<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Planetek Blog</title>
	<atom:link href="http://blog.planetek.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.planetek.it</link>
	<description>Il blog di Planetek Italia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 13:13:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Market Report: “Open standard and Inspire”, facciamo chiarezza.</title>
		<link>http://blog.planetek.it/2012/05/09/market-report-%e2%80%9copen-standard-and-inspire%e2%80%9d-facciamo-chiarezza/</link>
		<comments>http://blog.planetek.it/2012/05/09/market-report-%e2%80%9copen-standard-and-inspire%e2%80%9d-facciamo-chiarezza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Barbieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[5. Data Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Infrastrutture dati territoriali]]></category>
		<category><![CDATA[INSPIRE]]></category>
		<category><![CDATA[OGC]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.planetek.it/?p=1505</guid>
		<description><![CDATA[Il 25 aprile è stato rilasciato da OGC il Market Report OGC “Open Standards and INSPIRE” (pdf). Questo report cerca di fornire una visione d’insieme su OGC, standard CEN ed ISO cercando di dare una visione sistemica all’ampia documentazione disponibile su INSPIRE. Abbiamo deciso di contribuire alla redazione di questo report perchè riteniamo che per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="top" />
<p>Il 25 aprile è stato rilasciato da OGC il <a href="https://portal.opengeospatial.org/files/?artifact_id=48623">Market Report OGC “Open Standards and INSPIRE”</a> (pdf). Questo report cerca di fornire una visione d’insieme su OGC, standard CEN ed ISO cercando di dare una visione sistemica all’ampia documentazione disponibile su INSPIRE.<a href="http://blog.planetek.it/files/2012/05/OGC_Standards_and_INSPIRE_Pagina_01.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1512" title="OGC_Standards_and_INSPIRE_Pagina_01" src="http://blog.planetek.it/files/2012/05/OGC_Standards_and_INSPIRE_Pagina_01-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a></p>
<p>Abbiamo deciso di contribuire alla redazione di questo report perchè riteniamo che per fare <a href="http://www.massimozotti.it/2012/02/inspire-prepararsi-allatterraggio.html">atterrare </a>veramente INSPIRE, che non è ancora decollato (vedi <a href="http://inspire.jrc.ec.europa.eu/reports/stateofplay2011/rcr11ITv120.pdf">report del JRC)</a>, è indispensabile chiarire anche le relazioni che esistono tra i vincoli normativi che derivano dalle Implementing Rules e le indicazioni tecniche e riferimenti a standard che sono forniti dalle Technical Guidance che invece non hanno valore legale.</p>
<p>Per la ricaduta a livello nazionale rimando al <a href="http://blog.planetek.it/2010/04/13/lasciamoci-inspirare/">post Lasciamoci INSPIR(ar)E</a> scritto da Pietro Blu Giandonato.</p>
<p>Questa iniziativa rientra in un più ampio progetto di informazione e diffusione della conoscenza geomatica in Italia che vede la nascita del <a href="http://www.massimozotti.it/p/il-gruppo-italiano-di-interesse-per.html"><strong>Gruppo Italiano di Interesse per INSPIRE</strong></a> (grazie Massimo).</p>
<p>Cos’è INSPIRE, come si collega alle iniziative europee di condivisione dei dati, il valore degli standard nella implementazione di INSPIRE, come si sta implementando INSPIRE e quali standard sono necessari, il contributo dell’OGC alla implementazione di INSPIRE sono alcuni dei quesiti a cui si cerca di dare una risposta nel Report anche attraverso la descrizione delle strategie implementative adottate in Germania, Olanda e Inghilterra per realizzare la SDI nazionale.</p>
<p>Così come accade per ogni Processo e Procedura relativa ad ogni standard OGC è in corso un  processo per adeguare gli standard OGC al fine di renderli più aderenti ai requisiti di INSPIRE.</p>
<p>A questo processo può contribuire chiunque proponendo cambiamenti attraverso il sito dell’OGC <a href="http://www.opengeospatial.org/standards/cr" target="_blank">www.opengeospatial.org/standards/cr</a>.</p>
<p>Mi auguro che questo Report possa risultare di stimolo per aprire un confronto su INSPIRE ed in generale sulla valorizzazione della informazione geospaziale anche attraverso gli open data (vedi il successo dell&#8217;iniziativa <a href="http://www.opengeodata.it/">OpenGeoData</a>) che sempre di più stanno rivitalizzando la dialettica &#8220;geospaziale&#8221; nazionale..</p>
<p>Lasciamoci INSPIRarE….</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.planetek.it/2012/05/09/market-report-%e2%80%9copen-standard-and-inspire%e2%80%9d-facciamo-chiarezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Smart City o Cittadini Smart?</title>
		<link>http://blog.planetek.it/2012/04/11/smart-city-o-cittadini-smart/</link>
		<comments>http://blog.planetek.it/2012/04/11/smart-city-o-cittadini-smart/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 15:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Barbieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[5. Data Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[smart city]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.planetek.it/?p=1461</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;We shape our buildings; thereafter they shape us&#8220;: siamo noi che diamo la forma ai nostri edifici, ma sono gli edifici che poi modellano la nostra vita e la nostra cultura. L&#8217;uomo da forma alle città, che a loro volta forgiano l&#8217;uomo. Questa citazione non è roba mia, è di Winston Churcill e l&#8217;ho presa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="top" />
<p>&#8220;<em>We shape our buildings; thereafter they shape us</em>&#8220;: siamo noi che diamo la  forma ai nostri edifici, ma sono gli edifici che poi modellano la nostra  vita e la nostra cultura. L&#8217;uomo da forma alle città, che a loro volta forgiano l&#8217;uomo.</p>
<p>Questa citazione non è roba mia, è di Winston Churcill e l&#8217;ho presa da un bell&#8217;<a href="http://blog.debiase.com/2012/04/lintelligenza-delle-smart-city.html">articolo di Luca De Biase</a> sulle smart city. Il 5 aprile a Venezia presso il Parco Scientifico e Tecnologico <a href="http://www.vegapark.ve.it/">Vega </a>Luca De Biase ha ribadito questi concetti in una lezione magistrale, organizzata da Luigi di Prinzio dello <a href="http://www.iuav.it/homepage/">IUAV</a>, sul tema: <a href="http://www.iuav.it/SCUOLA-DI-/SCUOLA/attivit--c/2012/Smart-Citi/index.htm">Smart City. Innovazione, tecnologia e dimensione sociale</a>.<a href="http://blog.planetek.it/files/2012/04/05042012630-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1484" title="05042012630-1" src="http://blog.planetek.it/files/2012/04/05042012630-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Interessante l&#8217;introduzione del presidente del Vega, Michele Vianello (<a href="http://www.vegapark.ve.it/images/stories/articoli/rassegna_stampa_2012/Corriere_delle_Comunicazioni_19_marzo_2012.pdf">leggi articolo</a>) con il quale De Biase ha aperto un confronto.</p>
<p><strong>Ma cosè una<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Smart_city"> Smart City</a> quindi?</strong> se ne parla molto, forse troppo, in questo momento. Ci sono diverse iniziative che finaziano la ricerca e sviluppo come i <a href="http://www.ponrec.it/bandi/smartcities.aspx">bandi PON</a> orientati sulle tematiche socio ambientali quali  mobilità, sicurezza, educazione, risparmio energetico o ambientale anche se con qualche dubbio come evidenizato da Pietro Blu Giandonato (<a href="http://www.statigeneralinnovazione.it/online/smart-cities-e-communities-per-pochi-non-per-tutti/">leggi articolo</a>) .</p>
<p>Ormai se non sei SMART non conti nulla.  Se non hai uno SmartPhone ma usi semplicemente un telefono cellulare per fare le telefonate sei una specie di dinosauro&#8230; (me lo dicono spesso in azienda!). Ci sono anche le auto Smart anche se, onestamente, a me la Smart sta un pò antipatica, probabilmente a causa dello stile di guida di alcuni suoi utilizzatori&#8230;</p>
<p>Ritornando alle Smart City ci chiediamo <strong>per quale motivo una città deve essere Smart?</strong></p>
<p>Una città o, meglio, un&#8217;area vasta definita sulla base di una coerenza di interessi ed obiettivi, deve poter competere con gli altri territori nel processo di globalizzazione. Quindi le città devono essere in grado di valorizzare le proprie caratteristiche, le proprie unicità per poter attrarre cittadini, imprenditori, investitori.</p>
<p>Non dobbiamo pensare solo alla globalizzazione e alla competizione con i cinesi o con i paesi emergenti, ma la competizione molto spesso è con il vicino! Ho assistito recentemente ad una presentazione di un dirigente comunale, che evidenziava come l&#8217;incremento demografico del proprio Comune, ottenuto a scapito dei Comuni limitrofi, derivasse dal successo di specifiche politiche messe in atto dall&#8217;Amministrazione.</p>
<p>Alla base del successo c&#8217;è una chiara definizione degli obiettivi da parte della classe politica.</p>
<p>Quindi una smart city è una città che consente di valorizzare le caratteristiche del territorio, le sue unicità sulla base degli obiettivi definiti a livello politico.</p>
<p>Ogni città sedimenta al suo interno una intelligenza collettiva che si stratifica nel tempo grazie alle tecnologie, le quali consentono ai cittadini di coordinarsi tra loro.  Il capitale sociale, ambientale e fisico come strade, edifici, segnaletica, reti tecnologiche,  dotazione ICT, contribuiscono alla realizzazione di questo patrimonio che rappresenta l&#8217;infrastruttura su cui si poggia ogni città.</p>
<p>Una Smart City è una città in grado di accrescere e valorizzare la propria infrastruttura rendendola disponibile alla collettività per favorire lo sviluppo di applicazioni che consentono di valorizzare il territorio.</p>
<p>Elementi che caratterizzano una Smart City vincente sono la disponibilità di <strong>sensori</strong>, <strong>dati liberi</strong> e <strong>connettività</strong>. Il giusto mix di questi elementi favorisce la nascita di applicazioni ad alto valore aggiunto che determinano la competitività del territorio.</p>
<p>Provo a fare un esempio: se dispongo di un sistema di telecontrollo (sensori) di BUS urbani che in tempo reale mi fornisce i dati sulla posizione dei BUS, posso rendere disponibili i dati (dati liberi)  attraverso internet (connettività) alla collettività per sviluppare applicazioni utili ai cittadini (ad esempio una App su smartphone per fornire in tempo reale la distanza del prossimo bus dalla fermata di interesse). La numerosità e la tipologie di servizi applicativi e di valore che si genera aumenta con l&#8217;aumentare della quantità di dati disponibili.</p>
<p>Smart City è quindi un concetto complesso, quasi filosofico che può essere espresso solo nel lungo periodo attraverso obiettivi chiari, strategie coerenti attraverso tecnologie adeguate in un continuo processo evolutivo.</p>
<p>In un momento storico in cui c&#8217;è una cronica carenza di risorse è necessario ripensare anche al concetto di Smart City introducendo il concetto di <strong>low cost</strong>. Una riduzione dei costi può essere ottenuta valorizzando la <strong>social city</strong> dove la collettività si fa carico di sviluppare soluzioni smart affiancando le transazioni mecantili con transazioni basate sul volontariato estendendo il concetto di open source.</p>
<p>Una <strong>Smart City</strong>, quindi per sintetizzare, deriva da <strong>Cittadini Smart</strong> che definiscono <strong>Politiche Smart</strong> implementate con <strong>Strategie Smart</strong> adottando <strong>Tecnologie Smart</strong> attraverso il coinvolgimento di <strong>Smart City Users</strong>.</p>
<p>Che ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.planetek.it/2012/04/11/smart-city-o-cittadini-smart/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La formazione, come INSPIRE comanda</title>
		<link>http://blog.planetek.it/2012/03/26/la-formazione-come-inspire-comanda/</link>
		<comments>http://blog.planetek.it/2012/03/26/la-formazione-come-inspire-comanda/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 11:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Zotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e Novità]]></category>
		<category><![CDATA[corso gis telerilevamento]]></category>
		<category><![CDATA[geodatabase]]></category>
		<category><![CDATA[gis]]></category>
		<category><![CDATA[gmes]]></category>
		<category><![CDATA[infrastruttura dati territoriali]]></category>
		<category><![CDATA[INSPIRE]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Informativo Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[telerilevamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.planetek.it/?p=1432</guid>
		<description><![CDATA[In un contesto moderno, in continua evoluzione, in cui si deve muovere chi si occupa di GIS e Telerilevamento, la formazione che proponiamo tiene conto di una serie di capisaldi ormai consolidati, dalla direttiva INSPIRE, al programma GMES, fino alla loro applicazione a livello nazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="top" />
<p>Era la primavera del 1997 quando, per la prima volta, mi capitò tra le mani la brochure del <strong>corso di GIS &amp; Telerilevamento della Planetek</strong>.</p>
<p>Ero appena tornato da qualche mese di studio in Francia, dove avevo scoperto cos&#8217;erano i GIS ed avevo georeferenziato la mia prima immagine Landsat usando un software con un&#8217;interfaccia astrusa che si chiamava (indovina un po&#8217;?) ERDAS. Dovevo portare avanti il mio lavoro di tesi sulle applicazioni dei GIS al mercato vitivinicolo e non mi sembrava vero che proprio a Bari, nel 1997, ci fosse chi già lavorava con le immagini da satellite ed addirittura potesse aiutarmi a mettere in ordine le nozioni confuse che avevo raccolto all&#8217;estero.</p>
<p>Così telefonai per chiedere un po&#8217; di informazioni, e <strong>mi rispose una ragazza dolcissima</strong> che perse un sacco di tempo a spiegarmi quali erano gli obiettivi del corso e cosa avrei imparato.</p>
<p>Quella ragazzina era <strong>Mariella Pappalepore</strong>, che oggi è presidente del Consiglio di Amministrazione di Planetek Italia e del TIC di Confindustria. Io invece&#8230; sono riuscito ad ingannare tutti facendo credere loro che ne capissi qualcosa <img src='http://blog.planetek.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Questo per rappresentarvi che <strong>Planetek Italia organizza il Corso di GIS &amp; Telerilevamento da ben 17 anni</strong>, e <strong>anche se il nome non è cambiato, abbiamo con il passare del tempo adeguato i contenuti ad uno scenario in continua evoluzione</strong>.</p>
<p><a href="http://blog.planetek.it/files/2012/03/corsoGISeTLR_banner2012_350px.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1440" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="corsoGISeTLR_banner2012_350px" src="http://blog.planetek.it/files/2012/03/corsoGISeTLR_banner2012_350px.jpg" alt="" width="196" height="199" /></a></p>
<p>Il Corso di GIS &amp; Telerilevamento si è così trasformato, e <strong>da essere un corso &#8220;metodologico&#8221;</strong> sui Sistemi Informativi Geografici e sull&#8217;uso dei dati telerilevati da satellite, <strong>è diventato via via un corso &#8220;applicativo&#8221;</strong>, fino a diventare un importante <strong>momento </strong><strong>abilitante</strong>, come mi piace chiamarlo.</p>
<p>Provo a spiegarmi meglio: <strong>all&#8217;inizio era più un momento formativo che spiegava cos&#8217;erano i GIS e le immagini da satellite</strong>, come si georeferenziava una foto aerea e come si faceva il buffer attorno ad una strada. Metodi, appunto. <strong>Poi è diventato più applicativo</strong>: impariamo come dalle immagini da satellite si può costruire un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Geodatabase" target="_blank">geodatabase</a> per perimetrare le aree percorse da incendio, o studiare i cambiamenti nell&#8217;uso del suolo. Applicazioni, dunque.</p>
<p><strong>Oggi infatti</strong> <strong>l&#8217;intero processo formativo del corso viene inserito in un contesto moderno, in continua evoluzione</strong>, in cui si deve muovere chi si occupa di GIS e Telerilevamento nel 2012, e che <strong>non può prescindere da una serie di capisaldi ormai consolidati</strong>, dalla <a href="http://inspire.jrc.ec.europa.eu/" target="_blank">direttiva <strong>INSPIRE</strong></a>, al <a href="http://www.gmes.info/" target="_blank">programma </a><strong><a href="http://www.gmes.info/" target="_blank">GMES</a> </strong><strong>fino a</strong>l lavoro fatto in Italia da <strong>Ministero dell&#8217;Ambiente</strong>, da <strong><a href="http://www.digitpa.gov.it/" target="_blank">DigitPA</a> </strong>e <a href="http://www.centrointerregionale-gis.it/" target="_blank"><strong>CPSG </strong>del CISIS</a>. Chi seguirà l&#8217;edizione 2012, programmata per giugno, riuscirà dunque a comprendere qual è oggi il ruolo dell&#8217;Informazione Geografica, e potrà cogliere con maggiore consapevolezza tutte le opportunità che essa offre. Insomma <strong>diventare realmente capace di lavorare in questo settore</strong>. Ecco perché l&#8217;ho definito un <strong>corso abilitante</strong>.</p>
<p><a href="http://blog.planetek.it/files/2012/03/corsoGISeTLR_2012_img.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1441" title="corsoGISeTLR_2012_img" src="http://blog.planetek.it/files/2012/03/corsoGISeTLR_2012_img.jpg" alt="" width="280" height="277" /></a>Guardando il <a href="http://www.planetek.it/formazione/corsi_in_aula/corso_gis_e_telerilevamento_17_anno#schedule" target="_blank">programma del corso</a>, <strong>appare evidente che non si tratta più di un corso che insegna solamente ad usare gli strumenti informatici</strong>. Ma in realtà non è mai stato nemmeno nelle edizioni precedenti un semplice addestramento all&#8217;uso dei prodotti software (e sì che qualcuno ce lo chiedeva pure il manuale di ER Mapper per ortorettificare le foto aeree).</p>
<p>Volendo fare un paragone forse azzardato ma molto realistico, <strong>questo è un corso di scrittura creativa, non un corso di videoscrittura</strong>.  In un corso di scrittura creativa infatti daremmo un&#8217;occhiata a Word ed OpenOffice per capire come potrebbero esserci utili &#8211; per poi fare delle scelte critiche &#8211; ma non perderemmo tempo a studiare la formattazione del testo.</p>
<p>Allo stesso modo, nel nostro <strong><a href="http://www.planetek.it/GISeTLR" target="_blank">Corso di GIS &amp; Telerilevamento</a></strong> non studieremo ERDAS IMAGINE ed Intergraph Geomedia. Ci sono tanti corsi sui GIS in giro, e Planetek stessa organizza<a title="Corsi di addestramento Planetek" href="http://www.planetek.it/formazione/corsi_in_aula/%28offset%29/5" target="_blank"> corsi d&#8217;addestramento</a> all&#8217;uso dei prodotti software o alla classificazione multispettrale dei dati.</p>
<p>Nel prossimo corso no. A giugno capiremo, con il contributo dei partecipanti, come possiamo <strong>riconoscere e valorizzare le opportunità</strong> che derivano dalla incredibile evoluzione che sta sempre più coinvolgendo il mondo della geomatica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.planetek.it/2012/03/26/la-formazione-come-inspire-comanda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VAS: il peccato originale….</title>
		<link>http://blog.planetek.it/2012/02/11/vas-il-peccato-originale/</link>
		<comments>http://blog.planetek.it/2012/02/11/vas-il-peccato-originale/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 07:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Barbieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[4. Telerilevamento]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Pianificazione Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[immagini da satellite]]></category>
		<category><![CDATA[indicatori ambientali]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[vas]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.planetek.it/?p=1396</guid>
		<description><![CDATA[La VAS funziona? La VAS è praticamente disattesa sia a livello nazionale che internazionale. Perchè? Il motivo è emerso chiaramente durante il convegno tenuto a Mediterre il 2 febbraio 2012. La VAS &#8211; Valutazione Ambientale Strategica &#8211; non decolla perchè può essere interpretata in due modi diametralmente opposti.  Se pensiamo alle VAS dei Piani Urbanistici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="top" />
<p id="top"><strong>La VAS funziona?</strong></p>
<p>La VAS è praticamente disattesa sia a livello nazionale che internazionale. Perchè?</p>
<p>Il motivo è emerso chiaramente durante il convegno tenuto a <a href="http://www.mediterre.regione.puglia.it/index.php">Mediterre </a>il 2 febbraio 2012.</p>
<p>La VAS &#8211; Valutazione Ambientale Strategica &#8211; non decolla perchè può essere interpretata in due modi  diametralmente opposti.  Se pensiamo alle VAS dei Piani Urbanistici, ad  esempio, troviamo da un lato i sostenitori della VAS come strumento  sinergico di sostegno alla redazione dei Piani che si contrappongono a  coloro che danno alla VAS una valenza di controllo e validazione dei  Piani.</p>
<p>Ovviamente sono posizioni molto distanti che non convergono  facilmente. Nel primo caso chi redige il Piano può coincidere con chi  redige la VAS (soluzione prevista dalla normativa per piani urbanistici  di comuni di piccole dimensioni con l’obiettivo di compimere i costi)  mentre nel secondo ovviamente devono essere due professionisti  differenti che lavorano quasi in contrasto.</p>
<p><a href="http://blog.planetek.it/files/2012/02/VAS_Apricena_morfotipologie_urbane.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1422" title="VAS_Apricena_morfotipologie_urbane" src="http://blog.planetek.it/files/2012/02/VAS_Apricena_morfotipologie_urbane.jpg" alt="" width="270" height="213" /></a>La contrapposizione tra Piano e VAS emerge se prendiamo in  considerazione l’organizzazione degli uffici regionali, di solito la VAS  dei Piani urbanistici è valutata dagli uffici “Ambiente” mentre i Piani  Urbanistici sono valutati dagli uffici “Urbanistica”.</p>
<p>Spesso in questa contrapposizione vince la posizione “burocratica”.  La tentazione di “smarcare la VAS con qualche etto di carte e sono a  posto” viene in una situazione di questo tipo. Il monitoraggio previsto  dalla VAS è una rogna che dovrà grattarsi chi viene dopo. Quindi di  indicatori popolati e specifiche con cui realizzarli neanche a parlarne.  Ancora meno l’ipotesi di modifiche al piano sulla base dei risultati  del monitoraggio. Praticamente roba mai vista!</p>
<p><strong>Il Convegno a Mediterre su VAS e Consumo Suolo</strong></p>
<p>Al convegno sono emerse queste anime contrapposte via via che i relatori si alternavano.</p>
<p>Il livello delle relazioni è stato decisamente buono (onestamente non  mi aspettavo questa qualità) e provo a riportare alcune &#8220;pillole&#8221;:</p>
<ul>
<li>&#8220;la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valutazione_ambientale_strategica">VAS </a>è uno degli ultimi<em> seccanti adempimenti</em> dei piani&#8221; (<strong>Roberto Giannì</strong> dirigente della Regione Puglia citando wikipedia);</li>
<li>&#8220;è necessario <em>snellire le procedure</em> per renderle più veloci,  i Comuni hanno l&#8217;esigenza di dare case nuove ai cittadini (il Sindaco di Corato <strong>Luigi Perrone</strong>, in qualità di  Presidente ANCI Puglia);</li>
<li>&#8220;serve un&#8217;<em>integrazione tra VIA, VAS e VinCA&#8221;</em> (Dott. <strong>Paolo Boccardi</strong> del Ministero dell&#8217;Ambiente);</li>
<li>&#8220;le <em>4C della VAS: Conoscenza, Condivisione, Competenze e Collaborazione&#8221;</em> (dott.sa <strong>Paola Andreolini</strong> Ministero dell&#8217;Ambiente, coordinatrice del PON GAT VIA/VAS);</li>
<li>&#8220;bisogna utilizzare gli indicatori di <em>processo e di contesto&#8221;</em> (prof. <strong>Eliot Laniado </strong>del Politecnico di Milano);</li>
<li>&#8220;la <em>VAS è parte integrante del Piano</em>&#8221; (ndr. visione che personalmente condivido) (Prof.sa <strong>Mariarosa Vittadini</strong> dello IUAV);</li>
<li><em>&#8220;Google Trends </em>può  essere utilizzato per valutare la  sensibilità dei cittadini verso i temi che i piani devono affrontare&#8221; (Prof. <strong>Sergio Malcevschi</strong> dell’Università di Pavia) (ndr. ad esempio confronta <a title="Google Trends" href="http://www.google.com/trends/?q=sviluppo&amp;ctab=0&amp;geo=all&amp;date=all">sviluppo </a>con <a href="http://www.google.com/trends/?q=crescita&amp;ctab=0&amp;geo=all&amp;date=all&amp;sort=0">crescita)</a>;</li>
<li>&#8220;le regioni utilizzano <em>metodologie differenti per il calcolo del consumo di suolo</em>. Quindi mosaicare questi dati per avere  una visione unica è quasi impossibile&#8221; (prof. <strong>Paolo Pilieri</strong> del Politecnico di Milano e membro del– <a href="http://www.inu.it/attivita_inu/ONCS.html">CRCS</a>);<em> <br />
 </em></li>
<li><em>&#8220;Il </em><em>consumo di suolo può derivare anche da un utilizzo agricolo improprio o dai cambiamenti climatici</em>..&#8221; (Prof. <strong>Teodoro Miano</strong> dell’Università di Bari) &#8220;che inducono processi di <a title="Desertificazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Desertificazione">desertificazione&#8221;</a>. (ndr. Proprio a <a href="http://www.mediterre.regione.puglia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=266:cooperazione-vendola-euromediterraneo-e-soluzione-a-crisi-allarlem-presidente-regione-puglia-tiene-relazione-su-clima&amp;catid=68:parlano-di-noi2012">Mediterre </a>è stato presentato il “Rapporto sulla relazione tra desertificazione e cambiamenti climatici nel mediterraneo” redatto da <a href="http://www.ufmsecretariat.org/en/the-ufm-participates-at-the-third-plenary-session-of-arlem-in-bari/">ARLEM </a>(Assemblea Regionale e Locale Euro-Mediterranea) che è stato preparato dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola); </li>
<li>&#8220;Alcuni amministratori comunali   “virtuosi” richiedono agli  enti  sovraordinati di apporre  vincoli alla urbanizzazione per  potersi difendere dalle pressioni a cui  sono sottoposti.&#8221; (Arch. <strong>Paolo Faietta</strong> dirigente della Provincia di Torino). Il consumo del suolo può essere gestito con banche dati cartografiche aggiornate ed indicatori geospaziali (<a href="http://www.legambientepiemonte.it/doc/convegno%20suolo%20Paolo%20Foietta%20-%20Trasformazioni%20territoriali%20e%20demografiche%20della%20Provincia%20di%20Torino.pdf">report)</a>; </li>
<li><em>&#8220;una conoscenza aggiornata e condivisa </em>è fondamentale per pianificare e combattere il consumo di suolo&#8221; (Ass. <strong>Angela Barbanente</strong> Regione Puglia).</li>
</ul>
<p><strong>Che fare per ridurre il consumo di suolo?</strong></p>
<p>Durante il convegno è emerso che il   consumo di suolo e, in generale, l’uso del suolo è   un tema troppo complesso e strategico per essere delegato completamente ai comuni, troppo esposti alle pressioni locali. Il suolo è un bene ambientale   che richiede una tutela particolare al fine di preservarlo. In alcuni   paesi, come ad esempio in Svizzera, si sta valutando di togliere la  delega  all’uso del suolo ai comuni e spostarla ad un organo  sovraordinato che  possa gestire questa risorsa non rinnovabile in una  logica di lungo  periodo. In Italia invece la normativa dà&#8217; la possibilità di utilizzare il suolo come merce da vendere per fare cassa. Dal 2004 con L. 311/2004 è stata introdotta la possibilità di  utilizzare fino al 75% dei proventi da oneri di urbanizzazione per la  copertura della spesa corrente (stipendi, fiere paesane, ecc.) quindi i Comuni utilizzano il suolo per fare cassa. Serve un&#8217;inversione di tendenza a livello normativo per inquadrare nel lungo periodo il tema dell&#8217;utilizzo del suolo.</p>
<p>Dal punto di vista tecnico, parallelamente, si può fare molto per dotarsi di quadri conoscitivi aggiornati basati su indicatori geospaziali e sistemi informativi per la gestione e condivisione della conoscenza.</p>
<p>L&#8217;iter che sottende alla VAS sembra, almeno in teoria, idoneo a supportare un ottimale processo di utilizzo del suolo. Fino ad oggi non ha potuto esprimere tutte le sue potenzialità.</p>
<p>Probabilmente è indispensabile riposizionare la VAS come strumento realmente sinergico nel processo di Piano ridimensionando gli aspetti conflittuali e valorizzando gli aspetti positivi, nel lungo periodo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.planetek.it/2012/02/11/vas-il-peccato-originale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Indicatori Geospaziali per la VAS</title>
		<link>http://blog.planetek.it/2012/01/27/indicatori-geospaziali-per-la-vas/</link>
		<comments>http://blog.planetek.it/2012/01/27/indicatori-geospaziali-per-la-vas/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Barbieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[4. Telerilevamento]]></category>
		<category><![CDATA[5. Data Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Pianificazione Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[immagini da satellite]]></category>
		<category><![CDATA[indicatori ambientali]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[vas]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.planetek.it/?p=1264</guid>
		<description><![CDATA["....L'impressione è una diffusa impreparazione, da parte di tutti i soggetti coinvolti (progettisti, Enti Locali, redattori della VAS, cittadini), ad affrontare fino in fondo la sfida della Valutazione Ambientale Strategica e le sue reali implicazioni sulla pianificazione territoriale....."
(ISPRA,  2011, "Report sullo stato di attuazione della VAS in Italia")]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="top" />
<p style="padding-left: 120px; text-align: right;"><em>&#8220;&#8230;.L&#8217;impressione è una <strong>diffusa impreparazione</strong>, da parte di tutti i  soggetti coinvolti (progettisti, Enti Locali, redattori della VAS,  cittadini), ad affrontare fino in fondo la sfida della <strong>VAS </strong>e le sue  reali implicazioni sulla pianificazione territoriale&#8230;..&#8221;<br />
 <span style="font-size: xx-small;">(</span></em><span style="font-size: xx-small;">ISPRA,  2011, &#8220;Report sullo stato di attuazione della VAS in Italia&#8221;)</span><em> </em></p>
<p>La VAS &#8211; <strong>Valutazione Ambientale Strategica</strong> &#8211; è un processo finalizzato ad integrare considerazioni di natura  ambientale nei piani e nei programmi, per migliorare la qualità  decisionale complessiva (vedi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valutazione_ambientale_strategica">wikipedia</a>).</p>
<p>La VAS si applica, secondo la Direttiva 2001/42/CEE e il D.lgs n. 152/2006 di recepimento in Italia, a molti tipi di <strong>piani-programmi</strong> <strong>che hanno impatto sul territorio</strong>. In tutti quei piani in cui è presente la componenete territoriale è necessario prevedere, per la fase di monitoraggio della VAS, la messa a punto di indicatori geospaziali che possano consentire di mettere in correlazione l&#8217;evoluzione del territorio con l&#8217;efficacia del piano.</p>
<p>Recentemente ISPRA ha rilasciato il Rapporto <a href="http://www.isprambiente.gov.it/site/_contentfiles/00009800/9896_R_1432011.pdf">143/2011</a> predisposto dal Gruppo di Lavoro Interagenziale Monitoraggio Piani VAS, che illustra le corrette metodologie di implementazione della VAS e presenta una prima <strong>valutazione sullo stato di attuazione della VAS</strong> in Italia. I risultati sono abbastanza scoraggianti, anche se in linea con la media Europea (vedi <a href="http://ec.europa.eu/environment/eia/pdf/study0309.pdf">report della Commissione del 2009</a>).</p>
<p><a href="http://blog.planetek.it/files/2012/01/Ascoli_mappa.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1388" title="Ascoli_mappa" src="http://blog.planetek.it/files/2012/01/Ascoli_mappa.jpg" alt="" width="320" height="158" /></a>Nell&#8217;ambito della VAS dei piani Urbanistici viene riportata l&#8217;esperienza dell&#8217;Arpa Lombardia che testualmente cita &#8220;&#8230;.L&#8217;impressione è una diffusa impreparazione, da parte di tutti i soggetti coinvolti (progettisti, Enti Locali, redattori della VAS, cittadini), ad affrontare fino in fondo la sfida della VAS e le sue reali implicazioni sulla pianificazione territoriale&#8230;..&#8221;. Con riferimento ai piani di monitoraggio si riporta che &#8221; per quanto attiene alla definizione del sistema di monitoraggio si è osservato che di solito consiste in un elenco di <em><strong>indicatori non rappresentativi</strong></em>, spesso solo di contesto, quasi mai popolati o popolabili e finalizzati all’aggiornamento dello stato dell’ambiente a scala comunale.&#8221;</p>
<p>Concordo con quanto riportato nel report di ISPRA. Negli ultimi mesi ho verificato che la VAS è un oggetto sconosciuto. Molti professionisti percepiscono la VAS come  una minaccia e cercano di ricondurla ad un altro formalismo da risolvere (scrivendo alcune decine di pagine di relazioni assolutamente generiche e buone per ogni stagione&#8230;.).</p>
<p><strong>Perchè la VAS è percepita come una minaccia?</strong> Fare una buona VAS richiede dati aggiornati sullo stato dei luoghi, capacità di simulare lo sviluppo del territorio con i diversi scenari evolutivi, definire obiettivi chiari e misurabili del piano e adottare indicatori in grado di misurare questi obiettivi secondo metodologie e procedure dichiarate in anticipo.</p>
<p>Questo approccio richiede uno sforzo metodologico notevole e competenze tecniche e tecnologiche allo stato dell&#8217;arte. E la geomatica, per la VAS di piani territoriali, svolge un ruolo determinante.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>L&#8217;importanza degli Indicatori</strong></span></p>
<p>Se consideriamo la fase di monitoraggio dei piani, così come prevede la VAS, è<a href="http://blog.planetek.it/files/2012/01/indicatore.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1373" title="indicatore" src="http://blog.planetek.it/files/2012/01/indicatore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> indispensabile disporre di indicatori geospaziali in grado di rappresentare l&#8217;evoluzione del territorio. Questi indicatori, prodotti sui dati storici, dovrebbero essere disponibili fin dalle prime fasi di redazione dei piani urbanistici contribuendo alla redazione del quadro conoscitivo e fornendo una base di riferimento da utilizzare nella fase di monitoraggio.</p>
<p>Emerge un chiaro collegamento tra Processo di Piano e redazione della VAS, che purtroppo  non si realizza poichè il progettista che redige il Piano generalmente è diverso dal professionista che redige la VAS.</p>
<p>Inoltre il monitoraggio della VAS, nel tempo, è generalmente realizzato da altri soggetti (ad es. dai tecnici dell&#8217;ufficio di Piano del Comune) e quindi è forte il rischio che in questi passaggi si perda il filo unico che unisce gli obiettivi del piano, le misure attuative, il loro impatto sul territorio e gli strumenti per il monitoraggio.</p>
<p>Nell&#8217;ambito del progetto di ricerca MaTRis abbiamo analizzato circa 60  piani comunali, provinciali e regionali ed è emerso che tra gli  indicatori più ricorrenti l&#8217;<strong>indicatore di Consumo di suolo</strong> è quello più  frequente &#8211; praticamente era presente in tutti i piani.</p>
<p>Tra i numerosi indicatori che vengono utilizzati per le VAS dei Piani Urbanistici il consumo del suolo ha infatti assunto un ruolo centrale nella pianificazione territoriale e ci sono diverse iniziative a levello nazionale ed internazionale per monitorare questo fenomeno (si guardi il <a href="http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/ecoscienza/ecoscienza2011_4/martellatomunafo_es4_11.pdf">report </a>ISPRA del consumo di suolo nelle città).</p>
<p>Questo indicatore non solo è praticamente sempre presente nella VAS, ma ancora più frequentemente diventa centrale negli obiettivi dei piani che prevedono consumo <em>zero </em>di suolo (come prevede il <a href="http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=6004:firenze-stop-al-consumo-di-suolo-con-volumi-zero&amp;catid=1:latest-news&amp;Itemid=50">piano strutturale</a> di Firenze). In questi casi è evidentemente indispensabile definire le metodologie di monitoraggio in grado di valutare, nel tempo, il raggiungimento di questo obiettivo.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Il consumo di suolo</strong></span></p>
<p>Prima di tutto va definito <strong>cos&#8217;è il </strong><strong>consumo del suolo</strong> in quanto, come cita <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consumo_di_suolo">wikipedia</a>, &#8220;Ad oggi non esiste una definizione univoca di <em>consumo di suolo&#8221;</em>.</p>
<p>Dopo avere stabilito cosa significa, è necessario definite le metodologie per misurarlo. Queste metodologie andrebbero applicate a dati storici per testarne l&#8217;efficacia e definire i trend di consumo di suolo, così da contribuire alla definizione del quadro conoscitivo.</p>
<p>La metodologia ottimale deve consentire di mettere a punto analisi <img class="alignright" style="margin: 1px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-rPcHqg-qnY0/TgM-1VTBWCI/AAAAAAAABiM/p-9zxjSwIrk/s1600/soil+sealing.jpg" alt="Il consumo di suolo" width="303" height="250" />storiche utilizzando dati già esistenti, deve prevedere aggiornamenti facilmente realizzabili e a basso costo, deve essere il più possibile automatizzabile per ridurre i costi di implementazione e non deve dipendere da scelte soggettive dell&#8217;operatore che la realizza, per garantire la replicabilità del metodo nello spazio e nel tempo.</p>
<p>Tra le diverse metodologie adottate quella che sembra fornire i risultati migliori prevede l&#8217;analisi multitemporale di <strong>mappe di <em>soil sealing</em></strong> (impermeabilizzato) e di <strong>mappe di uso del suolo</strong>. In questo modo si riesce ad individuare le aree consumate (aree naturali con un certo grado di permeabilità che diventano artificiali e sono caratterizzate da un elevato grado di impermeabilizzazione), mapparle su base cartografica e classificarle sulla base dell&#8217;uso del suolo (cos&#8217;erano e cosa sono diventate).</p>
<p>Il piano di monitoraggio deve essere accompagnato dalla pianificazione temporale con cui effettuare il monitoraggio. Quindi, sulla base di questa pianifcazione, si deve effettuare il monitoraggio, che consente di valutare l&#8217;evoluzione del territorio rispetto agli obiettivi che erano stati definiti nel piano.</p>
<p>E&#8217; evidente che per un singolo tecnico può essere complesso gestire questo processo, che richiede competenze complesse nella gestione di dati geografici e la loro elaborazione con metodologie standardizzate di trattamento di dati geo-spaziali. Inoltre le stesse metodologie devono essere applicate in modo identico dai diversi tecnici che nel tempo vengono chiamati a effettuare il monitoraggio del piano, pena il decadimento qualitativo del monitoraggio.</p>
<p>La disponibilità sul mercato di indicatori prodotti in modo standardizzato, con specifiche chiare e dichiarate, può risultare una soluzione ideale per i tecnici che devono redigere Piani o occuparsi del monitoraggio della VAS. Ad esempio Planetek Italia ha costruito e messo a punto,  in collaborazione con diverse realtà locali, delle <a href="http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/preciso_land" target="_blank">metodologie e dei processi ad hoc per redigere i Piani Territoriali e monitorare la VAS</a>.</p>
<p>Sarebbe interessante poter ricevere i commenti di tecnici che redigono Piani urbanistici e VAS e avere il loro punto di vista sul tema della interazione tra Pianificazione Urbanistica e Geomatica.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.planetek.it/2012/01/27/indicatori-geospaziali-per-la-vas/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Racconto di Natale</title>
		<link>http://blog.planetek.it/2011/12/22/racconto-di-natale/</link>
		<comments>http://blog.planetek.it/2011/12/22/racconto-di-natale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 19:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Zotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mission e Responsabilità Sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.planetek.it/?p=1335</guid>
		<description><![CDATA[Il piccolo Babbo Natale si ferma, sospira e appoggia sull’unica panchina disponibile il suo sacco ormai vuoto. Porta le mani dietro la schiena e si stiracchia, poi si siede al centro della panchina, rabbrividisce al contatto con il ferro freddo, allarga le braccia sulla spalliera, e scivola... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="top" />
<p>Il piccolo Babbo Natale si ferma, sospira e appoggia sull’unica panchina disponibile il suo sacco ormai vuoto. Porta le mani dietro la schiena e si stiracchia, poi si siede al centro della panchina, rabbrividisce al contatto con il ferro freddo, allarga le braccia sulla spalliera e le gambe per terra, e scivola con il fondo schiena quasi in punta di seduta. Appoggia anche la testa sullo schienale, e guarda il cielo. Una splendida notte stellata.</p>
<p>La bellezza di quel velluto scuro è  proprio beffarda, pensa, se sotto questo cielo c’è tanta gente che non ha più nemmeno la voglia di alzare lo sguardo per godersela.</p>
<p>Silenzio nella piazzetta deserta. E’ in quel momento che accade.</p>
<p>Un altro grosso Babbo Natale arriva e gli si siede accanto. Porta anche lui un sacco vuoto, che poggia a terra. Il piccolo Babbo Natale sente la spalliera della panchina ondeggiare sotto il peso di quell’omone.  Solleva appena la testa, lo guarda con sufficienza, e poi, senza cambiare posizione, torna a guardare le stelle.</p>
<p>“Finito il giro?” gli chiede per educazione.</p>
<p>“Non ancora, fra un attimo riempio di nuovo il sacco e ne faccio un altro.” Ha un vocione caldo, il grosso Babbo Natale, confortante.</p>
<p>“Coraggio, dai. In fondo è una bellissima serata.” dice l’ometto.</p>
<p>“Assolutamente. Si può dire che io aspetti questa sera per tutto l’anno.”</p>
<p>“Babbo Natale fino in fondo, eh? Bravo. Da quanto tempo lo fai? Io da diversi anni ormai. Mi piace entrare nelle case, sentire gli <a href="http://blog.planetek.it/files/2011/12/babbinatale.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1349" title="babbinatale" src="http://blog.planetek.it/files/2011/12/babbinatale-300x128.jpg" alt="Babbi Natale" width="300" height="128" /></a>odori, vedere il sorriso terrorizzato dei bambini, e come si sciolgono quando ricevono il proprio regalo. Non mi faccio nemmeno pagare, lo sai? Tu ti fai pagare? Io ho un piccolo sito Web con i riferimenti della onlus a cui chiedo di fare un’offerta, e se mi danno qualcosa giro tutto a loro. Ormai mi faccio spedire le letterine dei bambini così gliele restituisco con il timbro, quando porto loro i doni…”</p>
<p>“Faccio anch’io così. Mi fanno trovare sempre qualcosa da mangiare. E’ per colpa loro che mi sono ridotto così, ah ah” ride soffice l’omone. “E qual è il regalo che resta a te?”</p>
<p>“Le fotografie che mi fanno le mamme ed i papà con i loro bambini. Le conservo tutte, e me le stampo io…” Il piccolo Babbo Natale continua a parlare guardando in cielo.</p>
<p>“..e poi ti resta questa gioia con cui ne parli, scommetto.” gli dice il Babbone Natale girando la testa per guardarlo, con un sorriso disarmante.</p>
<p>L’ometto solleva la testa e lo osserva a sua volta. “Si, questa gioia…” sussurra, quasi, “&#8230;che stasera ho un po’ perso per strada” ed abbassa la voce. “Come li hai visti, tu? Voglio dire… io quest’anno ho trovato sempre la stessa gioia nei bambini, ma i loro genitori… li ho visti tutti molto preoccupati. Li vedo una volta l’anno, e questo Natale… non so, la puoi quasi toccare, la rassegnazione. La senti nell’aria, assieme all’odore del cenone consumato, la vedi negli occhi dei papà che hanno fatto sacrifici per comprare i doni ai propri figli, la leggi nei sorrisi rotti delle mamme. Quest’anno, in questo Natale, si sente proprio forte… questa specie di acredine che cambia il sapore a tutto il resto.”</p>
<p>Il grande Babbo Natale lo guarda e non sorride più, neanche lui.</p>
<p>“Eppure&#8230; c’è qualcosa” gli chiede l’omone dopo un lungo istante di silenzio “che ti ha dato speranza, quest’anno?”</p>
<p>Ci pensa su, l&#8217;ometto, e per un po’ torna a guardare lontano, in alto.<br />
 “Sai, io faccio il geometra all’ufficio tecnico del Comune” risponde. “Quest’anno credo sia stato un anno molto importante per chi fa il mio lavoro. Tante belle iniziative ‘sociali’ che sono partite, e poi gli <em>open data</em>, insomma…”</p>
<p>“Di cosa stai parlando esattamente?” gli chiede l’altro.</p>
<p>Il piccolo Babbo Natale si tira su, si siede composto e rivolge un’occhiata curiosa al suo vicino inaspettato. “Mi sembra bizzarro parlarne nella notte di Natale… non devi finire il tuo giro di regali?” e mentre l’altro fa le spallucce, l’ometto continua: “…ma del resto io ho già finito, quindi… Sai, io mi occupo di GIS, le mappe su internet, questa roba qua, hai capito? E allora l’altro giorno riflettevo su quante cose entusiasmanti sono successe quest’anno, in Italia e nel mondo.<br />
 Dopo tanto tempo che sembrava non si muovesse nulla, che eravamo abituati a dire che non si trovavano i dati per lavorare e per conoscere le cose che accadono sul territorio, ecco che quest’anno esplode il movimento degli <a title="#opendata in Italia" href="https://twitter.com/#!/search/%23opendata%20OR%20%23opendataitaly%20lang%3Ait" target="_blank"><em>open data</em></a>, e tutti a fare a gara a chi libera per primo i dati, con l’Unione Europea che emana addirittura <a title="Direttiva UE sugli Open Data" href="http://www.innovazionepa.gov.it/i-dipartimenti/digitalizzazione-e-innovazione-tecnologica/notizie/2011/dicembre/notizia-del-13122011.aspx" target="_blank">un pacchetto degli open data</a> per promuovere questa strepitosa idea.<br />
 E poi c’è un’iniziativa che si chiama <a title="INSPIRE" href="http://inspire-forum.jrc.ec.europa.eu/pg/groups/26028/italian-inspire-interest-group/" target="_blank">INSPIRE</a>, e finalmente se ne parla seriamente, e dopo un anno di silenzio si è tornati a parlare del <a title="RNDT di DigitPA" href="http://www.digitpa.gov.it/altre-attivit%C3%A0/repertorio-nazionale-dati-territoriali" target="_blank">catalogo dei dati geografici nazionali</a> di DigitPA: quattro nuovi decreti stanno per essere emanati, che magari cambieranno il mondo delle informazioni geografiche in Italia. Finalmente nel 2011 sembra che la comunità geomatica italiana abbia iniziato a manifestarsi e parlarsi nel web, e poi ho visto anche nascere <a title="Stati Generali dell'Innovazione su TANTO" href="http://blog.spaziogis.it/2011/11/28/geo-scintille-da-stati-generali-dell%E2%80%99innovazione/" target="_blank">un movimento straordinario</a> di gente che vuole cambiare le cose e mettere insieme le idee più brillanti per fare innovazione. Ho visto cittadini comuni <a title="Mappe condivise su Corriere.it" href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_dicembre_10/pronzato-alluvione-mappe-condivise_dddb036e-2315-11e1-bcb9-01ae5ba751a6.shtml" target="_blank">unirsi spontaneamente per condividere le informazioni geografiche</a> quando ci sono state delle emergenze, le persone trasformarsi in sensori per raccogliere e scambiare informazioni, con grossi enti e aziende lavorare assieme a gente qualunque per fare <a title="definizione crowdsourcing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing" target="_blank"><em>crowdsourcing</em></a> combattendo l&#8217;<a title="Tassa.li" href="http://tassa.li" target="_blank">evasione fiscale</a>, le <a title="Rifiutiamoci" href="https://rifiutiamoci.crowdmap.com" target="_blank">città invase dai rifiuti</a>, e magari gli <a title="GeoSMS" href="http://blog.ushahidi.com/index.php/2011/12/19/open-geosms/" target="_blank">SMS Geografici</a> faranno partire davvero anche in Italia la rivoluzione geospaziale…”</p>
<p>L’ometto gesticola e si infervora. Al grande Babbo Natale brillano gli occhi nel vederlo così entusiasta. Gli poggia la manona sulla spalla come se volesse abbracciarlo, e poi gli chiede: “Questo è quello che è successo <em>intorno</em> a te. C’è però, in tutto questo, qualcosa che ti abbia catturato davvero, che ti abbia toccato proprio da vicino?”</p>
<p>Il piccolo Babbo Natale è sorpreso e resta in pensoso silenzio per qualche attimo, senza staccare gli occhi da quell’omaccione. Ne sente lo sguardo addosso, corroborante, il profumo di zucchero filato e caldarroste.</p>
<p>“In effetti si, mi è successa una cosa un paio di settimane fa… Sai, io ho un mio blog. Si, insomma, un sito Web dove scrivo di cose relative al mio lavoro che mi piacciono o che mi incuriosiscono. Beh, un giorno incontro una ragazza, una ricercatrice. Questa ragazza mi racconta di uno studio che sta facendo su una spiaggia, utilizzando certi dati da satellite in un modo molto originale. Il bello è che, un anno e mezzo fa, ‘sta tipa non immaginava nemmeno di poter lavorare su una cosa del genere; poi un giorno ha letto una scempiaggine che ho scritto io sul mio blog, e mi ha scritto per chiedere dei chiarimenti; io naturalmente le avrò dato una risposta inventata delle mie, e lei che ha fatto: si è innamorata di quell&#8217;idea, ha cercato i fondi, si è fatta finanziare il progetto di ricerca, ha messo in croce un po’ di persone per far sì che il satellite acquisisse un dato nel modo che diceva lei… poi il dato è stato acquisito, finalmente l’ha avuto, e lei adesso ne sta tirando fuori delle cose che pochissimi altri  &#8211; o magari chissà, nessuno, al mondo, è riuscito a fare. Avresti dovuto vederla quando mi raccontava del suo lavoro. Aveva una voglia, una determinazione… un entusiasmo che dà speranza, ecco&#8221;.</p>
<p>“Dovresti vederti adesso mentre ne parli” gli risponde il grande Babbo Natale, con gli occhi che ridono, sempre mantenendo quella carezza soffice sulla sua spalla. “Perché l’entusiasmo è virale, ricordatelo sempre”.</p>
<p>Il piccolo Babbo Natale adesso è raggiante. Stringe forte il braccio del suo gemello più grosso, e sorride: “Oh, mi ha fatto proprio piacere fare queste due chiacchiere con te. Sei di queste parti?”</p>
<p>“No, vengo da abbastanza lontano e anzi, adesso devo proprio andare…”</p>
<p>“Hai ragione, vai, vai. Per quanto ne hai ancora?” chiede l’ometto.</p>
<p>“Per un bel po’. Ma non importa: come ti ho detto, è tutta la vita che aspetto questa notte.&#8221;</p>
<p>Il grande Babbo Natale si porta due dita alla bocca e fa un fischio.<br />
 Con uno sferragliare di campanellini e luci multicolori, appare una slitta, trainata da quattro straordinarie renne. Trascina un enorme fardello di doni colorati.<br />
 Con un movimento quasi musicale, Babbo Natale salta sul predellino ed impugna le redini. Gli fa un occhiolino,</p>
<p>poi la slitta si alza in volo,</p>
<p>e se ne va.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-size: x-small;">Ringrazio Andrea B., Sergio F. , Pietrobblù G. e Molly per l’amicizia ed i preziosi consigli (siete persone speciali, ricordatevelo sempre &#8211; o lo farò io per voi).  <strong>Buon Natale e felice Anno Nuovo</strong> a tutti i lettori del Blog di Planetek &#8230;ed anche del mio.<br />
 Massimo</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.planetek.it/2011/12/22/racconto-di-natale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GMES: dati, informazioni e buone pratiche</title>
		<link>http://blog.planetek.it/2011/12/13/gmes-dati-informazioni-e-buone-pratiche/</link>
		<comments>http://blog.planetek.it/2011/12/13/gmes-dati-informazioni-e-buone-pratiche/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 09:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Barbieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[5. Data Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente Marino e Costiero]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini alta risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Monitoraggio Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Pianificazione Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Protezione Civile e Grandi Rischi]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse Agricole e Forestali]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza e Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[dati da satellite]]></category>
		<category><![CDATA[disastri ambientali]]></category>
		<category><![CDATA[gmes]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Osservazione della Terra]]></category>
		<category><![CDATA[telerilevamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.planetek.it/?p=1213</guid>
		<description><![CDATA[Disporre di dati ed informazioni gratuite fornite da data provider istituzionali è un tema molto attuale in un periodo in cui le risorse si riducono, così come la capacità di pianificare investimenti per il monitoraggio ambientale nel medio e lungo periodo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="top" />
<p>Disporre di dati ed informazioni gratuite fornite da data provider istituzionali è un tema molto attuale in un periodo in cui le risorse si riducono, così come la capacità di pianificare investimenti per il monitoraggio ambientale nel medio e lungo periodo.</p>
<p><img class="alignleft" src="data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAASsAAABzCAIAAABPbLPNAAAgAElEQVR4nO197VNT1972medPuGfO+XymZ5zOGcpUekTsFEfHpx1n+uGpH9q557SH4xQklCSI0T5ataWl91T78uGpVKdasYglZBMMMUiKL0h6VAr4AhjAhBAJJoS3BCTkhbBl7/V8uJJfFgFR0ZbaZuYaJ8Sdvdfee13r9/5bf5LZ3G8BTGJAVGJRiclsjomzkjjvm0WP57+JfRBn70siE2fphDKbi0qMibP4wJ/tviSu+L2n8EfGn1b28uJclD4zcRZIOgZUfNAZiEIszrTog0i72MnlBZxMIYVfEyvGQJ5UPAEW8iQqMUlkEGu8yOLJRmfAYUnnpIMDjC38+cKDU0jhV8OKMXChyFooi5g4S9/zaie+mZ6W/GF5MhgJi9KD5Fh0gVq78HuZzclScMXfRAp/TKywFkogdTQqsfuSSKIpLEo9Xt8Np6f81v1vWie/ah4qbXCUNjj21g8AO0wefPiqeehQs0uwTpgdUz8NS94A84dlMJaxMGNh0CzJ8COZmUIKK4IVY2BCBElBWQqCGHCfTAYj3SMhg3X0c8tAcb1TVdufU92/TbDyyBFsOYKt0HB7m2AtNNzW6HvV2q4CnY1QXO/c02A/Yulrsk+5fKI/LPNCj9d1U3ZgCiuIlWSgzObuSyK4F5XYyCy74Z35pnVyb/2ARt8LjuUanKraflVtf67BSSiod/N/5hqcRYYBIN/gAdTaLlVtf65+MFc/qKrtL21wCNYJq18OsGR1N8XAFFYQK2kHQuJFJeYKMYN1dE+DHawr0NnAOqDQcLvQcJv/ZuH/avS9AP5cCLW2S63t0uh7D5muN9mnXCFGS8CKv4MU/sj4xRkIJwoiezKbg+4HwywqsW73zLG2MSiT0CeJWkWGAeLP1rrb6tpOfIbEo8OShCGBOAla4oNa25WrHyzQ2fY02E+1D3gD8yKKQGycEoMfaMXfUAq/b/ziDGQsLHM6J322+uWK9iF1bSfUxXyDp8gwUKCzgWOkfAIafS80z3yDB4olqZcQm4ugup8/EgcXGQZy9YMafS9sS1Vtf0X7kPNeGOPkvaYQziknTQq/NH4NBkZZCJP7viQyFvYGGOReTOesd+cbPEqdK0nukTzM1Q+CeDnV/aDongb7oWZXRfuQsWuixTF88+5E90jIPiEC3SOh7pHQZYf/bM/QqfaBI5a+0gaHRt9boLPlVPfnGpy5+kGlzpVv8OQanDmCbU+D/Ye2cbhqZC5QmaJfCr8Cfg07kHExvcsO/27hplLnglBS1fYX6Gy5BidZa1AXQTxIv22CNdfg/PjH3oWOzSQtkTfqKPyAQLwrxC47/Oe63KUWT6HhdoHOFpONBifI+UWjrWfwHo2TRr7ibyiF3zd+eRkoMXEuyiTmDbAjlj5M/QKdLclOA6AlEjMRVKhoH7o2HAhPRxbNDn1cV0qAMee98Nmeoc8tAxp9b0xZNThVtf3bBKtgnQiLkhw3X/mkuRRS+CXwK8nA8/2+j3/shQ65te52Qb0b3petdQltE7EEMgK/ah667PBPBiNJ4g6hvAclfxIe+L/x9Jf7kujyiT+0je+tH8gRbP803H1HP5xT3f/xj70unyingvUp/Cr4BRl4XxLFuWhUYoJ1AlYfRQ7I3cI7XSD0Cg23j7WNdY+EouSTnF/WMC9PjaPiwuy2KOd9JfDHQH5OBiNne4ZKGxxQd3P1g+razssOv5zKF03hl8cvyEBxLirORb9pnYSh9U/D3XyDB2TbVRMTenDAQB6qaztLLZ47w6NJDCHwQikpS3sJkC2XoC5XhEF0HZlNxCTf0Q/n6geFNm/KDkzhl8bTZGDSfHWFWKnFw4fXIe6KDANwvfDSr7TB0eIYXsH4OKjoD8un2gdyDc539MMFOts3rZNIUqVoCni7RLVUCik8Fp4aA9l8V743wD7+MZ6rWe8G2eDYhOGXb/BA7dToewXrxMjsQ+y6XwdQa1uH5NIGB4KKFe1DAcYoWrho6VMKKSwbT42BpDTC7bmnwQ6fZ5FhIEewFdfHklSK6505go0CfXvrB1qHZMzsFU4Qk4JIUkU43hVix9rGtglWkHAJwzKFFJ4ET5OB+DAZjHx5puefhrsgGCWIUUIZtFC1tutQswv5mYjUr3iKJkqBJTEm6AKMne0ZQsTiWNuYOBeVpWCqojeFp4un7ImZnpaOWPpyBFu+wQPXIuVkoqYByqdG31tz1YmK9d9OzG1ehEMKYmA3vDM7TB6ShCu+TKTwO8PTswNZOCqxH9rG/2m4S3IPQg+2H8J9BTqburZTZ41lq8hsjjJXVlawQPrhM6nTksiiErNPiDtMnnf0wwbraIqBKTxdPDUGBhi7cjsAV/7e+gF1bSe0TbhAwcACnW23cNPsmCKykaeRFL+VehCo3qB6RTm+KNyXRFkKukJsb/2AWtt1wzsTYCzV1SKFp4WnxsDukZC6tjNXP0glDlvrbvMRiBzBptH3NtojUYn9RuReEvjxJOvGUnAyGEE7jJFZhoKPFFJ4cjw2A6lsB2qnzObuS6I/LO+tH0DOJ4XdkeQJAYhqoCb7lMzm2GxgxW/70cGvEfYJcVdN/1fNQ0kH0ANZ8dGm8MzhsRnIV82RY/BU+wC5OmEEwvZD0hl6Rhi7JtAhQn7WKtP5IITVL39wwmLqj8hsLixKfMVjCiksA8tkIG+83fDOxDIqDU5IvOJ6J1/SnlPdf8TSR3T9rSmfjwI4aSDlLjv8u2r6qc+FzOaQ/vos3lcKK47lMFCO66Iym/OH5c8tA7HK13h7CEQgYl2VdLbSBsfI7Lyy12drpopzUSrIiOWat3kPNbv4ByLHebjio03h2cIyPTGU2WzsmkBHM/RuQXFtgc6GhmW5+sHdws1EoYM4+2wZgQDxCh/AtEPNrpt3JxKNLeKdb1Z8tCk8W1gOA8G9+5JI2WfwtSAGCAcM6Fegs53tGUqqdSBf6DMBhAQxcuo3JbM5+4R4rG3MH5afuTtK4TeFZTEwbtEJbd4cwbbD5NkmWFFkhEIkuEPV2q6vmhP0Y89sWjPZvfJ8LdrYNXHDO5MkIVNI4bGwnGgE4uYjs0xd25lv8OQINio4guuloN6t1nbtFm7+NBzr+MB35pVXNPK+HEhB3HVSUqg4FxXavCOzjM0GUm6YFJaH5WuhgmNOqXOptV2Fhtv5Bg+yXiAGQUihzfs7DpFBMPZ4fT1eH9mHqYreFB4Xy2TgyCzb02DPqe6H5xPco9ZjsAxdod/5dIxKLMDYDacnwGI9nVKFSyk8LpbJwJ+GJVTfgoEwAuERRVtOoc37u1fMcIMefwjtpFZ8PCk8i1gOA6MS+6p5CAKQCv+oEgJNqb2BxCZkv2OAhJPBiPxbKrNK4RnCchjoCjG0mQDr8K+qtl9d24le1BXtQ0lNK37HSGXDpPAkWA4DzY4pNJyGBQgVlExBjb7XPhHraPRHsItSqaEpPAmWk5VWavGgs3Us91o/iHgg8EWj7Y/TygF9ZVIyMIVl47EZ6A/LxfXOAp1tv95Ghh8ige/oh3MEW5N9ikofnq0aiMcCBTlTMjCFJ8EDGcjvXsJ//mlY2i3cxGZjlAVKsfjdwk0kYUelZZaxkj+DL1fnxxNhIuW4Le8SCbZIQZnNSSKLsERbCj6mBy06lpnN7SiYlB+zUNnmHxrf84JOSLeWFELkrUra2ZuOjEosykL4EkPFv/wA+C7jcjyDF18u2vGN7wzAO894Gz7WwGr+TOD7eiz6kPnUBZayludPD/r82AwUrBPYB5P3wcRSYXS2Q80u/jUv74k/1KnIuF1BHxtxFtEUlMTEYpG0ufyikwaaJ99Uhu+wxrgbpw6/i56NHizjvmcsjJMTb/m3hYsSHxY+Exbv+8hfEasVPVUQUl7gQ6IDkAq7MAtv4ZNZ4v3iLhJbwbGwvGC5+SPgoa6Qx9NCoxL73DKg1nYR8RAMpEIkvgeM/MS6GS8GMcXpRfJ/Ph7iHQfl+GSK1f4teFL8DOMnHM3UpHIkzOxkKcq1yr8vifx/4Ty8nMcBi659PD3wPf0QEobFN3tClQadIbF7MQujJSTl7ixhI0QlFpSidIYIi7WTTOLefUkMi9LinIynqvML5e/YKlk2HsjARROOYQTytfB883l4QeX4ZFqe1pE0I5c4EikpHn/oseC8F+4bT+hjUU6W4k/krNI8Bq+mp6WewXuWDveVzjvXej09g/empyX+BkknjA1bCvJPAJsZQvx6A6zbPXPlduBi5/jFzvFu9wxf7IsPMa04LqwI4GGSjkDXTToyiRiEhRpy0utmEmOzAcbCtMQwFsavpqelTseYtqnjuzMd+8uvvvdZfc7Bs0D+F2cKD1/YX371sLHn2ybXldsB+4RIV1xaZf19Y+Er4L98PAY674Wp+RL1AkUbwiLDwN76AUxfqD1PwkDeUuJfHs7Z5w1WXuopPHzhzc8aN79f+1jILip/c//5a72emJoXFxc0ZfEl/nT5xIrzLmWZ5dXd2s3v12Ztr0lXVKYrKl/cZXi7xKQpu1DXfMvjD0U5KwugfbDpS1eI1V5x7y+/uqXEuLGoKlOtw6myi8pf3a1VllkqzruokJLfo4ZowNfpJ4lT0hU9/pClw/3dmY4vte07D5tzD+pyDp5Vllk+OXr5gLaj9oq7zxvkTXRaaEjnjEKQxq8Oqxtbrx7QtbxdYtqkqkt7tybt3ZpVSn3aDv0qpX61QiDgprLyKtYoT28sqtpdZjG22kfCyUr+Hwcef8jp8S+BhzCQn1hRiV0bDqAcnkrgkRaDRqAxI1AKyvPNoWWApx/Nv6jE2my+/eVX16sq8b5XKfVrlKcfC6uU+ux8oc3mkzlhQuolbczi8okHdC3ZReUZhVXpikpcaJ267pXtpmyNIaOwKqOwKiuvYm3+8deKj313psMbYGiqLXNCCZN7ZJZ9d6Zjy0eN6YpKjHmVUp+1vQZ4Zbsp7d2alxTG1QphY1HVl9r2bvcMqJvksOGXIXLAYKULMNZoj3z6/X9eKz6WlVexZuuptDwtrgWq48+svIpXlcc1ZRfKm/qwUQcTZ/m+dfzeAfwWIJ9+/x9afTLVumyNIVtjeGW7aY3ydKZat6GwekNh9SZ1DYBvVin1r2w34RHlHDyLBs2/40z9B8Eflp0ef583SOgeCeFfYCkG8n52vOmzPUM51f3k+aRt3+ERFawTYGBs7ecsruWBp583wD45ejkrryLt3ZoXio0v7jJkqnXrNQ2Zat1jIW2Hfo3ydItjmGZDwtEX71lae8X9xk5tVl7FC8XGF4qNr2w3vbLdxJ9kQ2H1OnVd1vaatB36F4qNaXnaf39qtnS4GQtj4oI/AcbabL78L85k5VVkqnUZhVWZal3W9ppMtW6TugYTNztfyNYYMtW6deq69CLzmq2n3tip/bbJhWIocofylluUUyOjErtyO6Apu0CSZ5267rkCA8a8obB6jfL0K9tN69R1uJe0Hfp0RSVYcbFznF9eFzrAsOS9s+douqJyY1HVelXlxqKqzOKqDNVJiPFN6pqs7TUgJP98sjWGzOKqzOIqEHX9trrVCqFM9/MzVpX2lBjo8Ydi3HPP8CQElvLEUHMUfA4wZrCO0gbUiMWTIkpumESx3BOXjZPrz+sZ2VJi/Lviu0y1DhML83hDYfXjMjBTrdukqoMMpIWfJMxIOPz5DxfW5h9/WWVep67bWFSVBJphmHNZ22swxbPyKrKLyr9tirmCsfqYWgZeVR5/PvdEtsawRnk6W2PAsAEQGDM1U63D5Mbn1Qrhi8MGbyAhCZNCrETFuuZbb+zUrt9WBymUtb0mdpLiqgzVycziqk3qmozCKvoSUvdllTldUfla8bG65lu8fUjRCCxPPYP33tipXa0QXig24jaxEkF6YxHhHwsJdrwmyMNMte7FXYYM1clXlce/NtxZcUqsIAN7Bu/xwvAhDIzOVyPxyo+1jWE/wEV3wHXem9coZXmOLz5uBpzv92VrDKsVwjp13SZ1zcai2DSCpZG09PJTfFGsV1VuUtdc6/XIUhCij+bcSDic//WV1QphQ2E1CT2s95htpGhhGJjl63YJEDXQ9yrOu3AXFedd6YrKDNXJrO01GwqrX1aZM1QnN6lr1m+ry9pe848d32eqdVCM/7Hj+/Wqyk2qurQd+rQdehyflqfN//oKugOzuJIMD40c15/Lm/r+ptJmqE5iRUhXVKbt0GdrDBuLqrKLyrOLyiGmMgqrsjUGGv96VSV4Dgn8Q9t4hIkIMyY8SWwuwNi/PzVn5VWsV1W+uMuwsahqQ2F1tsaQoTqJK2aqdZByPP1ia5y6Jmt7Dci5SV3zynYT7isrrwI9Y3EhmLgLHU6/J8A4T5KBj8TAJEMOlHgQAyEY0TSFLkzy87FAkwADuHl34o2d2nRFJfi2XlUJnQovG/M+RpXCKqh5sNyg4y3EGuXp1QqhyT5FuzVB/4ww8YC2IyuvIjtfwAwmWYdrZWsMLxQboV/9Y8f3+Ay2QBPDnF6bf9zYNXGxc3xt/nF+Xm4orH51tzazuIrGDHn1ssq8XlX5ssoMeYIbxNnW5h/fedgclZgUnucuwpjbbL7sonJcBevRek3DhsLq9arKjMKq9CLzyyoz7F7on2uUp6EyEGewrLyqPI4tu2MljvH3XtPUm1FYhVGBwOt2CbhWepEZj3HN1lNZeRXpiko8cwDLCl0ITyBthx6yHXfEzxP5d+2h4Rm4KB6DgVGJfdU89CAG7q0f4BkoP4EMxEoP2y/n4Nm0d2s2qWvg/8Bsztpe80KxcbVCWK+qzFCd3LTXuKXE+OZnjVtKjMDmEvODgCMvO/zkgcDrr7rYl5anBaOw0uPfdeo6SM61+cez8irgz8jKq3hJEVPMMgqrNqlr1ihPZxRWrdslvFBsXLdLgMQAM7F2bFLVQQ+EBvg3lTZdUfmyyvyyyvxCsRGfM9W6f+z4/pXtpk2quo1FVemKyjVbT313pkPmAicY8PS09NaHAp4AlEN4Sjapa7LzhZdV5rQ87caiqrc+FN76UNhSYsxQnXw+9wSICn0Y2FhUtWbrqX9/ao69OymIFTAsSvlfnFmtEGIWnVq3RnkaXMITeGOn9r3P6t878NMBbQewv/yqssyiLLNsKTG+sVOboTqJ9wVhSMvEa8XH+rwJ8+QJPQXPBJbJQD56Q+GyJRhYemk0LEr8k112+JUU4APajrQ87XpNA3RCaKHrVZXQZ3IOnq281OP0+Md94elpaXpaGveFx33h8HRkCUAvh2AhFbTH63tluyldUble04Alf43ydGZx1Yu7DPC2v3fgp8PGHkuH++bdiYud44eNPe99Vg/5A65uUtW9st2UoTqZXmTOUJ1MV1S+st0EmRazWour1ihPZ+cL//7UXKb7+T83Qp3dV0w1246VaxSlX2YWV61S6jOLY7z9x47vMYyXVeZXlcc7HWPEQDyimqbe53NPrNc0vK6pgzgCVSC1dpdZaq46e7w+f1j2h2WXT7zhnTlkuv52iQk+ITzMTLUuu6h8vaYh7d2amqZeOR73uy+JLp/4xk7tSwojTDgwfLVCyCis2nnYfK7L3ecNIhYfy3rjct+mpyWnx1/e1PfWhwIU43RF5euaOiyj6YrK2ivuJ7dWniH4w/KvwUC0RUti0TIQy3hk4e6REJTGf+z4HtKGtL43dmrhT0/i7aIxzCTcl0QmTcjxGDp+tfOwGe6+lxRGEoCZal1anvZf+3TmW2PwpEM3Rt5JVGLmW2M5B8+SnzBre806dd0mVV12UTmEXtb2GpwKCtvbJSZjqx1OTklk0lBJ9Oaf2LU/TXT+9dLZ//Ovfbp1BRfXb6vbpK6BfUVTdudhcyxPQJzFG33rQwFCj1wj6UVmrEotjuGEy5FzhkFyfnem442d2lVK/csq88aiqgzVyTXK0+lF5n/t0xGjZDZ32eHPyqtILzLDVwQJ/8ZO7cXOcTp5Ul4uOYcI3e6Ztz4U/qbS/u//ew4aLx7pAW0HhX9WnB6/ApbJwGQt9NdioBzXeD/9/j+rFULW9prsovJsjWG9qjJbY3g+98SWEmPHXYktN/M7kakYz4Dpds+Q1w6mzsaiqheKjc8VGDRlF6bCgYUTBUtShIkjs2x/+dWsvAp4ZaAEZheVQ9tcozyNqAmkqNUvR1mIGvsGB9673/Jndu1Pkfa/sGt/utf58s7Sb1Yp9S/uMryy3fRCsRH3/kKxMbuovMUxjIXpviRaOtwZqpM0Tki/tHdr9p247g/LyUF2Fk5krrIwohdv7NTC3M0srsJJ1uYft3S4iYE1V50xd1RxFRiYrqg8ZLqOmGdi24Kk3FQuIQ4N5kwtA2vzjyNGAsKvVgj7y68iK+B374aR2dx9SZwMRp4CA/H5ULPr0RnIJ3Y8HqTgHU/kdU0dvG3gHiyrjUVVtO/8ondL31PpUBLkBdLyS237aoUAzwHckuvUdasVwr8/NXv8IcYlVfE/xIRm0sTILMv/+kpWXgWEJ3RRxMFi0klR+d5n9RB9lNLNxNkp+1v3W/58r/25ic6/3mt/Dp/f23/0hWIjtMT1qko4hNIVlR+csJAP5oMTlnRFJdlXkJOasgsjszGdkIZK61SUc/kiyrdulwA7DeoufwlJZFUX+xB8X6+qhM9mtUI4oGuhW+Dt0uj87B85bl0zFvb4Q9lF5elFMT8TVFllmYX0iN89A2U2NxmMLGEKPmo0AliCgUiIScozXPbDNbUMZOcLLxQbEcJap66DRfTdmQ6efvzrT8KDyyMmyKCKspAksjd2ajHpMdUy1bpVSv16VSWsL35USenFRMsb3hnEzTKLq2AyJSIWat3GoqqOuxIfW8dpp+xvBa7/V6T9L/db/jzR+dfA9f+K3vzTpbP/Z13BRXjw4UHd/H7tC8XGN3Zq4SyRRPbmZ42rFQLiokTCO8OjFFVPPIEHz+8vz/TAbwn9IlOtyzl4ltyh+p/HieS4EGKen37/nx6vL5bmysKo5EjKRGdxZmLTxX/t0z1XEHPtwqjOOXhWZnOyFAywP0TGdliUlggJPrw2gsLrUYkdaxvDLhFIhaH9yXINzs8tA6TnPEkOLt5o/tdX1uYfxzyGP+0lhXFLiTFm+0lBJk0EGHOFGHwwj4VYG0UpKEvBjrsSAlwkA1/Zblqz9VTp0R8fa/n47kzH87knMGVhrG5S10C7+/yHCwnOx4WSJLK5oW+jN/8E7kEARm/+abr7f3389b6XFEby5kNXXK+qbLRHGAu7fOKru7VIT4kFCdR12RpDTVOvqWXg0bHvxPVN6pp0RSWczKCi0xNzETe3udfmH8cKmFlcRSsUXD77Tlw3tQyM+8JSOEwOGF5XR0Q3KrGRWfbByQuvFR/btNe45aPG1zV1b30ofHL08qNnqCWSBCiNfsEc4/P1WNIqzCW4ylxZYzS+UvAXetDkpwHMq1zhtP2lp0pUYsQ3MJDn4aMyELdd0T4EBlJaNonBUouHpteT6BVwpr35WePa/OMQJqTLHTJdJ+WWibP+sJx7ULdpr3FRUGQiCf/ap9tSYrzW68Hlaq+44R6MCZOicnhcz3W5H3oXfMCz2z3zxk4tnQfDhgmH/BuZF00szCQ2N91O9Atc/6+Jzr9G2v8CMQinBVmn61WV6YpK/c/jMptrs/kQHuADblAjERF9FGSqda8qj4N1OBVcwdd6PXjCQ2P3N79fi4VgQ2H1+m11pFrD9ZquqFy3S8g5eHZ/+dUvte1VF/tMLQPXej1Oj5/v3cgkFp6OTAZjLujJYMQbYP6wHFPFH22xpphhTGuNJ11BFBM5ZU5li8bzy4FEHJUjJO0FQkNlXAYyfsgXSSeVdM0rH1/S2gqLEli3KB5eocsz0Ng1wWuhtFdugc62p8FO0YgnDLCO+8KwUubluxSVtziG+ZUsKjHofsh1TgIfpqdpl6nWvaQwPldguHI7gFcCIxCxB4S81ihPv11igrBdWjviX0aAMeR/IlaJuCU0riTlnOQDE2eloRIwEFSEUgprcI3yNHyhOFW6ovKAtkNmc+YWO/yuREJK00sCpRMs+l8IJOIkUDVXK4Sapl561wd0LTAFKU8glgRTVE4RQjx8qopAaPR1Td17B3764NvuivOuNptvelqiPCcYh6AEP+mXpl+Uy0wGQ2qaejVlF851uUk68Up+Ui0yW1CTReIryX/LX5FShQn8MSQPH7qCoIRyOQzkeUgXbh2SQTm0SOMZWFzvHJll/JqxPEQl1jN4D0t7RmEVlLp0ReWWjxrHfbF4QDSewbi5xJxE1AdlpfG1CFnba671elCBCo8rnH5Y4LPzBU3ZBcoKWGKciZchzmLKwnlLaVkJvx+mQrzgMLbKsjCTJoID70Xa/wIeRtr/Anz89b5VSj2sQWLg/vKrMpsztQxAdYR5DJ8Nkr+ApEqFhYhlhCPmqdaBjaDTYWNPNJ6CMzLLcg/qYgl3xVUbi6r4zHLK7EHqGTLd4O3MKKyCYo9k8Td2aj84Ybns8COMQY8UT1iciz40JkE6J0ql+sbZxqKq59/WK8sssI0pV3bRJiMyl3fOr4YL+Z/EQ7wmKg+Q54dPqGgu+jA7FgzsdIwBPYP3Oh1jN+9OAEsxkB8NPtgnRMhAsI7noUbfC/tq4a8el4GdjjFMMrxgMPDN/ef5Klg8jk17jTQtKF2GMoOTsE5dBwdjhuokaaH7y6/GaFNctU5dBwYeNvbE2rE8+Bai8YgWRnVfEisv9eBUUJ4x7IrzLtK4UHbI932ILaWDJ+51vkyKaKT9L8fKNasVAlJt8BxA5iQG0vqCp7ToirPwT/Awo7AKydPkU8UlqII+wsS+cfbegZ/Wb6uj2i6+TAQOajw0gM+ejeWIx61HZNh1j4To5Pz0WGKlowWXGOINME3ZhQ2F1cgW4gVUggzxQCijCuO4fcQkTrhhHYznJ8okIWcDSeIxJrTheYJSylWWLj2lw6IE1hFaHMP0+eEM5AWaPyzTJoHgITGwQGe7Nntx1fcAACAASURBVBxg8wX68hh4rdeTlVcRW/7jtQJbSoxJi1Z4OrLlo0Z+yX/QZx4I0MHgkUS2v/xquqIS/gbYXasVQtXFvocatHxrI3yuaeqlqMYmdc06dV26orLqYl9y0IyLEMhUky5NiL5a0Vc7N/St6Gs0t3YTA0mhXchAPCKi0EL6LaRlQquPq6/IxUHagLLMwuK1HXJc2ze1DLz1obChsBopoNBFIfEy1TqE7NftEl7cZaCSEcoFx8IXU4bzKt7cf97p8WPSP2LVPFVagrTQZv1h+YZ3BoW/IBJZQLw/HDkGuB1KqGDxSAljYehBSV70Jd44qWA4eUL1XVLp84flnsF713o9hBbHMH1+DAZitpVeGt0mWKk+EDYhROL5fh9prU+Skmbtc5OLD7UFa5SnX92dcMeTRhFLN1Ge5ldiygxeVBGFW6/N5sNzPKDtQHZlbHYWV2XlVZhaBhb62RcFo9JeidU09VLpLYQDGLjID+Pzm7EwhC3HxgmZzV28dQcMJGcMMbC5zb2QaUkyMImByMwmfyYVCmKRwvcoelaWWfh3h6wXTP3LDn+Z7ue3PhQQG0zL06JGnha7DYXVvJqKFAWUOK9RnsZV/q74DqFRMJBxbdoe+IS56Yc/vZ6RQ6brH5yw/L+65jvDo/QWPP6QucX+6ff/+fT7/3ypbf/ghGV/+dXaK25UPPPnjDVACDHzrTEcT/juTMeV2wHqY4K4pczmkLlRe8WNw/aXX8XBOPnS88Qfllscw5cd/jabr8UxDCyTgTKb+6Z1EjuW8fHAXIMzp7r/1PW+hM/9CUxBp8ePdEfK6oIp0jN4j38uUYm9XWLCArwQlHycpLChROBarwdPdt+J62nv1lA5wrpdQlZexcXOcWp/9MCZEZ9DdL9gIHkvkW9d09S7sEaEIpPkfCMFG9O9uc2NIqmFDGyz+fh6PBJovNOFv3f+v+Y9kOKY6YhyZ5h5yjILHsu4L3yt1wN9CR8oy7TTMVbT1Pulth1J2ET+DYXV1KtijfI0CiyhISPggcu9pDAarKO8aSc/zHFAfhHMQKtfzlTrnn9b/3aJCYbPfUl0evw5B8+i1QDcQnARZeVV/GufDi9U5szObvcMCr75Fhv44eb3a9/YqTW32HkP0MXO8S0lRjpzWp427d0anByr+RLj9/hDLY7hc11uS4f7Wq/n4q07F2/dudIZw2N37L3s8PMdYqhTU4HOtu/s2JNIP8LQ2P23S0zIt4SSs0lVl66oLG/qSzr/ZDDyoKDfVDgwEg57/KEtJUbSi4iH9NRgB2bGa203FlWtVgimloGHLmw8MJlqrjohuHiFtvJSz6OcgVx2+NPS4UaBFQk0YqDHH4KWi1ShNcrTr2vqMlQn65pvoe9Ip2Osb5xZ+9x3hkd7vL4HueB49HmD+C1y1mU2h9WEyIM1xdhql7leMjKbm56WPP4QeliZWgYOG3v2l1/NOXgWGbZp79YgSyFthx4NPlDwcUDXwq9iCY5xnR1lbtGXk5oVefyb369NV1QqyyzT09J9Sbzs8COD6sVdBqSPw41H9sjrmjooI9A4WofkzSXmtfnH0ZdgvaoSKU2rFUJ2vpBZXLVaIfzv/3vOG4il79decSNWnFFY9UKxEZ7nDNVJKA6b369tcQwnkZD330wGI9d6PWAg6Hfx1p1zXW7gsRkY2zs+Horgu1Ts19uc98JJz+5xgaFryi6QJgnyvKQw5h7UBVgiz2MJkvDOsTc/a4T1QsVNzzQDoxJ787PGrLwKKvlBGEBo8wYYQzYmH6F+rIdPHn8wEM+NDFGhzcsfs+iOpVGJgZbm1m74S0A8KvBFAh1djnG5U9G414QeKR8SexADxbnoBycs6NDxd8V3//7UXHmp5+bdCVR7wmaG4oMVZDIYwUvHl69r6oyt9p7Bexdv3Tmg7XhdU4dUhAzVSXNrN2NhyAOI0w2F1Qd0LZ2OscsO/7dNrleVx3Geze/X3nB6yMlE0xjGp9PjJ8o9BQZGJfbxj73EwK11t9W1nTAI1dou1Hry7+lxgds4ZIoph1iGoWitzT+OIhrYUWFRWiKvAm93elr67/+5tFohoKPM74OBiKDgsWDtT1dU7i6zwIyMrVDIGnuYL/dB35taBhAOgTWeqdatUurLm/qW7n49LyeOhQOMCW3eV5XHY+r99pqXVeZVSv2WjxrpSJJ7NHElrsHpoksJGPh87gkwsMUxjMVojfJ04eELseJDKegPy7VX3KiNzFTrXlIYERmydLiz8iqgIe8uszg9fplzxna7Z/aXX0UN52FjT4SJh409GwqrM1Qn87++crFznOIfAcaqLvZtLKp6rsCwSqmva75F8pymMWwlYqCx1W5u7b546465tdvYagcem4GSyE5d78s1OJU6166aGAOVOleRYSBHsB1rG+ODMMtgINKOerw+dHZAymLW9hoUkm8sqrrhnZGptoiF+Mo03suMeYD0mlgrl+0Jx8YzzUBziz1dUflCsREPBwzZpK7pds+Q2yDAWISJqGNYFPMiztwHEKnN5uOdsRhA6dEfSfrxN847A3nDGCR8u8T0ynbT31RaWBOrlPo395+fCsfzWrg9tpYwvBeVgflfXwmL0iHT9TXK039Tad8uMWFu0HIQldiV24G3PhSgFeccPDvuC5fpfk57N+bb67ibaDcsszk2G5BEdq7LnV1UnpVXsbvMcq3Xs/n92le2m14rPnbIdB0jQS6eHC9h3VBY/XfFdxXnXfRw0BaZvGvWPre5tRsMNLba6cMyGcjEWee9MDYqgxaqru0kjZSvlGfL8sfgpQalqKbsArKiyBmDSBQenCTOMwj5VZmUGQTr3vysEYmavGPj2WWgzOYmg5FXd2sp8wYkXKXU539xhlboh6Zr0PxI+oA51OcNQn+LFfLGa4XPdbljKZ1SMEFjLocrEe8WZwOMfXmmBzX7mfEyl1VK/XsHfuK7s9ITwNzl32PSO13IwDvDozkHz6blaZEZOy/xRWJMnJ0MRkqP/oj3kl1Ufq3X86W2HZniOQfPfnem47Cxp7yp77szHX3emAI/GYxc6bxzsXO8zeY71+WGL/fV3dpOxxiLN3SWWSzC0dzm3lBYjfIXb4AtfML+sHyt18NTLgmPzUA8oy8abTnV8+xAfC7Q2VqHZH5eLgMYuqXDvTb/OPp8wY6nzmjZReVo0bmE44cSUHIOnqUUU4omP7sMxDEHdC1ZeRV8845sjQEVupcd/uij9ahe+OhIuE1PS6/u1iJ0wRucW0qM+p/Hp6cl4h6vKEbjJZf+sHyuy/3eZ/Vrtp4iIyLWZSuv4pOjl2UudTNJrvLnpM5UCxmITlZ3hke3fNT4fO6JNz9rnJ6W+AAS5Sp9+v1/IPRe3GVos/kOG3tWKfUZqpNpO/RotIN+quVNfXI8dg8rLsDYtV4PpWS5fCL5VyhH1BtgW0qMSMG/0hnrBEcSkkns6TMQpzbfGivQ2bBXBPFQo+/Nqe4/1pZc1LM8BkoiKz36I5wBtBKTbyYrr+KtD4Uvz/Rc6byDTJ8k3PDOdLtnrvV64InBb8m78+wyEOgZvLf5/Vo0+UUTJKwvqxVChurkBycszW3uobH7I7MsLEoPAhrvh0VpMhjBvzQASWSFhy9Qs6k1ytPomIYYydslpgPajspLPee63LFYxeA9SIyapt7Soz++s+fo2vzj2fkx1+I/dnxP7pC1+cdrrjpj9iQLMU4ISyKbm24PDrw3ZX8rOPCe6Ktdwg5My9Mqyyx93iD8Um9+1jgZjLD5zdqhBivLLPCXgIFlup+fzz3x4i4DGihn5wuZat3zuSfwphL6sDgblVinYwyBlo1FVdY+NwWNaNgun5hz8CwmpLapI4mBksg8/tCVzjtPmYFMYt4Ao57Z+QYP6Ldfb0MH0fB0RObSdh4LeILwTdsnRARhYj0O4pkr5B6I9U3aXoMlNiYK4oGvjUVVrxUfQ715ZjyD8VlnIEUCvjbcea7AEOsyOj/xAI9l8/u1W0qMb5eYHgSqF6EmV/tOXKchfdvkQn3wxqIqkIciq3xnNOqinanWUXiNuopQ5g2V5275qBFZ75LImDQxL+vSVzvR+df7LX++3/Jn1G3NDX37IAZm5wuFhy/c8UQ2l5iRAe8Py/TWonEZJbO5nYfNLymM6PUGBuKNbykx/vf/XMKmF2i4nKiEEmfxc2ufG8PeXGLu8wYps5wYjlJyOMZghVLgEdPY6fE/ZQbStY+1jaGDPW8K5uoHcwSb+dYYrwUlaTtLS0g23zxos/leKz6G9AuaARQF5ltZU6tCYL2qEkV0SUBw/1qvB2bMBycsf1Np8f0mdQ3yiY2t9kfJhqG8GYy58lJPTNgWxzTnrLyKR2dg7LMUhL8OPWCoT0R2vgB6UCrjyCzL/+JMWp6W0jt5HsLu+ptKmxRxJtB/4aGhDwUqOTASdKNB83myn4nklIVL/dd4MxvfZ6p1/9jxPWqsUYuYrqhsbbNGpUXMBzYbuNf5MuokA9f/6177cygTmZtunzdzpOCd4VF0l1KWWXq8vi0lxnRFJWSgHBdBsQJ8iUUltr/8Ktyh63YJ13o9h42x9F1jqz0oRafCATQi4fcIoMtduR1Ym388vci8+f3a5jY3rZV0iaqLfc/nnniuwFCm+xnD42e4JLLLDv8S9FuWJ0aKVet2j4QKdDbaQBfJ2RCMXzTaELhb9Az8src0z+W4xovtEBCDhtcBKctJmcE8kIcNJP1X2g49dm5heD2FsfxGZIqAgVRN89ARksOp8lLP87knqJ83qg1i1sXDPFJ83gwxEIOHiEMbGH4FjEqsbzxWEkU9rSH/IeqpCcWiwKQEZ9BhbW3+8cLDF0gIRCV2sXMcaWVUAEUF9VQriM7c1JAbKjEp/Ei1Wa9pWK0QqKd4ktcHl0O1JLrmEO63/Fn0NfLuGSbOQgauVgiasgt93uDbJSbYgdBCk14NGPg3lRaTp9MxBgZmFFZRcdNCEBX9YXnnYTPiPaVHf4SYJdHiD8uffv8fWJJU2AXpB6fU9LSE2MMiaLEDy2EggiFRiR1qdil1rpj0ixfO5xqcOYINEpmXJI/YGIuPFFFcoc3me3P/+YzCKlgmyHXAVHsQ+Cwtfv1GW0HELaMSo6y0F4qN8PesVgjGVnt0/rt8CA+loBzXQulyr2w3wbrA5nsPOgMVHJPiBAb+TaXNjDePStuhhxYK4hEJmTg7NHY//4sz2IMJCdZYffBwQLNFgeImMozRhCL/6yu0qyGGVNPU+1rxMbRCpSJdyDe+rzFeCq19VEiBpJO0d2s2v19b09RL+x8nTYZovF4Zxcoo10LvHNHXKMeL7nGw0+Nft0sAA4fG7r+5//wqpZ5nIIsvInDPfnL0Mt4L3vuXZ3qQrHPx1sNa6EtBuIVf3a1dpdRv2mvcX361zzMwEg4HGLvh9Ow8bMYKlVlc1dzmjkqJwn9IVH9YNt8aq7nqXIgnigfKcceX0+OH5slvZgbB+PGPvWgctHBdeXSqU/BKZnMjs+xLbTvSghGiAJ0o0fFBiaBJyC4qX6+qbLP54Az45Ohl9JlGi87XNXXZ+YK5tZt3eS1Bv2g8+izORasu9sHNDdsdcxrVSY/oFqbi3Sud8zKz1yhPv6Qw7jtxna/EiW3WKbGRWXbIdB2+0Ey1DsUfGEOS9pgEvrk1MZC/5dhgbgcKD1+A7cfXgkEGJmWE08OnUvq1+cc/OXq5bzy2avDTgCqA5LgWCuLRv5H2v8xNt8fCHvG51D0Sggzcedg87gu/XWJKy9Pmf3GGwnTEQ8TlPjl6+SWFEUlq1j73AV3L+m112fnClc47S2xtQpcLixLKuJ8rMKxWCOt2Ce8d+Om9Az9t+ahxtUJ4WWVGD1jEgfilFgTho38QevznZcnA+GqNwEhF+xAUUXhEqWZ3m2A19UeSZt59bi/lh85F8nfL8TI8mc31eH2HTNcpR/bviu8eZOcsgYzCKt4TA1c15EzauzVrtp6CJ0ZeMqDCF6rgfVecd63ZegqZuxDXf1d8h1zWpW+WWryR6XKl805anpZm/Nr848/nnth52MwfLMfXWvywb5x9qW3/1z4ddi8Du5Z4CPAEro7v+AfnTf7XV3gtEaoU/PJXbgfKdD//a59uQ2H1mq2n1mw9hSdJV+F9M2vzj7+6W5tz8Owh03WXTyRFnX8UfMMr/Mt7YiLtf5nu/l9s8ARWGRTE4OfdI6HXNXVp79YgA2ZLifG5AsOWEiNcuzgVKa4Bxj45ehm7Ha5Rnm5xDB8yXX/+bX3auw9vRBKNF9e7fKKm7AL8THB7It8NJchvfSgs7N/HxNmwKN0ZHuVZx4PU0eX4QvlH6bwXLqh3856YIsMADMLSBgdCdo915oX6SdIZEGbtdIx9d6Zj34nr//7UnAQ4+t78rHFRbPmo8c3PGtHWVpyLfnemgw7Gb7d81Hjx1p1HGTbvwKQ6ui0fNb65//yWjxrRMR79oZc4Gz87o/EIm7XP/d//c2nLR41bPmr87/+59O9PzVtKjF+e6Ym1PJTm2aj8E5sMRlocw5WXeg7oWgoPX1CWWTRlFxZF4eELmrILyjJL4eELdCTSPmTO4yrHHRuYrCj3PtflLm/qO2zsOaDt2F1mAT45evmTo5e/1LZXnHfpfx7vds9gjaYEkSi3ni760qMsJPoaJce7U/a3JMe7oq82aQLgQ4/X995n9dkawwFdiyvEcg/qNr9fW3j4Aow0mcvLiUpsMhgp0/386m4tnL1Oj/+IpW/z+7Wb9hoROH0oA/HZ4w+VN/Vpyi5sfr/2dU3d5vdr3/pQyP/izGFjT8/gPRA+SX0A/0nq8ClHNHnYEnvoLjFjknhosI6S9IMuuk2w7jB51NouxAYX3ufSGimZIvwymSSUYubTsgKPeC4Qs3Rm8s7Fmt5yWVoPAl/hxuLBaL76eyFbHvq+k+oD6EtSd+k5sPnW1MLgNar7Evl68yEv2JyYUsySd8mm/i6LWbMkM3mxKbM5aqMkL7aM8ldMvGKW2I2Y70SGREV6R1GJeQNsaOz+ZDCChoh3PBGPP0SpsFK8nxou6g0wq1/2+EMun4jjx31hjz9EO64+dB7KcdfXyCxz3gu7fGKfN+i8Fx4Jh8kmT6IG3jutQUtcZTlaKE9lzODSS6MFOhsCg+razuJ6J1yjW+tuo4/lo0vCJC8ZLRi8UvroAmohYknr0gSvNjDqwwUv9nxzZVFE2LzMr8Q0JdbNBoiBj3K/0bj/ILagco3A2GxA5tYIOe7lo9+y+BaIhKSElSXe5rxhzJ+RfI9jnrqU9bbo+flbjlKPJo69vOOXT4WRqddLfKEhiy6WBycxPhsRrwwClrZP5xkIvz0/mNilpSD8+Us8n8SpaAnA64hnzFCrNV4PkrlcH15JWWI6LYuB86eUOBedCgfe0Q+rtV0UkMjVDxbUu6mDU9Irf1zVdBnghUlS/6ioNG93UUx3SZy3licMvPk7qstx7iURgE7FL4r0IUnMxi46G5C5zfoY18GJJgfNYBKG/A4WidDw/DGTOIrOO2aCPwA9vPiT8CBfKD9N+ZFIXDkf3yOPceOnvjgYMxlyfzTwPQcW/u9ytNAkBoL0TfYpZKiBhMX1zpzqfo2+d5tgjeWpxXfGWpHXkEQScjDI8enIZxsnZp4UlDnnB5pMstkAVjU+isDi7ehJMkhcl3v+xulfWqcpgiSFw7QcMInFLheXTlDMovHj+aTKhW864doRZ/kNsWOSXwqSygS5TeeRxATBeDWHfoI+GolHGv8+wkRSBHA29Cmk7vQr9ep/43gKDJTjMxs97VE4nyPYYBwid9TUH7kviYkt5n+Ve+N9CfylyWeNmTGvT1aSYjnfGCNNSY7bS0kyk3RIOa5rRbnuXfyNQ25EOb2azZeTvIBN0lR5Mcs/T/6HCf1q/nWTT8J1GeO3Z+K/oVMlmBzXIGJt57k0SFpZEs9kNrA8c/13Cb5wCXgiT0wSJoMR1EzkGzwkDMlH+tOwBFXk17xbmTNmWodkq1++MzxqnxDJ65DkLUhQVArGuBRf42Gi8EdG43G5BFtm4xstxQvz5AUxInk+qWg545U9ko1svhLIyzEyViXadZgjTzRugjrvhQ81u5z3wkmyCH8m1gsYxtyo7BPisbYxjz+Ep5Gkv/CRSTYbIM0zGje9aFQLV7Q/JqJx3yxA3y8zGrGwxRXejccf2ls/8I5+GF19EaNH+XxxvdPqlzHjfzUe8ovxbuHmbuEmEgYONbvIX5xQCOO2SnS+jU4TWmaxXWaJVJhwUS5PCN5RNt9YIv8ejiGBSZ/Bn6QzyOSC4oxJOe4IQRkuPzD+zHjOAcasfnmbYO3x+qhooNs9o9H3Oj1+/pYZV90HB8YN70xOdX/3SEiOyzqZi1jS+MkJHOVs18T+xPGgHB254kxYEfBaTJIauEwGyovlW+MVWv2yqrYfRmCh4TbCg+raTnhlYrum/PLgSY57ztUP7msOBBgrvTSq1nZhntknxCOWvtJLo9eGAyQqDzW7jlj6bnhnmMTMt8aOWPqOWPoQdR0Jh82OqalwQGZzLY7h8/0+/ORU+8ARS5/Q5sV0PNsz9G2T64e2cdq0TGZzd4ZHBWvMHWKwjnaPhBgLC4459PmxT4in2ge+bXLhQnI8v/6Gd+Z8v++nYenbJldF+xDm98gsq2gfOmLpa7JP4WBXiJ1qHzjU7KL6TPOtsa+ah75pncw3eKx+mZRnY9dEjmArv3UfqXlWv3ysbay8qa/RHqHVh7Fw90goVz/Y4/U574VN/ZEbTs9IONxkn2odkivah461jY3MsqjEXCGmswaPWPrO9gyFRSk8HTH1Rzz+EGPhJvvUDe+MLAVbh2Rq0LriZFhZRBcsQ8tnIMAnjhEnb3hn0NgXTtFCw+3iemeh4XZOdf/e+gFXiCs0/iVvVebWHpnN5VT37zB5WhzDH//Ye+V2IMpC/rBcXO/8oW38WNvYNsHaM3ivdUjW6Hu/aZ0UrBOn2gfColRq8QiOuW9aJ7fW3bZPiH3jTKPv7fMGoxI71Oz6pnXSeS9coLN90zopOOY+twyIc1HBOvHxj706a7C43vm5ZSBmX7Ewctl7vL6bdyc0+t5jbWP3JTFHsDXZp1wh9vGPvTghJA8pnKb+yDbBWtrg+PJMzz8Nd1scwzKb+6LRVtrg0FmDu4WbZseUPywXGQYq2odKLR6Nvrd7JGR2TOESFe1DaKYsxyM0H//Ym2/wlF4aNd8a8/hDGLzBOpqrHwSfoQB3j4RUtf03vDNHLH0HdC1hUeoeCcHHVmrx5Bqcp9oHJJHtabCXNjjMjqk9DfYf2sajElNru0z9kbAoafS9exrsMpsrvTQay4/9o8rAJfBEDEzE2eIBH7Jqbnhn4BpN2mywQGfbLdz0+EO/9I0lKzxSMFc/qNH3ll4azTd41LWd/rBs6o8U6Gxmx9S5Lvc7+uEm+9QRS19sEyhxFi2Zm+xTp9oHvmi0qbVdznthq1/+p+EudLOvmoe+ah5yhViufvCLRtu5LrfVLzNxVqPvLbV4muxTpZdGdws3ae0PMKaq7Tc7pirah/Y1B/Y02K8NB7YJVpdPbLRHtgnW8/2+RnuEaIbnab41Vmi4HWBselraJlgb7RHnvbBa2/VN62STfaqg3o1r5eoHL966Y+qPqLVdZsdUqcVTemkUIjRXP9g9EiKXTOuQnGtwunwiE2fNjqmc6n7cb+ml0c8tAySxrw0HlDpXRftQrsH507DEJNY9EtomWG94ZySRlTY4jlj6+rzBHMHWOiRDmBfobEyc/aZ18lCz63y/b19zIKe63xVi/zTcRQrYH1YLlec7UHj98Ull4IPmfVRirUPyAV0L8rb5fhY51f0F9e47w6PQ0GKefS6EtcRpH2skvOOHsTC2GZXZnH1CfEc/bL41duV24B39sNkx1WbzQWU6Yun7qnkISTNRiaE5qvnWmNkxlWtw3vDOePwhdW0nFMXPLQOfWwZkNmfqjxyx9OUItnf0w94A+6fhLlhh7JowO6ZoTgcYO9Y2dqxtbIfJc77fl6sfrGgf0uh7A4zh/I32yLkut9kxBYZjXWu0R0ASWQq+ox829Uec98I51f3ftE5edvhN/ZE2m6/RHnlHP3y+33e2Z8jsmLo2HDjU7DrU7Aow1j0SUmu7sIVoNO6boUWkyT6VU92PeF3ppVFUD8Er0+P15eoH950dU2u7oKDe8M6otV3dI6GoxEovjR5qdoHeaFzdaI+oazsDjF28dSfX4PyhbVywTpRaPD+0jefqB533wikZuCh+EQZSlNnqj+0zgVJ6pc4FjRQdLsyOKWLIPA9e3BvxJCMhRZd8lTnV/aWXRrtHQqfaBwoNt294Z64NB9S1nRXtQ61Dsqk/csM7I1gndgs3Tf2R7pHQuS43JmjrkCxYJ7YJ1tYhucfr2yZYP7cMGKyjpQ0OGJCCdeLm3Ykm+9Q2wToZjHzVPLRbuHnz7oTVL8MyxEgYC0M5LNDZZDb3VfPQDpOnon1IZnM3vDO7hZs1V53XhgM/DUt8G+ZGe0RVG2NgTnX/2Z6h6WmptMHxRaOtzxtsHZLP9gxZ/XKBznaqfcDql82OqfP9PtzIzbsTpv7I1rrbrUMyZSf2eH0FOpvOGuweCXWPhDT6XlN/5NpwQKPvNXZNUBZI90gIhD/VPoD7Apm7R0JsNsbwsCjtOzt2xNL307C0p8EOzrt8YqHh9ta62y6fKFgnCurdexrsfJwmBR5PjYGUpC+z2Pa0+NMflj/+sTenuh+VhPCOFhpu5xs8OYKton0IZR1JPqInpF8M8Xg6zgyX7Dv64VyDU7BOwFFpdkwV1ztz9YM7TB7ssCVYJ0ASnTUI82y3cBPHdLtnmMS+ah5S6lzgz1fNQ/6wXNrgQPTlXJdbZnMBxtDbv0Bno5pUDMMVYkiXldkcNMbz/T5ISLNjam99bB+4RnsE7seoxIxdExp9L56MRt/bZJ9iErP65a+abu3iwwAABbFJREFUh5AJaHZMyVLQ7JgqbXAgM/7m3YmoxEobHDnV/YeaXSS0scAFGPu2yZVT3X+qfUCci5r6I+g28k3rpD8sk6sTa02P1zcSDu9psNdcdcJI/mlYgg2Mfcs77kp7GuwFOlvppVEkZ0YlVlzvxJhveGd21fRXtA9RPs2Kz/jfGn4pLRTxNHInxLa/jjc4zDU4twlW2vqT2jwmZa7wInF5I0kQWwqSxzzJH8XiO+Yh7yRpIQiwWHIMLS5RLkjIBxX4wAZdOjHt4meg8fBjoCgFW/AAaTyxsAGXUkdRCkQm6K4ppsI/RoqO8g+Hzo9MFz4HNZZNxiUJ0TjleMiB0nRkhCWRORn/iczmkGwdjacQpLTQhXj6DFy4zpGXf0+DHcIQiy61u98mWAXrBDUaXfjbZQBZZomfx5kjx+tEKb88KWKemDHzY+X0fSI9Op6ERf+LeTyPafNZSlfhTxLl8mBosvIHL/p5YShfjid282Ng8eIMnpB0tsTI5y89yQTjnh7/hOn4sChJIqN1RKY0PSmIS6dk4IPwNBnI9wmeN5XjdTTjvvARSx+6/eYanPkGD6qZSBiaHVOx1P54NglApTePDl50yPP3AOFTovmZOk9ozM8vwW9pYHxRD/2bOD+3VR1yuBiJTSnI+4eSpCWF7BIpl/SBxaQ0f1Ms3sWDn9/ReGA2Gk/ZiRkFUhBLEp9XyLiKexJlUrydNmXnxA6mdPP4Tu4yFS5wtyPxmyJhecJ2qI9QcfIHxFOWgfwj5t8H/yIvO/ylDQ61tmubYEXAkDpc5FT3f3mmp8k+RW5S/lTLGwxxibRQFt8bhC87xKzib4HiK1Rfg/+iDbcw15OyZxLiLp6VInPF5pQOynP7/vztl3GGWBRRYjE1OH5+WizkOFeT8kh52UuZOtE4UZOum/TEKM2FToU65qTlLHEVKRiNb/mQpDtE5yv8SWROgfDUGLhQO1pYzEYQ56IG6+ieBnuOYEMSKXV5+qfh7jbB+vGPvZcdfjgGHlSHtjSS1oLofGNMZnPiXDQsSrx0pXkZ5Xwn1B8ySULSMbz+llh04o6oRUZOGl3c7OSLX6kqQiYdkhuAzBUi0ZlBM5nNsdlAzE7jjHD6ecKcjm8oy99monCbBF1cd+WLkuQ4S7GQUf0EkvVg9ckL1Ow/cmnSQ/GUZeCjg0nMG2CCdQKeNKpsAg/xzd76gYr2oRvemcR2xHHVVJ6/2C860WVOguFL1PiFRck+ISLfKin9P4UUfmWsHAPjusrILDvf7yttcBTobO/oh3MEW5FhoKDenW/w5FT3q7Vdu4Wbexrsp9oHLjv83gBXBr6gSCpJUvHaUYAxb4B1u2cM1tFzXe6bdyeQnx4r81tWe+8UUnhyrBgD5XgjEzlub/w0LB1rG0MoKUewJaWz5VT3I2r3VfPQsbaxJvtUt3tmaOw+eh5DSBKwKYI3wG54Z5AFdsTSh3wU+4SIlGJyEsq/Yq1GCikkYSUZSOBLacOidPPuBNL8i+udOYItR7BtE6yo+s0RbFBQAY2+t7jeWVzv3Fs/UHpptPTSaGmDA4BhiUQNg3W0zxvEjj/kVyRPDO/tTCGFXxkrLAPpM+/TI6eZPywjU+yb1sk9DXYwDfv1Ioq4TbAi6RQ2pEbfu7d+ACU55/t9N7wzJO5kzm7kO+eg18OKv4YU/rBYMQbOayHB5uTFQs/kvoNDRRKZxx+yT4jdI6Eb3hng5t2Jm3cnukdCznth7MKVJNDY/F11+avw/roVfxMp/DGxwjJwoQbIF5WT6z8RQaYecvEvo4tRi8B/v2hfsFS6cAori5VkIFvQ+HBRPIghSd6U5JM/LP6bMv9S+C3gN+GJSSGFPyxSDEwhhZVEioEppLCSSDEwhRRWEikGppDCSiLFwBRSWEmkGJhCCiuJFANTSGElkWJgCimsJFIMTCGFlUSKgSmksJL4/ycejA1mrsRMAAAAAElFTkSuQmCC" alt="" width="237" height="91" /> <a href="http://www.gmes.info/index.php">GMES</a> (<strong>Global Monitoring for Environment and Security</strong>) può essere considerata una grande opportunità in tal senso. Questo programma europeo mira a produrre una conoscenza condivisa a supporto della protezione dell&#8217;ambiente e della sicurezza dei cittadini europei. Questa conoscenza si poggia sull&#8217;utilizzo integrato dei dati ambientali acquisiti in conformità alle numerose iniziative di monitoraggio attualmente attive, che prevedono rilievi in situ, l&#8217;utilizzo di dati rilevati attraverso l&#8217;Osservazione della Terra, l&#8217;adozione di processi di standardizzazione e l&#8217;interoperabilità e diffusione attraverso i paradigmi della direttiva <a href="http://inspire.jrc.ec.europa.eu/">INSPIRE</a>.</p>
<h3>Le Initial Operations di GMES</h3>
<p>Dopo numerosi anni di gestazione attraverso progetti pre-operativi che hanno consentito di mettere a punto processi e prodotti, da quest&#8217;anno si fa sul serio con l&#8217;inizio delle <a href="http://www.gmes.info/pages-secondaires/news/news-detail/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=573&amp;tx_ttnews%5BbackPid%5D=1&amp;cHash=c21b68bce98c5e94153f3e0992088b8e" target="_blank">GMES Initial Operations</a> (GIO). L&#8217;agenda dei lavori nel biennio 2011-2013 prevede la realizzazione di numerosi strati informativi che saranno aggiornati secondo una pianificazione già definita. Nel 2014 GMES diventerà completamente operativo e garantirà dati ed informazioni con specifiche e frequenze predefinite (<a href="http://www.gmes.info/pages-principales/library/reference-documents/?no_cache=1&amp;cHash=72c7d764f6a4afd5b02e9e1a23c71901">qui</a> la recente Comunicazione della Commissione Europea).</p>
<p>Per l&#8217;implementazione di GMES dal 2014 al 2020 si prevede una necessità di circa 5,8 miliardi di Euro, di cui circa 4,4 per la componente spaziale con le <a href="http://www.esa.int/esaLP/SEM097EH1TF_LPgmes_0.html">Sentinelle</a>, che saranno realizzate dall&#8217; ESA (a proposito segnalo il <a href="http://www.s2symposium.org/">simposio</a> che si terrà in aprile 2012 a Frascati),  altri 1,1 miliardi per la realizzazione dei servizi e circa 0,4 per la componente in situ. I fondi saranno probabilmente forniti dagli Stati Membri con un finanziamento proporzionale al rispettivo GPD (PIL). L&#8217;esperienza del coinvolgimento dei privati per cofinanziare l&#8217;iniziativa, come si prevedeva per Galileo, non sembra una strada percorribile.</p>
<h3>Cosa fornisce GMES: Core e Downstream</h3>
<p>I servizi GMES vengono classificati in servizi Core e servizi Downstream. <strong>I servizi Core sono servizi di monitoraggio</strong> realizzati direttamente con fondi comunitari. Le specifiche di questi prodotti e la loro frequenza di aggiornamento sono definite per soddisfare le esigenze di monitoraggio a livello continentale. <strong>I Servizi Downstream sono invece direttamente o indirettamente derivati dai servizi Core</strong> e sono realizzati con specifiche tali da soddisfare i requisiti di amministrazioni nazionali o locali. Alcune risposte alle domande più frequenti su GMES sono disponibili sul <a title="GMES in breve" href="http://www.gmes.info/pages-principales/overview/gmes-in-brief/">sito</a>.</p>
<p>In occasione dell&#8217;ultima conferenza <a href="http://www.asita.it/cms/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=35&amp;Itemid=48" target="_blank">ASITA</a> abbiamo organizzato un workshop sul GMES al quale è intervenuta Anna Sousa della EEA (Agenzia Europea dell&#8217;Ambiente) (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=MNeuj5ksZCA#t=0h4m10s">video</a> e <a href=" http://www.slideshare.net/planetek/geoland2-workshop-asita201101sousa ">slide</a>) che ha chiarito molto bene il ruolo di GMES e le sue modalità di attuazione.</p>
<p>Nello stesso workshop Massimo Foccardi della Regione del Veneto ha presentato un esempio di prodotto downstream costituito dalla &#8220;<em>Carta di Copertura del Suolo della Regione Veneto: l&#8217;aggiornamento e il calcolo degli indicatori sul consumo di suolo</em>&#8221; (<a href="http://youtu.be/MNeuj5ksZCA?t=33m50s">video</a> e <a href="http://www.slideshare.net/planetek/geoland2-workshop-03-foccardi ">slide</a>)<strong> </strong>) realizzata all&#8217;interno delle attività GMES, mentre Valter Sambucini di <a href="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/" target="_blank">ISPRA</a> ha presentato il ruolo di &#8220;<em>GMES come opportunità per lo sviluppo della </em><em>geomatica nazionale&#8221;</em><em> </em>(<a href="http://youtu.be/MNeuj5ksZCA?t=59m14s">video</a> e <a href="http://www.slideshare.net/planetek/geoland2-workshop-02-sambucini ">slide</a>)<em>.</em> Daniela Iasillo di Planetek Italia ha poi concluso il workshop presentando le attività del progetto <a href="http://www.gmes-geoland.info/" target="_blank">Geoland2</a> ed in particolare <a href="http://www.eea.europa.eu/data-and-maps/data/urban-atlas" target="_blank">Urban Atlas</a> ed i 5 strati tematici a supporto del <a href="http://www.eea.europa.eu/publications/COR0-landcover" target="_blank">CORINE LAND COVER</a> (<a href="http://youtu.be/MNeuj5ksZCA?t=1h11m30s">video</a> e <a href="http://www.slideshare.net/planetek/geoland2-workshop-asita201104iasillo ">slide</a>).<strong><em> </em></strong></p>
<p>Gli strati tematici previsti all&#8217;interno del programma GIO Land sono cinque layer ad alta risoluzione (seppure a livello continentale) relativi a:</p>
<ol>
<li>Superfici artificiali</li>
<li>Foreste</li>
<li>Aree Agricole</li>
<li>Aree Umide</li>
<li>Corpi d&#8217;acqua</li>
</ol>
<p>Questi prodotti derivano dalla elaborazione automatica di immagini satellitari con una risoluzione pixel di 20 metri e il contenuto informativo è validato per aree di 1 ettaro.</p>
<p>La realizzazione dei 5 HR Layer (layer ad alta risoluzione) è stata avviata da poche settimane e Planetek Italia sta curando per la EEA la  mappatura delle superfici artificiali e foreste di 11 nazioni per circa 1.600.000 kmq da produrre in due anni.  Dati che saranno disponibili a breve e potranno venire utilizzati da chiunque ne potrà trarre beneficio. Questi dati saranno utilizzati come base di riferimento per la  produzione del prossimo CORINE LAND COVER 2012, così come Valter Sambucini ha  evidenziato sempre nel suo intervento al workshop.</p>
<p>Ma già da ora è possibile utilizzare i dati che fino ad oggi sono stati prodotti nell&#8217;ambito delle iniziative GMES. Ad esempio sono disponibili i livelli informativi del soil sealing per il 2006 e 2009 dell&#8217;intera Europa<a href="http://www.planetek.it/progetti/geoland2"></a>.</p>
<p><a href="http://blog.planetek.it/files/2011/12/pas111111GIOland1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1220" title="Soil Sealing in Europa" src="http://blog.planetek.it/files/2011/12/pas111111GIOland1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Questi layer sono disponibili per essere <strong>riusati ed utilizzati per applicazioni a livello locale</strong>. Ad esempio possono essere rielaborati per produrre statistiche a livello regionale e rappresentare il fenomeno della impermeabilizzazione dei suoli in Italia, discriminando tra diverse aree e correlando questo trend ai dati che sono disponibili a scala regionale. Questi dati possono essere utilizzati per studiare vari fenomeni su area vasta (ad esempio la Pianura Padana o l&#8217;area di un Distretto Idrografico secondo la classificazione imposta dalla Direttiva  sulle acque WFD) normalizzando i dati regionali che spesso vengono prodotti con modalità non standard.</p>
<p>Si sta dunque aprendo uno scenario nuovo a livello continentale, con la disponibilità di dati e livelli informativi accessibili gratuitamente che aspettano solo di essere valorizzati.</p>
<p>Nel workshop &#8220;Application Potential of GMES on Geoinformation Market&#8221; che si è tenuto a Monaco a marzo (leggi l&#8217;articolo di Martin Kunert nel <a href="http://www.planetek.it/news_eventi/archivio_news/2011/ottobre#102359">Information Brochure Inspire GMES</a> ) è emerso che attualmente la consapevolezza delle potenzialità di GMES da parte degli utenti è molto scarsa . E&#8217; stato evidenziato come sia necessario avviare progetti pilota che possano dimostrare agli utenti delle amministrazioni nazionali e regionali le potenzialità che questi dati conservano nel loro contenuto informativo, che merita di essere sfruttato appieno.</p>
<h3>Le opportunità che offre GMES</h3>
<p>Per favorire la condivisione di queste esperienze sono state avviate alcune iniziative finanziate dal 7°FP che mirano a divulgare buone pratiche nella realizzazione ed utilizzo dei servizi downstream  GMES. Come ad esempio il progetto <a href="http://cordis.europa.eu/search/index.cfm?fuseaction=proj.document&amp;PJ_LANG=EN&amp;PJ_RCN=11807185&amp;pid=6">GRAAL</a>, che mira a raccogliere queste buone pratiche e a favorirne la loro diffusione  tra le Amministrazioni Regionali e Locali.</p>
<p>GMES si configura dunque come una grande opportunità per le amministrazioni che svolgono attività di pianificazione e monitoraggio del territorio, poiché potranno beneficiare di dati che saranno resi disponibili gratuitamente (costellazione di satelliti Sentinel), dei livelli informativi che saranno prodotti a livello continentale (servizi Core) e delle esperienze di successo messe a punto da amministrazioni locali (servizi Downstream).</p>
<p>GMES è anche un&#8217;interessante opportunità di sviluppo per l&#8217;industria europea, sia per i grandi operatori che realizzano l&#8217;infrastruttura spaziale (i satelliti Sentinel), che per le società di servizi che si occupano dell&#8217;elaborazione dati (sia Core a livello continentale che Downstream a livello locale).</p>
<p>GMES è un&#8217;opportunità anche per i cittadini europei, perchè potranno accedere più facilmente ad informazioni aggiornate e rappresentative dello stato di salute dell&#8217;ambiente europeo, per poter fare le proprie scelte in modo libero e consapevole.</p>
<p>Buon GMES a tutti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.planetek.it/2011/12/13/gmes-dati-informazioni-e-buone-pratiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Asita 2011, occasione mancata</title>
		<link>http://blog.planetek.it/2011/11/18/asita-2011-occasione-mancata/</link>
		<comments>http://blog.planetek.it/2011/11/18/asita-2011-occasione-mancata/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 10:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Barbieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Planetek News]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Novità]]></category>
		<category><![CDATA[asita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.planetek.it/?p=1194</guid>
		<description><![CDATA[Ho appena terminato la mia partecipazione alla XV conferenza ASITA e dopo 3 giorni di conferenza ho deciso di scrivere direttamente in treno, a caldo, un report su questa esperienza caratterizzata da luci (poche) e ombre (molte). Parto subito dalla vera nota positiva di quest’anno: un passo verso una conferenza 2.0. Ogni sessione è stata videoregistrata e messa on-line. Per il resto, ecco il mio report... 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="top" />
<p>Ho appena terminato la mia partecipazione alla XV conferenza  nazionale ASITA e dopo 3 giorni di conferenza ho deciso di scrivere  direttamente in treno, a caldo, un report su questa esperienza  caratterizzata da luci (poche) e ombre (molte).</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div id="attachment_1198" class="wp-caption alignright" style="width: 191px"><a href="http://blog.planetek.it/files/2011/11/ASITAreggiadicolorno.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1198  " style="margin: 0px;" title="ASITAreggiadicolorno" src="http://blog.planetek.it/files/2011/11/ASITAreggiadicolorno-226x300.jpg" alt="" width="181" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Foto da Twitpic di Alfonso Quaglione http://twitpic.com/7f9c5i</p></div>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Sono, o meglio, siamo partiti con molte aspettative (complessivamente in 8 della Planetek Italia). <strong>Gli organizzatori avevano annunciato delle novità importanti</strong> che avrebbero dato nuova linfa a questa conferenza, che negli ultimi  anni stava perdendo progressivamente smalto e partecipanti.</p>
<p>Gli investimenti fatti da Planetek Italia sono significativi, ma abbiamo voluto sostenere questo nuovo corso garantendo la nostra presenza e organizzando un workshop di respiro internazionale.</p>
<p>Ci auguravamo di poter contribuire alla realizzazione di una conferenza caratterizzata da un buon livello qualitativo degli interventi scientifici, in grado di attirare l’attenzione dei tecnici delle P.A. e di tutti coloro che possono creare valore con l’informazione geografica.</p>
<p>Ovviamente ci aspettavamo di poter usufruire di spazi adeguati e di una organizzazione adeguata alla caratura della conferenza.</p>
<p>Fatte queste premesse vediamo come è andata.</p>
<p>Parto subito dalla <strong>vera nota positiva di quest’anno</strong>: <strong>un passo verso una conferenza 2.0</strong>. Ogni sessione è stata videoregistrata e messa on-line, favorendo l’accesso da remoto alle presentazioni. Finalmente! Una iniziativa che attendevamo da tempo. (guarda i video sul canale ufficiale <a href="http://www.youtube.com/user/ASITAVIDEO2011" target="_blank">http://www.youtube.com/user/ASITAVIDEO2011</a>)</p>
<p>Guarda il video del workshop GMES Geoland2 <code><a href="http://www.youtube.com/watch?v=MNeuj5ksZCA">Workshop - I prodotti GMES Land sviluppati nel progetto Geoland2</a><strong> </strong></code></p>
<p>Purtroppo le note positive finiscono qui.</p>
<p>Incominciamo dall&#8217;analisi di come è stata implementata questa conferenza 2.0.</p>
<p>È stata tenuta segreta! Io ho scoperto questa iniziativa solo quando sono arrivato a Colorno!</p>
<p>Non era il caso di farlo sapere prima?</p>
<p>I relatori, gli espositori, i media del settore, i blogger e tutta la comunità potevano contribuire significativamente alla sua comunicazione allargando enormemente il bacino di utenza della conferenza. Bastava coinvolgerli! Forse si è temuto, erroneamente, che potesse erodere iscrizioni all’evento? Spero di sbagliare.</p>
<p>Quindi questa iniziativa di ASITA 2.0 poteva decisamente essere declinata meglio, se realizzata realmente secondo i paradigmi del 2.0, ovvero con la condivisione preventiva dei contenuti della conferenza, la promozione efficace e l’apertura di canali social di interazione con la comunità basati su strumenti social come facebook e twitter, che peraltro è avvenuta spontaneamente grazie alle iniziative dei singoli. (<a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23ASITA11" target="_blank">Leggi su Twitter i commenti e i link alle foto e ai video</a>)</p>
<p>Ma voglio andare al nodo cruciale: che missione ha oggi la conferenza ASITA? A che target si rivolge? Per quale motivo partecipare? Perché esiste?</p>
<p>Devo dirvi che ormai non ho più punti di riferimento. Quando è nata era chiaro a tutti che la sua vocazione: realizzare un’unica conferenza scientifica nazionale orientata al mondo della ricerca.</p>
<p>Quindici anni fa c’era molta fame di Geomatica e quindi il mondo scientifico e gli utenti partecipavano numerosi con grande interesse.</p>
<p>Ma i tempi cambiano. Le conoscenze di base si diffondono. Le fonti informative, specialmente on-line, sono praticamente illimitate. Oggi ASITA non richiama più utenti e quindi resta una conferenza di scientifici per scientifici. Autoreferenziata.</p>
<p>Un relatore, chairman di una sessione, mi ha confessato che se avesse un lavoro importante da presentare lo porterebbe a conferenze internazionali e non ad ASITA! Come dargli torto?</p>
<p><a href="http://blog.planetek.it/files/2011/11/asitaspeakercorner.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1197" title="asitaspeakercorner" src="http://blog.planetek.it/files/2011/11/asitaspeakercorner-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Vi sembra dignitoso tenere una relazione negli <em>speaker corner</em> che sono stati allestiti? Stanzette con 8-10 sedie dove a malapena entravano i relatori? Che peso date ad una presentazione tenuta in un contesto del genere?</p>
<p>Io di solito seguo le sessioni, ma quest’anno è stato praticamente impossibile.</p>
<p>Altro elemento su cui riflettere: alla conferenza non ci sono mai interventi di ospiti stranieri che possano portare il punto di vista internazionale su temi specifici della geomatica o, meglio ancora, sulle tendenze tecnologiche e di mercato nel medio e lungo periodo. Siamo così bravi da non doverci confrontare, in casa nostra, con quello che è il mercato internazionale? In un mondo globalizzato? In Italia dove il disallineamento tra ricerca e mercato è un problema cronico? L’unico relatore straniero che ha partecipato quest’anno è un funzionario dell’Agenzia Europea dell’Ambiente relatore al nostro workshop sul GMES. E a memoria non mi ricordo di altri interventi fuori dal coro nazionale.</p>
<p>Quindi il contenuto scientifico dell’evento ha perso progressivamente di significato, non è più rilevante. Probabilmente resta solo quello relazionale &#8211; incontriamoci ad ASITA &#8211; che sembra ormai uno slogan. Vecchi amici che si incontrano almeno una volta all’anno per ricordare i vecchi tempi! Per non perdere i contatti&#8230;.</p>
<p>Mi sembra una motivazione debole per rendere ASITA attraente. Come fai ad attirare nuovi partecipanti in questo modo?</p>
<p>Un altro punto a cui non so darmi una risposta: per quale motivo da alcuni anni sono ricomparse le conferenze delle singole associazioni? SIFET e AMFM si fanno una loro conferenza minando alla base l’obiettivo di ASITA: riunire il mondo scientifico della Geomatica sotto un unico cappello.</p>
<p>Nella realtà ormai la convergenza tecnologica tra telerilevamento, topografia/aerofotogrammetria, cartografia e GIS è cosa fatta, mentre le Associazioni, in controtendenza, ritornano ad isolarsi. Perché? Ovviamente a mio avviso queste iniziative diluiscono la rilevanza della conferenza ASITA.</p>
<p>Non mi dilungo sulla scelta della sede. Sarà anche vero che per motivi di budget bisognava adattarsi, ma una sede che è impossibile da raggiungere in giornata, non si presta per tenere una conferenza nazionale. In un periodo di crisi ha sicuramente limitato la partecipazione di molti funzionari di P.A. ed Enti Pubblici, che non si possono permettere costose missioni.</p>
<p>Inoltre, ha senso fare una conferenza di 4 giorni? Perché? E se proprio non se ne può fare a meno, allora limitiamo la sessione espositori a 2 giorni. C’è la crisi per tutti, anche per le imprese!</p>
<p>Tutte queste considerazioni sono avvalorate dalla sensazione che la partecipazione è stata scarsa. Sia in termini numerici che qualitativi. Anche le presentazioni si riducono, quelle previste nel programma sono 240, in netto calo rispetto al 2010.</p>
<p>Faccio un invito al Consiglio Direttivo di ASITA di pubblicare le statistiche di partecipazione a questa edizione e alle precedenti. Il numero di iscritti è l’unico dato vero che misura il successo di una conferenza. Discutiamo sui numeri.</p>
<p>Lancio una proposta, neanche tanto originale, per le future edizioni: gemellare ASITA con altri eventi o conferenze, correlabili alla Geomatica, che hanno un elevato numero di visitatori. In questo modo si potrebbe favorire la partecipazione alla conferenza di nuovi soggetti che operano in mercati che potrebbero beneficiare dell’informazione geospaziale. Penso ad eventi come il Forum PA, Ecomondo, SMAU, SAIE. Anche a rotazione, cambiando anno per anno, decidendo con almeno 2 anni di anticipo per dare il tempo a tutti di organizzarsi.</p>
<p>L’unione fa la forza.</p>
<p>Purtroppo la decisione di organizzare ASITA 2012 a Vicenza mi sembra una scelta in continuità con quanto fino ad oggi è stato fatto. Una continuità che probabilmente sta spegnendo ASITA con una lunga e dolorosa agonia.</p>
<p>Servono scelte forti, cambiamenti anche radicali, il business non è più quello di una volta e non lo sarà mai più.</p>
<p>Mi auguro che tutta la comunità geomatica voglia partecipare attivamente affinché questa agonia possa cessare al più presto e,  attraverso un processo di innovazione, si possa fare rinascere una nuova ASITA che possa riacquisire il ruolo di centralita nella comunità geomatica italiana che gli spetta.</p>
<p>Buon ASITA a tutti…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.planetek.it/2011/11/18/asita-2011-occasione-mancata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Geoportale INSPIRE verso la piena operatività</title>
		<link>http://blog.planetek.it/2011/10/20/il-geoportale-inspire-verso-la-piena-operativita/</link>
		<comments>http://blog.planetek.it/2011/10/20/il-geoportale-inspire-verso-la-piena-operativita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 09:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jens Stutte</dc:creator>
				<category><![CDATA[5. Data Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Infrastrutture dati territoriali]]></category>
		<category><![CDATA[dati territoriali]]></category>
		<category><![CDATA[geoportale]]></category>
		<category><![CDATA[INSPIRE]]></category>
		<category><![CDATA[Metadati]]></category>
		<category><![CDATA[OGC]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.planetek.it/?p=901</guid>
		<description><![CDATA[Il Geoportale dell'Unione Europea, realizzato da Planetek e lat/lon, consentirà l'accesso ai set di dati territoriali e servizi attraverso un punto di accesso centralizzato, con perfetta integrazione dei servizi della rete INSPIRE degli Stati membri, consentendo ricerche multi-lingue, un affinamento iterativo dei risultati e la combinazione transfrontaliera di set di dati in mappe personalizzate dagli utenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="top" />
<h3><span style="font-size: large;">Il contesto</span></h3>
<p>La Direttiva INSPIRE del 2007 mira a stabilire una<strong> &#8220;Infrastruttura per l&#8217;Informazione Territoriale nella Comunità Europea&#8221;</strong> (<a href="http://inspire.jrc.ec.europa.eu/" target="_blank">sito web</a>). Essa si basa sulle infrastrutture esistenti negli Stati membri dell&#8217;Unione Europea al fine di fornire accesso ai set di dati territoriali digitali disponibili, detenuti da o per conto delle autorità pubbliche, per attività di <em>policy-making</em> in relazione a tutte le politiche e attività che possono avere un impatto diretto o indiretto sull&#8217;ambiente. Al fine di rendere questi set di dati territoriali individuabili ed accessibili, la direttiva impone agli Stati membri di <strong>istituire i servizi INSPIRE</strong> di scoperta, visualizzazione, scaricamento, trasformazione e invocare servizi di rete.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-903" title="INSPIRE Geoportal" src="http://blog.planetek.it/files/2011/08/PortalHeader.png" alt="" width="644" height="67" /></p>
<p>Come punto centrale europeo di accesso ai servizi di rete, la Commissione Europea istituirà il <strong>Geoportale INSPIRE</strong>. Esso consentirà <strong>l&#8217;accesso armonizzato transfrontaliero e multilingue ai servizi di rete degli Stati membri</strong>. Le specifiche tecniche del Geoportale INSPIRE si basano sulla ricerca condotta in passato e sull&#8217;esperienza acquisita dalla prototipazione da parte della <a href="http://ies.jrc.ec.europa.eu/SDI" target="_blank"><strong>Spatial Data Infrastructure Unit</strong></a> del <strong>Centro Comune di Ricerca (JRC)</strong> della Commissione Europea. Esse costituiscono la base per lo sviluppo in corso del Geoportale, condotto da un consorzio composto da <strong>Planetek Italia</strong> e <a href="http://lat-lon.de/" target="_blank"><strong>lat/lon</strong></a>.</p>
<p>Lo sviluppo è iniziato a marzo 2011 e si prevede ci vorranno diciotto mesi affinché il Geoportale INSPIRE venga installato in un ambiente di hosting di <strong><a href="http://ec.europa.eu/dgs/informatics/index_en.htm" target="_blank">DIGIT</a> </strong>(la Direzione Generale per l&#8217;Information Technology della Commissione Europea) e gestito da <a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/eurostat/home" target="_blank"><strong>ESTAT</strong></a> (la Direzione Generale Eurostat della Commissione Europea).</p>
<h3><span style="font-size: large;">Il Geoportale</span></h3>
<p><strong>L&#8217;usabilità del Geoportale è uno degli obiettivi principali</strong> dello sviluppo, in particolare per la<strong> &#8220;Interactive Discovery&#8221;</strong>, che consentirà all&#8217;utente di effettuare ricerche attraverso tutti i set di dati territoriali INSPIRE in modo semplice ma potente. Pertanto i requisiti specifici fissati dalla gara sono per lo più funzionali, la sfida è quella di mettere insieme le singole funzioni in un flusso continuo di informazioni, con una progettazione dell&#8217;interfaccia utente intuitiva.</p>
<p><a href="http://blog.planetek.it/files/2011/08/OverallPicture.png" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-918 alignright" title="Overall Picture" src="http://blog.planetek.it/files/2011/08/OverallPicture-300x213.png" alt="" width="300" height="213" /></a>Da una indagine condotta su geoportali esistenti è emersa una <strong>grande esigenza di integrazione di tutte le funzionalità di ricerca in una sola pagina web</strong>, in modo da evitare frustranti andirivieni. Questa integrazione consente una forte interazione proprio tra gli elementi della pagina web quali parametri di ricerca e liste di risultati, che possano poi essere visualizzati in anteprima in un <em>geoviewer</em>, conducendo ad una reale &#8220;<em>Interactive Discovery</em>&#8220;. Un altro aspetto chiave di questa &#8220;scoperta interattiva&#8221; è anche quello di <strong>assistere l&#8217;utente durante la sua ricerca</strong> offrendogli spunti utili con i giusti suggerimenti estratti dal thesaurus, elenchi di ulteriori parole chiave, gli stessi metadati, così come quanti risultati ci si può aspettare da una determinata ricerca. Ciò impone conseguentemente anche elevate esigenze sulla capacità di risposta dei &#8220;Discovery Services&#8221; sottostanti, motivo per cui i metadati vengono localmente archiviati nella cache del sistema.</p>
<p>L&#8217;utente può quindi selezionare set di dati territoriali direttamente dalla lista dei risultati nel suo contesto della sessione di lavoro, per poter essere poi esplorati ulteriormente nel visualizzatore &#8220;<em>GeoNavigation</em>&#8220;. Esso consente all&#8217;utente di combinare e sovrapporre diversi strati anche in trasparenza e definire il loro ordine di visualizzazione, fornendo tutte le <strong>funzionalità di base per organizzare diversi strati di una mappa personalizzata</strong>. Queste stesse mappe possono poi essere condivise con altri utenti all&#8217;interno del portale o esportati in un file standard <a href="http://www.geoconnections.org/publications/Technical_Manual/html_e/appendix_1-5.html">Web Map Context</a> che conterrà i puntatori ai servizi esposti originariamente dallo Stato membro che li detiene.</p>
<p><strong>L&#8217;architettura del Geoportale è modulare e dunque pronta per essere ampliata con ulteriori funzionalità</strong>, quali servizi di download e altri servizi di accesso alla rete INSPIRE. Si basa su un <em>Content Management System</em>, che consente una agevole integrazione nel Geoportale di funzioni non prettamente geospaziali, come le pagine informative.</p>
<h3><span style="font-size: large;">Cosa c&#8217;è sotto il cofano&#8230;</span></h3>
<p>Al fine di <strong>garantire risposte rapide alle ricerche dei dati da parte degli utenti</strong>, il Portale Web è collegato ad un servizio proxy.  Inizialmente vengono registrati alcuni <em>endpoint</em> dei Discovery Service per ogni singolo Stato membro. Un <em>crawler</em> raccoglie i metadati da questi Discovery Service e li memorizza in una cache. Successivamente, da questi set di metadati vengono ulteriormente derivati e registrati gli endpoint dei Service View e dei layer rilevanti.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-911 alignright" title="Cache Flow" src="http://blog.planetek.it/files/2011/08/CacheFlow-300x283.png" alt="" width="285" height="269" /></p>
<p>I &#8220;map tiles&#8221; (tasselli) per le viste su piccola scala vengono memorizzati in una &#8220;tile cache&#8221; apposita, mentre le richieste di mappe per scale più grandi vengono inoltrate direttamente ai View Service dei rispettivi Stati membri. Le cache vengono quindi inizialmente riempite e regolarmente aggiornate.</p>
<h3><span style="font-size: large;">L&#8217;impegno sull&#8217;open source</span></h3>
<p><strong>Il progetto fa elevato uso di prodotti open source</strong>. I servizi proxy sono basati su <a href="http://www.deegree.org/" target="_blank">deegree</a> e <a href="http://jackrabbit.apache.org/node-types.html" target="_blank">Jackrabbit</a> e il nuovo codice contribuirà quindi allo sviluppo di deegree. Il portale stesso è basato sul CMS <a href="http://plone.org/" target="_blank">Plone</a> ed i componenti &#8220;Interactive Discovery&#8221; e &#8220;GeoNavigation&#8221; di nuovo sviluppo per il portale saranno resi disponibili sotto la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/European_Union_Public_Licence" target="_blank">licenza EUPL</a>.</p>
<h3><span style="font-size: large;">Stato del progetto</span></h3>
<p>Il progetto sta attualmente concludendo le fasi di valutazione dei requisiti e prototipazione dell&#8217;interfaccia utente e sta per entrare nella prima iterazione di sviluppo. <strong>Un primo prototipo dovrebbe essere disponibile per il test di selezione degli utenti finali a metà novembre</strong>. Seguiranno due ulteriori iterazioni di sviluppo di tre mesi ciascuna e tra di esse una seconda valutazione delle esigenze.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3><span style="font-size: large;"><strong>Link Utili</strong></span></h3>
<ul>
<li>Leggi anche <a href="http://www.massimozotti.it/2011/10/inspire-e-gmes-che-punto-siamo.html" target="_blank">l&#8217;articolo sul Report INSPIRE-GMES 2011</a> </li>
<li>Pagina descrittiva del <a href="http://www.planetek.it/progetti/geoportale_inspire">Geoportale INSPIRE</a></li>
<li>Pagina ufficiale <a href="http://www.inspire-geoportal.eu/" target="_blank">INSPIRE Geoportal della Commissione Europea</a></li>
</ul>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h3><span style="font-size: large;">Articoli Correlati su questo blog</span></h3>
<ul>
<li><a href="http://blog.planetek.it/tag/inspire/">Tag: INSPIRE</a></li>
<li>Post: <a href="http://blog.planetek.it/2010/04/13/lasciamoci-inspirare/">Lasciamoci INSPIR(ar)E</a> </li>
<li>Post: <a href="http://blog.planetek.it/2010/06/16/inspire-e-metadati-italiani/">INSPIRE e i Metadati: S’incontrano un tedesco, una francese…</a></li>
<li>Post: <a href="http://blog.planetek.it/2010/10/03/gli-standard-ogc-parlano-italiano/">Gli standard OGC parlano italiano</a></li>
</ul>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.planetek.it/2011/10/20/il-geoportale-inspire-verso-la-piena-operativita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GeoPortale Emilia-Romagna: un esempio di IDT</title>
		<link>http://blog.planetek.it/2011/10/10/geoportale-emilia-romagna-un-esempio-di-idt/</link>
		<comments>http://blog.planetek.it/2011/10/10/geoportale-emilia-romagna-un-esempio-di-idt/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 08:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Abrescia</dc:creator>
				<category><![CDATA[5. Data Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Infrastrutture dati territoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Webgis]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cartografia]]></category>
		<category><![CDATA[design thinking]]></category>
		<category><![CDATA[geoportale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[INSPIRE]]></category>
		<category><![CDATA[mappe satellitari]]></category>
		<category><![CDATA[OGC]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.planetek.it/?p=1079</guid>
		<description><![CDATA[Frutto di una proficua collaborazione tra il gruppo di lavoro Regionale e noi di Planetek, il GeoPortale della Regione Emilia Romagna è finalmente disponibile per i cittadini, i professionisti, le imprese e le stesse Pubbliche Amministrazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="top" />
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1113" title="GeoPortale ER" src="http://blog.planetek.it/files/2011/09/geoportale_e-r.png" alt="" width="676" height="93" /></p>
<p><strong>GeoPortale Emilia-Romagna</strong>. In 3 parole è racchiuso un intero percorso, lungo 1 anno e mezzo. Un percorso in cui ho imparato a conoscere una realtà regionale di cui avevo sentito parlare sempre molto bene in televisione, radio e sui siti specialistisci.</p>
<p>Il GeoPortale E-R è stato presentato ufficialmente all’ evento <a title="Programma Burò" href="http://www.regionedigitale.net/dallemilia-romagna/notizie-2011/settembre/201cburo2011-2013-esempi-di-burocrazia-positiva-tra-cooperazione-e-tecnologia201d" target="_blank">CN-ER Burò2011</a> lo scorso 23 settembre a Ferrara, ma era già disponibile in rete (<a href="http://geoportale.regione.emilia-romagna.it/" target="_blank">http://geoportale.regione.emilia-romagna.it</a>), in versione beta, dal 6 giugno 2011.</p>
<h2>Una visione condivisa</h2>
<p>La implementazione del geoportale, che si candida a diventare il punto di riferimento della conoscenza “geo-localizzata” regionale, si inserisce nello sviluppo della Community Network della Regione Emilia-Romagna (<a href="http://www.regionedigitale.net/community-network" target="_blank">CN-ER</a>) che ha come obiettivo il miglioramento della qualità dei servizi erogati ai cittadini, attraverso la cooperazione degli enti che operano sul territorio, e la contestuale riduzione dei costi per garantirne la sostenibilità economica.</p>
<p>Per dare il senso di questa visione vi riporto una citazione in cui i colleghi della Emilia Romagna si autodefiniscono:</p>
<p><em>“…<strong>un’</strong></em><em><strong>insieme di persone </strong></em><em>che, nell’ambito della propria amministrazione di appartenenza, lavorano quotidianamente per rendere sempre più efficiente la Pubblica Amministrazione ed erogare servizi migliori a cittadini e imprese. Il contributo di ognuno, portato a sistema, genera un’azione innovativa di dimensione regionale che contribuisce in maniera sostanziale allo </em><strong><em>sviluppo della Società dell’Informazione emiliano-romagnola</em></strong><em>“.</em></p>
<p>L’attivazione della CN regionale, quindi, presuppone l’attivazione di un rapporto virtuoso tra cooperazione e tecnologia (come emerso durante la <a title="Report sulla conferenza" href="http://www.regionedigitale.net/community-network/il-sistema-a-rete-regionale/cn-er-buro2011-uniniziativa-virtuosa">conferenza </a>di apertura di Burò che ha visto la partecipazione di oltre 300 persone, <a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150327276722385.338864.54188987384&amp;type=1" target="_blank">vedi foto su FB</a>).</p>
<p>Questa visione può poggiare in Emilia Romagna su basi solide, che derivano dal patrimonio accumulato con un lungo lavoro svolto negli anni dalla Regione, sia di tipo tecnico (dati, metadati, procedure, infrastrutture ICT, db topografico, ecc.), che organizzativo (procedure, staff con competenze) e istituzionale (cooperazione con gli altri soggetti sul territorio).</p>
<p><strong>Per sostenere questo processo cooperativo l&#8217;implementazione di un Infrastruttura di Dati Spaziali (SDI) regionale risulta fondamentale</strong>. INSPIRE, con le sue specifiche, ha rappresentato una opportunità da cogliere. Una SDI conforme ad Inspire consente, infatti, di valorizzare gli sforzi pregressi fatti dall’Amministrazione Regionale trasformando il costo di implementazione in un investimento.</p>
<p>Per assecondare il processo cooperativo che conivolge una pluralità di soggetti, pubblici e privati, con competenze e conoscenze molto diversificate, si è dimostrata vincente la scelta di adottare la metodologia del <strong><a href="http://blog.planetek.it/2010/11/08/l%e2%80%99emilia-romagna-ed-il-design-thinking/" target="_blank">Design Thinking</a></strong> che ha consentito di stimolare la formulazione creativa di nuove idee <strong>nello sviluppo dei servizi accessibili a cittadini ed imprese</strong>. Condividere la filosofia del Design Thinking all’interno del gruppo di lavoro &#8211; che includeva tecnici e funzionari regionali &#8211;  ci ha spontaneamente condotto a <strong>guardare quello che stavamo realizzando nella prospettiva di chi lo andrà ad utilizzare</strong>, e non attraverso le lenti deformanti dei prodotti o &#8211; peggio &#8211; della tecnologia.</p>
<p>Durante lo svolgimento del progetto, in piena coerenza con la metodologia del Design Thinking, è stata attivata la Comunity Network. Progressivamente è stato coinvolto un numero crescente di utenti per la valutazione delle funzionalità e usabilità dei prototipi e della versione beta del sistema.</p>
<h2>Alcune note tecniche</h2>
<p>ll GeoPortale E-R attinge a un catalogo dei servizi di mappa basati su web (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_Map_Service" target="_blank">WMS</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_Feature_Service" target="_blank">WFS</a>) che la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione di tutti in maniera liberamente fruibile, mediante servizi di interoperabilità totalmente conformi alle specifiche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Geospatial_Consortium" target="_blank">OGC</a>.</p>
<p>Secondo la <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:108:0001:0014:IT:PDF" target="_blank">Direttiva 2007/2/CE</a> cosidetta Inspire il geoportale eroga i servizi di <strong>discovery</strong> e <strong>viewer</strong>. Facendo riferimento al D.Lgs. n. 32 del 27/01/2010 di recepimento della direttiva Inspire abbiamo realizzato i servizi di rete previsti dall’art.7 per <strong>ricerca</strong>, <strong>consultazione, scaricamento</strong> e <strong>conversione </strong><a href="../2010/04/13/lasciamoci-inspirare/">(leggi il blog sul tema)</a><strong>.</strong></p>
<p>In pratica con il GeoPortale E-R si <strong>acce<strong>de a tutte le informazioni cartografiche regionali</strong></strong> attraverso internet comodamente da casa propria.</p>
<p><a href="http://blog.planetek.it/files/2011/10/GeoER.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1155" title="GeoER" src="http://blog.planetek.it/files/2011/10/GeoER.png" alt="" width="363" height="471" /></a></p>
<p>L’ utente può:</p>
<ol>
<li><strong>consultare le mappe      tematiche e i dati cartografici</strong>, direttamente nel browser web      grazie al visualizzatore cartografico GeoViewER in modalità 2D e 3D,</li>
<li><strong>scaricare i dati      cartografici</strong>, scegliendo eventualmente le aree di interesse e gli      strati cartografici più interessanti,</li>
<li><strong>avere un’elenco dei      servizi WMS e WFS</strong>, che potrà essere visualizzato con il software      GIS preferito,</li>
<li><strong>creare mappe      interattive</strong> che insistono sul territorio della Regione Emilia      Romagna e che interagiscono con i diversi servizi che la stessa Regione      mette a disposizione, grazie all’utilizzo delle Applicazioni ER-Maps,</li>
<li><strong>utilizzare il      servizo di ricerca</strong> per ricercare dati e servizi,</li>
<li><strong>utilizzare il      servizio di conversione</strong> delle coordinate per effettuare      trasformazioni tra differenti sistemi di riferimento.</li>
</ol>
<p>Per erogare questi servizi il GeoPortale E-R si integra con applicazioni come il <strong>Database Topografico</strong> – ponendosi come Sistema per la fruizione di tali dati – e le <a href="http://www.mokagis.it/html/cos_sistema.asp" target="_blank"><strong>Moka</strong></a>,<strong> </strong>applicazioni GIS in grado di soddisfare le esigenze degli utenti della Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese, il tutto in una logica di interoperabilità.I dati pubblicati vengono prelevati direttamente dal <strong>Gestore Catalogo dei Metadati</strong> regionali.</p>
<p>Riassumendo, il<strong> GeoPortale E-R</strong> <strong>consente alcune funzioni fondamentali nel processo di cooperazione</strong> che è alla base della Community Network: condivisione dei dati, realizzazione e promozione di servizi per la stessa PA e per la collettività, miglioramento della disponibilità dei dati pubblici per i soggetti interessati al loro impiego e riduzione dei costi di produzione.</p>
<p>Il risultato è sotto gli occhi di tutti (<a href="http://geoportale.regione.emilia-romagna.it/" target="_blank">Geoportale E-R</a>). Ci auguriamo di aver prodotto un buon risultato ma siamo consci che sarà necessario lavorare sodo per migliorare il sistema ed erogare servizi di più semplice fruibilità e maggiore efficacia. Per fare questo serve il contributo di tutti e quindi vi invitiamo a fornirci i vostri feedback e segnalando le eventuali aree di miglioramento.</p>
<h2>Licenze e&#8230; ringraziamenti</h2>
<p>I dati del GeoPortale E-R sono consultabili nel rispetto dei vincoli di pubblicazione delle licenze d’uso. <strong>Gran parte del repertorio cartografico è aperto all’accesso e al riuso degli utenti</strong> secondo i termini della licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/" target="_blank">Creative Commons CC BY 2.5</a>. Ad alcuni dati particolari quali “Reticoli”, “Civici” e “Punti fiduciali” la Regione ha invece associato la licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it" target="_blank">Creative Commons CC BY-NC 2.5</a>.</p>
<p>Il GeoPortale E-R si pone quindi l’obiettivo di diventare un provider di (geo)dati open fruibili liberamente da cittadini, comunità locali, enti e istituzioni pubbliche.</p>
<p>Per finire vorrei ringraziare tutti quelli che hanno contribuito allo sviluppo e alla nascita del GeoPortale E-R (in rigoroso ordine alfabetico): Alessandro F., Alessandro L., Andrea G., Catia G., Daniela V., Domenico C., Flavia S., Francesco C., Francesco L., Giovanni B., Giovanni C. , Giovanni G., Jacopo D., Marco L., Marianna C., Marica L., Maurizio C., Mauro C.,  Michele C., Milco F., Nicola L., Nunzia V., Patrizia V., Rita B., Roberto B., Rossella B., Sara T., Stefano O. e tutti gli altri che avrò sicuramente dimenticato.</p>
<p>Un ringraziamento particolare, infine, ai WebAdmins e GISAdmins della RER…</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Alcune risorse di approfondimento:</strong></p>
<ul>
<li>Video su Youtube: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=iDID6OE0Tnc" target="_blank">come funziona il Geoportale dell&#8217;Emilia-Romagna</a></li>
<li>INSPIRE-GMES Brochure: <a href="http://www.scribd.com/doc/67894948/INSPIRE-GMES-Brochure-Informativa-7%C2%B0-edizione" target="_blank">sul magazine europeo il Geoportale E.R. come esempio di IDT regionale</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.planetek.it/2011/10/10/geoportale-emilia-romagna-un-esempio-di-idt/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

