Con il termine sentinelle ci riferiamo ai satelliti di osservazione della terra che la Commissione Europea ha deciso di inviare nello spazio nell’ambito del programma Copernicus (GMES). 

Il Programma Copernicus vale un investimento di 6 miliardi di Euro e l’Italia è tra le nazioni che contribuiscono in modo più significativo a questa iniziativa investendo centinaia di milioni di Euro.

Le sentinelle sono state messe in orbita per soddisfare l’esigenza della Commissione Europea di disporre di una propria fonte informativa globale per il monitoraggio della superficie terrestre, sia delle aree continentali che di quelle extra europee. Quindi, prima di tutto, le sentinelle servono alla Commissione per le proprie attività istituzionali in differenti ambiti applicativi. Mappare il consumo di suolo, monitorare la qualità delle acque, stimare la biomassa, ecc.

L’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha ricevuto l’incarico della Commissione di progettare e realizzare, con il contributo dell’industria continentale, la costellazione dei satelliti e tutti i sistemi che servono per la gestione dei satelliti, la programmazione delle acquisizioni, il trasferimento delle immagini dal satellite a terra, la pre-elaborazione ed archiviazione delle immagini. Questo sistema, definito “Core”, sarà utilizzato per soddisfare le esigenze della Commissione. Questo sistema sarà inoltre utilizzato per garantire il libero accesso dei cittadini europei ai dati che, in qualità di contribuenti europei, hanno già pagato e che quindi hanno il diritto di poter utilizzare.

Come funzioneranno le sentinelle?

Le sentinelle sono una costellazione di 5 tipi diversi di satelliti chiamati Sentinella 1. Sentinella 2, ecc.,  la cui messa in orbita è iniziata, con qualche mese di ritardo rispetto alla pianificazione iniziale, nell’aprile del  2014 e sarà completata nei prossimi anni ampliando l’offerta di dati disponibili sul mercato.

Copernicus_AutoF

Per alcune sentinelle è previsto il lancio di due satelliti al fine di dimezzare i tempi di rivisitazione. La prima sentinella lanciata con successo lo scorso aprile, è un satellite con un sensore radar che acquisirà la superficie terrestre con un tempo di rivisitazione di 12 giorni che si dimezzerà con il lancio del secondo satellite previsto nel 2015.

Tutte le caratteristiche delle sentinelle sono disponibili sul sito dell’ESA (qui).


Come si accede ai dati?

I dati delle Sentinelle saranno forniti gratuitamente a tutti in modalità open data con una licenza che consente di realizzare anche attività di tipo commerciali aprendo nuove opportunità di business.

Durante la fase di negoziazione tra gli stati Membri della UE è emersa l’esigenza di tutelare questo investimento fatto dall’Europa, al fine di utilizzarlo come leva per aumentare la competitività dell’industria continentale nel segmento spaziale. (leggi l’articolo di G. Sylos Labini sul Sole24ore su questo tema).

Per coniugare la volontà di rendere liberamente accessibili i dati e contestualmente tutelare degli interessi economici della UE si è deciso di modulare l’accesso agli archivi delle sentinelle.

L’accesso libero all’archivio dei dati delle sentinelle attraverso il portale ESA sarà consentito solo alle persone fisiche e non a computer esterni (machine2machine). Il portale ESA consentirà a cittadini, studiosi, imprenditori di effettuare ricerche nell’archivio, visualizzare i dati e i suoi metadati, scaricare le immagini in un formato che ne consenta la elaborazione. Attraverso questo portale non sarà garantita l’interoperabilità dei dati e cataloghi.

Il Collaborative Ground Segment e l’Italia

L’accesso ai cataloghi in modalità M2M sarà consentito solo alle aziende europee attraverso il “collaborative ground segment” (CGS) predisposto dagli stati membri. Attraverso il CGS le industrie potranno accedere ai cataloghi sulla base di metodologie e standard predefiniti e potranno sviluppare applicazioni che utilizzano i dati delle sentinelle. Quindi è un onere/onore degli stati membri predisporre un CGS in grado di soddisfare le esigenze espresse dall’industria nazionale e dal mondo della ricerca.Copernicus_Auto5

L’Italia, attraverso l’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, ha espresso l’interesse a implementare un CGS italiano per supportare le aziende nazionali nell’utilizzo dei dati delle sentinelle.

L’infrastruttura core predisposta dall’ESA per garantire la operatività delle sentinelle include anche una stazione di programmazione e ricezione in Italia, localizzata a Matera, per coprire il cono di ricezione del bacino del mediterraneo.

Una ipotesi attualmente al vaglio prevede che l’ASI possa popolare il CGS italiano con la copia di tutti i dati acquisiti dalla stazione di Matera. In questo modo potrà garantire alle industrie Italiane l’accesso, praticamente in tempo reale, ai dati acquisiti da Matera e al suo archivio.

Sulla base di queste premesse è evidente il ruolo fondamentale che gioca l’ASI attraverso la implementazione del CGS. Un CGS operativo può mettere le industrie italiane, che offrono servizi a valore aggiunto sui dati di osservazione della Terra, nelle condizioni ottimali per poter competere sul mercato internazionale.

In caso contrario, la mancata disponibilità di un CGS, l’industria nazionale si troverebbe in una posizione di svantaggio rispetto alle industrie che operano in paesi dove è stato implementato e attivato un CGS.

Al danno si aggiungerebbe la beffa se pensiamo che le sentinelle sono finanziate dall’Italia.


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>