Challenge GPU4EO 2015

GPU4EO 2015 è una sfida tra ricercatori finalizzata a migliorare le performance del software open source DORIS specifico per la elaborazione di dati satellitari radar sfruttando le capacità elaborativa dell GPU NVIDIA k 40.

Ma perchè abbiamo lanciato questa iniziativa?

Le GPU, dette comunemente schede video, stanno diventando sempre più veloci e consentono restituzioni a schermo sempre più realistiche e rendering sempre più accurati per la costruzione di ambienti digitali immersivi.

Tutto questo avviene sotto la spinta del mercato dell’entertaiment che ha portato anche ad una drastica riduzione dei costi delle GPU. Quindi sul mercato sono disponibili schede grafiche molto potenti a basso costo.

Parallelamente, si sta verificando una crescente disponibilità di immagini acquisite da molteplici tipologie di sensori montati a bordo di satelliti, aerei, droni e veicoli di ogni tipo.

L’elaborazione di queste immagini esige capacità elaborative crescenti che deve scontrarsi con l’esigenza di ridurre di 100 o 1000 volte i tempi di elaborazione per poter offrire servizi in tempo reale.

Adottare computer con CPU sempre più potenti e, dove possibile, grid di computer, anche su cloud, per parallelizzare i processi è una possibile soluzione per fare fronte a queste esigenze.

Questa scelta, tuttavia, oltre che costosa, in alcuni casi non è applicabile. Ad esempio, nel caso di elaborazioni in tempo reale di immagini direttamente a bordo di satelliti o di rover inviati in giro per lo spazio dove sono a disposizione limitatissime capacità elaborative. O, molto più semplicemente, quando il trasferimento delle immagini richiede troppo tempo. Tempo che non abbiamo nel caso di applicazioni in real-time e, quindi, è necessario che il processing avvenga lì dove sono archiviati i dati.

In tutti questi casi le GPU possono rappresentare la soluzione ottimale. Dispongono di capacità elaborative molto elevate e sanno fare bene i calcoli che servono per elaborare le immagini. Sono nate per quello!

Ma se vogliamo utilizzare le GPU per processare, ad esempio, le immagini telerilevate da satellite quali sono i problemi da affrontare?

Un semplice porting non è sufficiente per sfruttare a pieno le capacità elaborative delle GPU, che ‘ragionano’ in modo differente dalle CPU. I programmi vanno riscritti e gli algoritmi vanno adattati alle specifiche GPU che si adottano. Quindi in che modo possiamo riusare il codice già scritto nei software che sono disponibili sul mercato, senza dover riscrivere tutto?

Inoltre, ogni modello di GPU lavora in modo differente. Se adottiamo semplicemente le librerie disponibili, come ad esempio le CUDA di INVIDIA, non siamo certi di poter raggiungere le prestazioni massime che potenzialmente la scheda in uso ci può fornire.

Un altro tema da affrontare è la parallelizzazione del processo su un network di GPU, così come si fa con il grid di computer.

Quindi, ci sono ancora molti aspetti da esplorare nell’utilizzo delle GPU che richiedono team multidisciplinari in grado di integrare molteplici competenze: sulle GPU, sulle librerie, sugli algoritmi e sulle applicazioni da realizzare.

Per favorire questo processo di sviluppo di team multidisciplinari, abbiamo lanciato il Challenge GPU4EO con il contributo di CNR, INFN ENEA e Confindustria Puglia, nell’ambito del progetto RIESCO, e GAP s.r.l..  Inoltre, i partecipanti al Challenge potranno utilizzare le infrastrutture del data center ReCaS messo a disposizione dall’Università di Bari e INFN.

Possono partecipare al Challenge team nazionali ed internazionali sia afferenti ad enti di ricerca che team di studenti e/o professionisti che vogliono confrontarsi e unirsi per affrontare questa sfida. (qui il bando)

Una sfida aperta a tutti coloro che vogliono provare a sfidarsi in una frontiera che promette molte sorprese.

Buona sfida a tutti….


Il telerilevamento da droni aerei: normativa, applicazioni e gestione dei dati

Gli UAV (Unmanned Aerial Vehicle), anche noti in italiano come Droni o APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto o SAPR), sono piattaforme caratterizzate dall’assenza del pilota a bordo e radiocomandate.

I droni, con le stampanti 3D, sono tra i trend tecnologici del 2014 e presentano un elevatissimo potenziale di sviluppo.

Il numero e la tipologia di droni e sensori sta incrementando significativamente, così come il volume di servizi erogati attraverso droni.

Con la loro diffusione aumentano anche i rischi connessi al loro utilizzo e sono frequenti gli allarmi dovuti a voli non autorizzati, come è successo a Parigi dove alcuni giornalisti sono stati arrestati per volo non autorizzato.

In Italia una risposta è venuta dall’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che ha recentemente emanato delle regole che limitano l’utilizzo dei droni e impongono un patentino per il loro utilizzo.

Nell’ambito della geomatica i droni si stanno diffondendo per numerose applicazioni low cost, in alcuni casi anche alternative alla fotogrammetria aerea tradizionale.

Questi strumenti, infatti, permettono il rilievo e la restituzione di informazioni vettoriali, ricostruzioni 3D, modelli digitali del terreno, consentendo, in particolare, un facile raggiungimento di aree inaccessibili (aree archeologiche, falesie costiere, ecc.), il monitoraggio in condizioni di rischio e la realizzazione di rilievi indoor.

I droni sono stati protagonisti del webinar durante il quale abbiamo affrontato con alcuni protagonisti del settore alcuni dei temi caldi. Oltre 120 partecipanti che durante i 90 minuti del webinar hanno sottoposto ai relatori domande e richieste di chiarimenti.

Innanzitutto abbiamo esaminato la normativa italiana ENAC, insieme a Michele Fazio – consigliere di ASSORPAS, l’Associazione delle imprese che operano piccoli veicoli a pilotaggio remoto. Fazio ha messo in evidenza come la normativa introdotta da ENAC sia fortemente restrittiva e potrebbe avere un impatto sigificativo sullo sviluppo del mercato dei droni e dei servizi correlati. In particolare la certificazione dei veicoli rappresenta, probabilmente, uno degli elementi più critici della normativa. (slide)

Per orientarci tra la moltitudine di droni e sensori disponibili sul mercato ci siamo confrontati con Marco Labate di Leica Geosystems e Antonio D’Argenio di PANOPTES.

Labate ha fornito una panoramica delle diverse tipologie di droni disponibili sul mercato mettendo in relazione gli ambiti applicativi con le dimensioni dei droni e l’ampiezza delle aree da investigare utilizzando come parametro di riferimento le caratteristiche dei droni della AIBOTIX. (slide)

D’Argenio ha presentato un punto di vista applicativo illustrando alcuni casi reali di utilizzo come il monitoraggio di impianti fotovoltaici e di linee elettriche ad alta tensione attraverso sensori termici montati su drone. Interessante la presentazione del sensore tutto italiano PANOPTES che è stato progettato e realizzato appositamente per essere montato su drone di piccole dimensioni. (slide)

Infine si è discusso di gestione ed elaborazione dei dati acquisiti da drone. I sensori montati su drone possono essere di numerose tipologie, da sensori ottici molto semplici come fotocamere commerciali a camere fotogrammetriche anche stereoscopiche, sensori iperspettrali, LiDAR.

Inoltre questi dati possono essere anche scaricati in tempo reale durante il volo e quindi è necessario disporre di soluzioni idonee a gestire flussi di dati.

Claudia Ceppi ha mostrato numerosi casi applicativi di elaborazione e gestione di tipologie di dati differenti attraverso i software della Hexagon Geospatial che supportano l’intero processo elaborativo per tutte le tipologie di sensori montati a bordo di un drone. Questa caratteristica risulta molto utile quando si punta ad incrementare la produttività e il valore dei servizi utilizzando dati acquisiti da sensori differenti. A queste funzionalità si aggiunge la capacità di gestire flussi video in tempo reale. I video acquisiti dal drone vengono inviate a terra e georeferenziati in tempo reale per poterle sovrapporre ad una cartografia o una ortofoto all’interno di un ambiente GIS. (slide)

Se ti sei perso l’appuntamento puoi rivedere la registrazione e le slide delle presentazioni al seguente link:
http://www.planetek.it/webinar_telerilevamento_da_droni_aerei

OPEN DATA DAY BARI 2015: tutti a confronto per migliorare con i dati

11 febbraio 2015 Massimo Zotti Nessun commento

Persone ed organizzazioni raccolgono, per svolgere i loro compiti, una svariata gamma di dati d’ogni tipo. Dati ambientali sulla qualità dell’aria e dell’acqua, dati sulla posizione degli autobus nelle nostre città, dati sui beni culturali e sul patrimonio artistico del nostro territorio. La maggior parte di questi dati sono prodotti e gestiti da enti pubblici, sono a loro volta pubblici per legge, e dovrebbero quindi essere resi aperti e disponibili all’uso per chiunque. Si chiamano Open Data, e sono una immensa risorsa ancora in gran parte inutilizzata.

Sono numerose le categorie di soggetti e organizzazioni che possono trarre beneficio dalla disponibilità di dati aperti: le imprese del nostro territorio, ma anche i cittadini e la pubblica amministrazione. Gli Open Data infatti consentono di portare innovazione nella creazione di prodotti e servizi privati ed aumentare l’efficienza ed efficacia dei servizi pubblici, ma migliorano anche la trasparenza ed il controllo democratico, e la partecipazione alla vita pubblica.

I dati però possono e devono essere letti in relazione al territorio per il quale e sul quale vengono elaborati. Necessitano per questo di traduzione e diffusione, cosa spesso non garantita, che va a scapito dei cittadini e delle opportunità che vengono così precluse. Devono passare dunque da frammentati a coordinati e per farlo c’è bisogno di entusiasmo, professionalità e temerarietà.

Un concetto che verrà spiegato a Bari, sabato 21 febbraio 2015 dalle 9 alle 18 nell’Aula Magna “Edoardo Orabona” del Politecnico, in via Orabona 4, grazie ad OpenPuglia, un progetto avviato da un gruppo di privati cittadini, civic hackers, studenti pugliesi ed esponenti dell’industria locale e del mondo accademico, che operano spontaneamente per creare nuova cultura con gli Open Data, ed un modo nuovo di intendere il rapporto tra l’informazione, il digitale ed i diritti dei cittadini.

Non un progetto qualsiasi, ma IL progetto che ha come obiettivo quello di far avanzare le condizioni sociali e tecnologiche del nostro Paese attraverso la partecipazione civica, la creatività dei giovani, la riduzione del digital divide, il rinnovamento dello Stato attraverso l’Open Government. Un’opportunità di sviluppo per il territorio regionale e per il Paese grazie a trasparenza e partecipazione, le parole cardine su cui ruota la condivisione della conoscenza.

Sabato 21 febbraio, a Bari, siederanno attorno a un tavolo esperti, giornalisti, cittadini ed esponenti di pubbliche amministrazioni, insieme per imparare a leggere i dati e sviluppare idee e soluzioni innovative circa l’ambiente, la mobilità ed i beni culturali e ambientali.

L’evento di Bari si svolge in concomitanza con l’analogo evento hub organizzato a Roma dall’Istituto Italiano Open Data e numerosi altri eventi simultanei altre città d’Italia e del mondo (il dettaglio degli eventi è su http://opendataday.it).

All’Open Data Day di Bari, patrocinato da Politecnico di Bari e Università di Bari, parteciperanno:

  • Adriana Agrimi (Dirigente della Regione Puglia),
  • Silvio Maselli (Assessore Cultura e Turismo del Comune di Bari),
  • Guglielmo Minervini (Assessore alle politiche giovanili, trasparenza e legalità della Regione Puglia),
  • Francesco Surico (Innovapuglia),
  • Gianni Sebastiano (Presidente del Distretto produttivo informatica pugliese),
  • Alessandro Marescotti (Presidente di Peacelink).

Dopo il saluto del magnifico rettore del Politecnico di Bari, prof. Eugenio Di Sciascio, e quello del magnifico rettore dell’Università di Bari, prof. Antonio Felice Uricchio, l’avvio dei tavoli di lavoro sarà affidato a Vincenzo Patruno (ISTAT).

Le istituzioni saranno affiancate da:

  • Massimo Zotti (SGI Puglia/Planetek Italia),
  • Tommaso Di Noia (Politecnico di Bari),
  • Morena Ragone (Università degli Studi di Foggia, SGI Puglia/Wister),
  • Giovanni Semeraro (Università di Bari/ SGI Puglia/Wister_mister),
  • Giuseppe Pirlo (referente dell’Università di Bari per l’Agenda Digitale e Smart City).

Modereranno i lavori della Tavola Rotonda Ludovico Fontana (Corriere del Mezzogiorno) e Lino Castrovilli (Pugliain.net).

Nel pomeriggio ci sarà spazio per gli hackathon: l’occasione per sviluppatori di software, programmatori, appassionati e curiosi, per lavorare insieme sugli Open Data disponibili in Puglia e produrre insieme qualcosa di concreto, creando soluzioni ed avviando nuove iniziative. Gli hackathon verteranno sui temi del monitoraggio ambientale, dell’infomobilità e dei beni culturali, in continuità con le prime inizative avviate da OpenPuglia.

Il progetto OpenPuglia nasce anche con il supporto di SGI-Puglia, la sezione regionale dell’associazione Stati generali dell’Innovazione, che lo scorso 19 gennaio ha visto più di 130 persone partecipare al convegno organizzato con l’Università di Bari sul tema “Politiche dell’Innovazione e Sviluppo del Territorio”.

Per ragioni organizzative è richiesta la prenotazione su Eventbrite all’indirizzo http://www.eventbrite.it/e/biglietti-open-data-day-bari-2105-15617866459