Il contesto

La Direttiva INSPIRE del 2007 mira a stabilire una “Infrastruttura per l’Informazione Territoriale nella Comunità Europea” (sito web). Essa si basa sulle infrastrutture esistenti negli Stati membri dell’Unione Europea al fine di fornire accesso ai set di dati territoriali digitali disponibili, detenuti da o per conto delle autorità pubbliche, per attività di policy-making in relazione a tutte le politiche e attività che possono avere un impatto diretto o indiretto sull’ambiente. Al fine di rendere questi set di dati territoriali individuabili ed accessibili, la direttiva impone agli Stati membri di istituire i servizi INSPIRE di scoperta, visualizzazione, scaricamento, trasformazione e invocare servizi di rete.

Come punto centrale europeo di accesso ai servizi di rete, la Commissione Europea istituirà il Geoportale INSPIRE. Esso consentirà l’accesso armonizzato transfrontaliero e multilingue ai servizi di rete degli Stati membri. Le specifiche tecniche del Geoportale INSPIRE si basano sulla ricerca condotta in passato e sull’esperienza acquisita dalla prototipazione da parte della Spatial Data Infrastructure Unit del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea. Esse costituiscono la base per lo sviluppo in corso del Geoportale, condotto da un consorzio composto da Planetek Italia e lat/lon.

Lo sviluppo è iniziato a marzo 2011 e si prevede ci vorranno diciotto mesi affinché il Geoportale INSPIRE venga installato in un ambiente di hosting di DIGIT (la Direzione Generale per l’Information Technology della Commissione Europea) e gestito da ESTAT (la Direzione Generale Eurostat della Commissione Europea).

Il Geoportale

L’usabilità del Geoportale è uno degli obiettivi principali dello sviluppo, in particolare per la “Interactive Discovery”, che consentirà all’utente di effettuare ricerche attraverso tutti i set di dati territoriali INSPIRE in modo semplice ma potente. Pertanto i requisiti specifici fissati dalla gara sono per lo più funzionali, la sfida è quella di mettere insieme le singole funzioni in un flusso continuo di informazioni, con una progettazione dell’interfaccia utente intuitiva.

Da una indagine condotta su geoportali esistenti è emersa una grande esigenza di integrazione di tutte le funzionalità di ricerca in una sola pagina web, in modo da evitare frustranti andirivieni. Questa integrazione consente una forte interazione proprio tra gli elementi della pagina web quali parametri di ricerca e liste di risultati, che possano poi essere visualizzati in anteprima in un geoviewer, conducendo ad una reale “Interactive Discovery“. Un altro aspetto chiave di questa “scoperta interattiva” è anche quello di assistere l’utente durante la sua ricerca offrendogli spunti utili con i giusti suggerimenti estratti dal thesaurus, elenchi di ulteriori parole chiave, gli stessi metadati, così come quanti risultati ci si può aspettare da una determinata ricerca. Ciò impone conseguentemente anche elevate esigenze sulla capacità di risposta dei “Discovery Services” sottostanti, motivo per cui i metadati vengono localmente archiviati nella cache del sistema.

L’utente può quindi selezionare set di dati territoriali direttamente dalla lista dei risultati nel suo contesto della sessione di lavoro, per poter essere poi esplorati ulteriormente nel visualizzatore “GeoNavigation“. Esso consente all’utente di combinare e sovrapporre diversi strati anche in trasparenza e definire il loro ordine di visualizzazione, fornendo tutte le funzionalità di base per organizzare diversi strati di una mappa personalizzata. Queste stesse mappe possono poi essere condivise con altri utenti all’interno del portale o esportati in un file standard Web Map Context che conterrà i puntatori ai servizi esposti originariamente dallo Stato membro che li detiene.

L’architettura del Geoportale è modulare e dunque pronta per essere ampliata con ulteriori funzionalità, quali servizi di download e altri servizi di accesso alla rete INSPIRE. Si basa su un Content Management System, che consente una agevole integrazione nel Geoportale di funzioni non prettamente geospaziali, come le pagine informative.

Cosa c’è sotto il cofano…

Al fine di garantire risposte rapide alle ricerche dei dati da parte degli utenti, il Portale Web è collegato ad un servizio proxy.  Inizialmente vengono registrati alcuni endpoint dei Discovery Service per ogni singolo Stato membro. Un crawler raccoglie i metadati da questi Discovery Service e li memorizza in una cache. Successivamente, da questi set di metadati vengono ulteriormente derivati e registrati gli endpoint dei Service View e dei layer rilevanti.

I “map tiles” (tasselli) per le viste su piccola scala vengono memorizzati in una “tile cache” apposita, mentre le richieste di mappe per scale più grandi vengono inoltrate direttamente ai View Service dei rispettivi Stati membri. Le cache vengono quindi inizialmente riempite e regolarmente aggiornate.

L’impegno sull’open source

Il progetto fa elevato uso di prodotti open source. I servizi proxy sono basati su deegree e Jackrabbit e il nuovo codice contribuirà quindi allo sviluppo di deegree. Il portale stesso è basato sul CMS Plone ed i componenti “Interactive Discovery” e “GeoNavigation” di nuovo sviluppo per il portale saranno resi disponibili sotto la licenza EUPL.

Stato del progetto

Il progetto sta attualmente concludendo le fasi di valutazione dei requisiti e prototipazione dell’interfaccia utente e sta per entrare nella prima iterazione di sviluppo. Un primo prototipo dovrebbe essere disponibile per il test di selezione degli utenti finali a metà novembre. Seguiranno due ulteriori iterazioni di sviluppo di tre mesi ciascuna e tra di esse una seconda valutazione delle esigenze.


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