dati che si nascondono tra le stelle

Liberalizzare i dati o venderli per rientrare degli investimenti effettuati?

Negli anni Novanta si era diffusa la convinzione che le amministrazioni pubbliche fossero sedute su una miniera d’oro. I dati e le informazioni che venivano generati nell’assolvere i loro compiti potevano essere rivenduti agli utenti per ridurre la necessità di sovvenzioni e anzi diventare centri di profitto.

Già alla fine degli anni Novanta ci si rese conto che questa politica lungi dal moltiplicare il valore dei dati lo distrugge, scoraggia il loro utilizzo, aumenta i costi della loro gestione, e cosa più che mai importante ai giorni nostri, impedisce la nascita di imprese innovative che da questi dati possono creare attività di successo, che a loro volta genereranno benessere per i cittadini e tasse per i governi.

Le opportunità che derivano dei dati liberi e  la scelta della UE di liberare i dati acquisiti dalle Sentinelle, i satelliti previsti nel programma GMES/Copernicus che saranno lanciati nei prossimi anni, sono illustrate nell’articolo di Giovanni Sylos Labini nell’articolo su Nòva 24, il supplemento scientifico del Sole 24 Ore.

Leggi sul sito di Nòva24 l’articolo completo.

I dati liberi e lo spazio sono un connubio interessante che può generare opportunità di business e di occupazione nei prossimi anni. Uno studio della Commissione europea ha stabilito che nei prossimi 15 anni Copernicus genererà oltre 20mila nuovi posti di lavoro diretti e 80mila indiretti. Di questi temi se ne discuterà in due conferenze che si terrano a febbraio.

Il riuso dei dati satellitari forniti con licenze libere per lo sviluppo di nuove opportunità di business per le PMI che operano nel settore della geoinformazione è il tema dell’intervento che sarà tenuto da Massimo Zotti alla Conferenza OpenGeoData programmata il 27 febbraio a Roma.

Lo Spazio come opportunità di sviluppo per le regioni europee è il tema della Conferenza Nereus “SPACE4YOU: Space, a driver for competitiveness and growth” organizzato dalla Regione Puglia che si terra a Bari il 27/28 febbraio.