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Dati geografici liberi: la community delle idee

Il tema degli OpenGeoData è importante e pensiamo che meriti hic et nunc un’attenzione speciale.

Abbiamo seguito con interesse lo sviluppo della comunità degli OpenGeoData (vedi articolo) e ne abbiamo sostenuto la conferenza organizzando la sua diffusione via web organizzando lo streaming video.

I dati liberi in formato Open rappresentano una opportunità che il sistema paese dovrebbe cogliere per favorire lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali e contestualmente incrementare il livello di trasparenza che è alla base dei rapporti che legano cittadini e amministratori pubblici.

Quindi sosteniamo l’idea di creare un gruppo di lavoro aperto a tutti e che si appoggerà anche su quanto di buono e utile è stato fatto in analogia per il tema più generale degli OpenData.

Condividiamo l’idea che sono 3 i temi principali che vanno affrontati per sostenere lo sviluppo dei dati geografici liberi:

Formazione – iniziative formative a medio, lungo termine riguardanti la formazione su specifiche questioni di fondo (metadati, INSPIRE, standard, soluzioni tecnologiche, ecc.)

Informazione – iniziative di tipo divulgativo (filmati didattici e di promozione), così come webinar di taglio informativo su argomenti di approfondimento.

Buone prassi – segnalazione e report di iniziative e progetti riguardanti geoportali e portali open data, standard, apertura e liberazione di dati (ma non solo) che possono essere prese a modello.

La community su ideascale (geodatiliberi.ideascale.com) alla quale intendiamo dare il nostro contributo è aperta a tutti e ci auguriamo che in molti aderiranno attivamente all’iniziativa.

Troverete le tre categorie Formazione, Informazione e Buone Prassi nelle quali inserire idee e proposte, in modo tale da rendere il tutto più organico.

Buon OpenGeoData a tutti!

Il Geoportale INSPIRE verso la piena operatività

20 ottobre 2011 Jens Stutte Nessun commento

Il contesto

La Direttiva INSPIRE del 2007 mira a stabilire una “Infrastruttura per l’Informazione Territoriale nella Comunità Europea” (sito web). Essa si basa sulle infrastrutture esistenti negli Stati membri dell’Unione Europea al fine di fornire accesso ai set di dati territoriali digitali disponibili, detenuti da o per conto delle autorità pubbliche, per attività di policy-making in relazione a tutte le politiche e attività che possono avere un impatto diretto o indiretto sull’ambiente. Al fine di rendere questi set di dati territoriali individuabili ed accessibili, la direttiva impone agli Stati membri di istituire i servizi INSPIRE di scoperta, visualizzazione, scaricamento, trasformazione e invocare servizi di rete.

Come punto centrale europeo di accesso ai servizi di rete, la Commissione Europea istituirà il Geoportale INSPIRE. Esso consentirà l’accesso armonizzato transfrontaliero e multilingue ai servizi di rete degli Stati membri. Le specifiche tecniche del Geoportale INSPIRE si basano sulla ricerca condotta in passato e sull’esperienza acquisita dalla prototipazione da parte della Spatial Data Infrastructure Unit del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea. Esse costituiscono la base per lo sviluppo in corso del Geoportale, condotto da un consorzio composto da Planetek Italia e lat/lon.

Lo sviluppo è iniziato a marzo 2011 e si prevede ci vorranno diciotto mesi affinché il Geoportale INSPIRE venga installato in un ambiente di hosting di DIGIT (la Direzione Generale per l’Information Technology della Commissione Europea) e gestito da ESTAT (la Direzione Generale Eurostat della Commissione Europea).

Il Geoportale

L’usabilità del Geoportale è uno degli obiettivi principali dello sviluppo, in particolare per la “Interactive Discovery”, che consentirà all’utente di effettuare ricerche attraverso tutti i set di dati territoriali INSPIRE in modo semplice ma potente. Pertanto i requisiti specifici fissati dalla gara sono per lo più funzionali, la sfida è quella di mettere insieme le singole funzioni in un flusso continuo di informazioni, con una progettazione dell’interfaccia utente intuitiva.

Da una indagine condotta su geoportali esistenti è emersa una grande esigenza di integrazione di tutte le funzionalità di ricerca in una sola pagina web, in modo da evitare frustranti andirivieni. Questa integrazione consente una forte interazione proprio tra gli elementi della pagina web quali parametri di ricerca e liste di risultati, che possano poi essere visualizzati in anteprima in un geoviewer, conducendo ad una reale “Interactive Discovery“. Un altro aspetto chiave di questa “scoperta interattiva” è anche quello di assistere l’utente durante la sua ricerca offrendogli spunti utili con i giusti suggerimenti estratti dal thesaurus, elenchi di ulteriori parole chiave, gli stessi metadati, così come quanti risultati ci si può aspettare da una determinata ricerca. Ciò impone conseguentemente anche elevate esigenze sulla capacità di risposta dei “Discovery Services” sottostanti, motivo per cui i metadati vengono localmente archiviati nella cache del sistema.

L’utente può quindi selezionare set di dati territoriali direttamente dalla lista dei risultati nel suo contesto della sessione di lavoro, per poter essere poi esplorati ulteriormente nel visualizzatore “GeoNavigation“. Esso consente all’utente di combinare e sovrapporre diversi strati anche in trasparenza e definire il loro ordine di visualizzazione, fornendo tutte le funzionalità di base per organizzare diversi strati di una mappa personalizzata. Queste stesse mappe possono poi essere condivise con altri utenti all’interno del portale o esportati in un file standard Web Map Context che conterrà i puntatori ai servizi esposti originariamente dallo Stato membro che li detiene.

L’architettura del Geoportale è modulare e dunque pronta per essere ampliata con ulteriori funzionalità, quali servizi di download e altri servizi di accesso alla rete INSPIRE. Si basa su un Content Management System, che consente una agevole integrazione nel Geoportale di funzioni non prettamente geospaziali, come le pagine informative.

Cosa c’è sotto il cofano…

Al fine di garantire risposte rapide alle ricerche dei dati da parte degli utenti, il Portale Web è collegato ad un servizio proxy.  Inizialmente vengono registrati alcuni endpoint dei Discovery Service per ogni singolo Stato membro. Un crawler raccoglie i metadati da questi Discovery Service e li memorizza in una cache. Successivamente, da questi set di metadati vengono ulteriormente derivati e registrati gli endpoint dei Service View e dei layer rilevanti.

I “map tiles” (tasselli) per le viste su piccola scala vengono memorizzati in una “tile cache” apposita, mentre le richieste di mappe per scale più grandi vengono inoltrate direttamente ai View Service dei rispettivi Stati membri. Le cache vengono quindi inizialmente riempite e regolarmente aggiornate.

L’impegno sull’open source

Il progetto fa elevato uso di prodotti open source. I servizi proxy sono basati su deegree e Jackrabbit e il nuovo codice contribuirà quindi allo sviluppo di deegree. Il portale stesso è basato sul CMS Plone ed i componenti “Interactive Discovery” e “GeoNavigation” di nuovo sviluppo per il portale saranno resi disponibili sotto la licenza EUPL.

Stato del progetto

Il progetto sta attualmente concludendo le fasi di valutazione dei requisiti e prototipazione dell’interfaccia utente e sta per entrare nella prima iterazione di sviluppo. Un primo prototipo dovrebbe essere disponibile per il test di selezione degli utenti finali a metà novembre. Seguiranno due ulteriori iterazioni di sviluppo di tre mesi ciascuna e tra di esse una seconda valutazione delle esigenze.


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INSPIRE e il riuso nella Pubblica Ammistrazione

Uno degli obiettivi di INSPIRE è quello di accrescere il valore intrinseco del dato spaziale attraverso la condivisione. Questo principio, che vede l’insieme dei singoli dati spaziali come valore aggiunto al dato stesso, porta inesorabilmente a trattare un tema cardine di INSPIRE stessa: il “riuso”.

Prima di tutto analizziamo qual’è il significato di questo termine nell’ambito dei dati. Il riuso è poter riutilizzare l’informazione per poter generare altra informazione. Questo concetto, unito alla condivisione – ovvero la possibilità di utilizzare informazione lasciando a chi di competenza la sua generazione – definisce il principio cardine di INSPIRE. Chiariti questi due concetti base, i protocolli standard di interscambio, gli standard per strutturare i dati spaziali, i servizi, sono solo un mezzo per mettere in atto tali concetti.

Quando si parla di riuso, lo si intende in generale quasi sempre nell’ottica di riutilizzare i dati spaziali in differenti contesti applicativi e da utenti differenti. Questo tende a valorizzare gli investimenti creando un vantaggio per l’intera comunità. Il riuso però non coinvolge solo i dati ma l’intera infrastruttura di dati spaziali (SDI/IDT), quindi con esso si deve intende la possibilità di riusare, in ottica INSPIRE, i dati, i servizi e la stessa SDI/IDT.

Una rincorsa continua…..

Ancor prima dell’attuazione di INSPIRE, molte amministrazioni italiane come ad esempio la Provincia Autonoma di Bolzano o la Regione Emilia Romagna, all’avanguardia nella gestione dei dati spaziali, si erano già dotate di adeguate infrastrutture.

Ma a seguito dell’emanazione delle norme attuative ed implementative della Direttiva INSPIRE (D.Lgs. 32/2010) i metadati e i sistemi legacy sono risultati non conformi.

Queste amministrazioni, proprio a causa della loro proattività,  si sono trovate paradossalmente a pagare lo scotto di essere state pioniere nel settore e hanno l’esigenza di attivarsi per adeguare le proprie infrastrutture alla normativa, cercando di salvaguardare gli investimenti già fatti.

Attualmente il panorama software – sia open source che proprietario – è indirizzato verso i soggetti che hanno l’esigenza di implementare ex novo una SDI, mentre non offre risposte personalizzate a chi ha già implementato una SDI, ma ha l’esigenza di riutilizzare i propri sistemi e banche dati per renderli conformi alla Direttiva.

In questi casi le attività da realizzare possono essere varie e andare dalla standardizzazione dei metadati, tema affrontato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, alla standardizzazione dei servizi di discovery, viewing e download, iniziativa avviata dalla Regione Emilia Romagna. Vediamo come.

Rendere standard, riusandoli, i metadati

Valorizzare e preservare i metadati costruiti con l’ormai “vecchio” standard ISO (FDIS) per renderli disponibili attraverso i tipici servizi di ricerca dei cataloghi è un tema comune a diverse Amministrazioni. La  Provincia Autonoma di Bolzano (PAB) si è trovata in questa situazione quando la definizione dei cataloghi e dei metadati introdotta da INSPIRE ha reso di colpo non conforme alle linee guida definite dalla normativa la propria infrastruttura.

In questi casi l’obiettivo primario è naturalmente preservare e recuperare l’informazione contenuta nei metadati ISO FDIS. Per raggiungere tale obiettivo, la PAB ha scelto di realizzare un tool web di standardizzazione, che come input riceve i dati direttamente dal catalogo nel “vecchio” formato ISO e successivamente li converte nel nuovo standard ISO 19115, sia con il profilo INSPIRE che quello RNDT (le problematiche relative alla “coesistenza” di entrambi sono ben illustrati in questo articolo di Jens Stutte).

L’applicativo permette di preservare tutte le informazioni contenute nel catalogo ed attraverso delle semplici interfacce web, di completare i metadati con le informazioni obbligatorie non previste dal “vecchio” standard. In tal modo il tool, attraverso un servizio di validazione, permette di ottenere come output un metadato pienamente conforme ad INSPIRE. Quindi un investimento minimo, proprio in un’ottica di riuso, ha consentito di rendere standard infrastruttura dei dati spaziali della Provincia Autonoma di Bolzano.

La Regione Emilia Romagna per adeguare la propria infrastruttura ad INSPIRE ha scelto di creare una serie di interfacce software e di web service che permettono di esporre tutta la banca dati spaziale  attraverso i protocolli previsti da INSPIRE e definiti dall’OGC.

Questi strati applicativi sono stati realizzati personalizzando moduli open source esistenti, che a loro volta sono stati completamente integrati nell’infrastruttura regionale. In questo modo è stato implementato uno strato di servizi pienamente conformi alla Direttiva INSPIRE, che ha consentito di preservare gli investimenti già realizzati e contestualmente garantire la piena conformità verso INSPIRE.

Questi due esempi ci mostrano come sia possibile adeguare una infrastruttura SDI per renderla conforme ad INSPIRE attraverso la implementazione di soluzioni creative che valorizzano al massimo le infrastrutture e i dati già disponibili.

INSPIRE, quindi, rappresenta per tutti una sfida che, in un momento di crisi dove le risorse pubbliche tendono progressivamente a ridursi, può trasformarsi in una grande opportunità di sperimentare modelli “ispirati al riuso” e alla valorizzazione del patrimonio informativo che, così, potrà essere finalmente condiviso.